
La stagione estiva è ormai alle porte e tutti gli imprenditori, dopo questi anni di incertezze e lockdown, stanno già cominciando a reclutare personale tra i lavoratori stagionali. Ma vediamo nel concreto quali sono state negli ultimi anni le preoccupazioni riguardo questa categoria di lavoratori e quali gli intoppi causati da poca organizzazione e orari di lavoro estenuanti.
Lavoroturismo.it è l’agenzia che si occupa di pubblicare annunci di lavoro per il settore dell’ospitalità e della ristorazione. In questi mesi, si inizia già a testare il campo per quella che sarà la ricerca del personale per la stagione estiva, che quest’anno si presenta di nuovo e finalmente priva di ostacoli dovuti all’incertezza della pandemia. I locali sono a caccia di personale stagionale, ossia di quei lavoratori che vengono assunti con un contratto transitorio di tre mesi, quelli estivi appunto, mesi in cui si prospetta per ristoranti e strutture ricettive un incremento di turisti e prenotazioni. A questo proposito però, ci sono dati che Lavoroturismo.itha messo a disposizione, intervistando campioni di dipendenti e di imprenditori, per capire cosa ci si dovrebbe aspettare dalla caccia alle assunzioni per quest’estate.
“Abbiamo ritenuto utile raccontarli adesso” spiega Oscar Galeazzi, fondatore di Lavoroturismo.it, “proprio mentre la ricerca di personale stagionale è in pieno svolgimento, per dare agli imprenditori qualche strumento di comprensione in più sull’evoluzione del mercato”.
I lavoratori stagionali chiedono nuove tutele, turni unici, giorno libero, alloggi decenti e formazione. Il primo elemento che si tiene in considerazione non è più quello della remunerazione, ma viene alla luce un’altra importante questione, quella degli orari: “un cambiamento significativo, visto che gli stagionali sono le persone più attente alla remunerazione, dato che vogliono massimizzare i guadagni che ottengono nei mesi in cui lavorano”. In molti tra gli imprenditori del settore hanno rivoluzionato i turni lunghi ed estenuanti degli scorsi anni, privilegiando orari spezzati, ossia 8-16 e 16-24. Questo cambiamento prevede due squadre di lavoratori, in modo da permettere a ogni dipendente di fare un turno unico e non spezzato. Inoltre, in molti prevedono un giorno intero di riposo, che talvolta coincide con il giorno di chiusura del locale.
Altro dato da valutare è la richiesta di alloggi migliori: molti dipendenti rifiutano i lavori stagionali per le condizioni dell’alloggio in cui verrebbero ospitati. “La maggior parte delle aziende non prestano sufficiente attenzione a questo aspetto, che invece sta diventando sempre più importante, anche nelle scelte se accettare o meno un posto di lavoro. Piazzarli nello scantinato umido o nel caldo della lavanderia non è più accettabile. Un’idea potrebbe essere seguire l’esempio della Germania, dove sono state create – tra gruppi di aziende – delle case del personale apposta per alloggiare i dipendenti”.
Altro punto su cui riflettere è quello della formazione: le nuove risorse assunte nel periodo stagionale devono essere formate. Un periodo di formazione è sempre necessario al fine di trasmettere ai dipendenti i valori dell’azienda per cui lavorano e per avere standard sempre alti su cui puntare per il servizio al cliente. Questo anche in virtù della crescita non solo professionale, ma anche aziendale.Queste sembrano essere le richieste più comuni per questa stagione alle porte. Molte tra le aziende più all’avanguardia stanno già predisponendosi al cambiamento, accaparrandosi il personale migliore, sarebbe opportuno che un po’ tutti si adeguassero.
