Ricette da … calpestare

È proprio vero che qualsiasi opportunità di fare parlare di sé, almeno nell’ambito mercantile, va colta al volo. Del resto un vecchio adagio recita: “la pubblicità è l’anima del commercio” e gli operatori devono essere in grado di utilizzare al massimo qualsivoglia mezzo di comunicazione capace di promuovere presso i consumatori la propria attività. Dalla Spagna ci giunge la notizia di un modo davvero originale d’interpretare questa massima dell’economia capitalista. Ne è protagonista uno chef di successo che dimostra creatività da vendere e non solo a tavola.    

 

                                                                                        Sam

 

Si chiama Dani Garcìa, è titolare di un ristorante di successo a Marbella, “Calima” frequentato tra gli altri da Antonio Banderas e Melanie Griffith, e a soli 36 anni può vantare al suo attivo ben due stelle Michelin. Per un nutrito stuolo di critici gastronomici è in grado di rivaleggiare alla pari nientepopodimenoche  con il mago della moderna arte culinaria iberica: Ferran Adrià. La strada creativa da lui percorsa, infatti, prende spunto dalle innovazioni chimico – fisiche della cucina molecolare, di cui si professa attento discepolo. Non a caso i piatti che gli hanno assicurato, già così giovane (è nato nel 1975), fama e lodi da parte di critica e pubblico sono, soprattutto: la cottura di pietanze all’idrogeno liquido (- 196°) e le fritture a temperature altissime (+ 180°). Insomma un vero artista capace di esaltare la tradizione gastronomica andalusa, attraverso le più moderne e raffinate metodologie di lavorazione alimentari. Le materie prime sono scelte con maniacale accuratezza e i profumi sono quelli delle origini: “Il complimento che preferisco è quando un cliente andandosene mi dice che ciò che ha mangiato gli ricordava sapori o sensazioni dell’infanzia, o dimenticate”, precisa Dani nell’illustrare gli aspetti maggiormente importanti del proprio lavoro di ricerca e sperimentazione. Proprio il forte legame con la terra di origine e la ferrea volontà di conservare gli aromi e  i sapori di una cucina, come quella andalusa, dal gusto particolare, sono alla base delle diversità che lo differenziano dal maestro catalano, poiché Dani non subordina mai la qualità del contenuto di una pietanza alla piacevolezza e all’originalità della sua presentazione. Qualche esempio: la “Semola di olio d’oliva con prosciutto, pane tostato e aglio”; il “Formaggio di capra con fegato grasso e mela verde”; la “Sogliola fritta” sospesa sopra il brodo. Ebbene questo fenomeno della gastronomia (la prima stella della prestigiosa guida francese l’ha ottenuta a 25 anni), trova il modo di far parlare di se anche lontano dai fornelli. È della scorsa estate l’accordo con una nota azienda produttrice di calzature per la riproduzione, nella suola delle proprie scarpe di una serie di nuove ricette dello chef iberico. “El Naturalista” è un’azienda sorta nove anni fa, che, come recita il marchio, si è da subito caratterizzata per l’utilizzo, nella realizzazione dei propri prodotti, di avanzate tecnologie a basso impatto ambientale e per la messa in commercio di collezioni a base di materiali ecocompatibili, quali: sughero naturale, pino e gomma riciclata. “Il mio modo di cucinare è molto legato alla natura e all’artigianalità. E questo è un aspetto che mi unisce profondamente al brand calzaturiero”, afferma con decisione lo chef andaluso. In verità accanto alla comune passione per il biologico è la smania del cuoco per la sperimentazione, lo studio di nuove e, perché no, stravaganti forme di comunicazione, la volontà di percorrere sempre e comunque strade differenti per restare in contatto con il consumatore, a spingere Dani all’incessante ricerca di modi diversi di affermare la sua prorompente genialità. Per il momento cinque sono le linee selezionate di prodotto che recano sulla suola altrettanti nuovi piatti dello chef, corredati con  ricette, ingredienti e disegni. A cominciare dal modello “Camaron”, che si ispira alla tortilla di camarones, una sorta di frittata croccante e trasparente di gamberetti cristallo. “L’origine di questo piatto – ha puntualizzato Garçia presentando la nuova collezione – è semplice: sono stato a cena in un ristorante di Tokyo dove cucinavano una sorta di galletta di pesce tonda, croccante, trasparente e molto fragile. Mi ha ispirato per creare una specie di tortilla di microscopici gamberetti cristallo, con una frittura fragrante: Sarà divertente sapere che c’è qualcuno che va in giro con una frittata di gamberetti sotto i piedi”. Si prosegue con il “Crochè”, del quale il cuoco dice: “l’uncinetto mi ricorda mia madre e mia nonna. Ho voluto riproporlo in un mio piatto, come omaggio alle donne della mia vita”, e via via tutti gli altri. La linea dei modelli realizzati in accordo con Dani sono stati chiamati dai fondatori dell’azienda calzaturiera, Pablo e Josè Maria de la Peña, “Delishoes”, che potrebbe essere tradotto in: “scarpe deliziose”. Del resto lo chef confessa che il motto su cui basa il proprio lavoro, “Mi sorprendo, quindi sono”, lo costringe a continue fughe in avanti e anche quando ci si rivolge alla tradizione bisogna farlo con l’intento di migliorare, anche portando novità significative, ciò che già esiste. Un esempio? L’aggiornamento della “minestra di Malaga”, ricetta povera che Garçia trasforma a suo modo con uovo cotto a bassa temperatura, servito freddo su un brodino caldo di verdure, menta disidratata e humus di ceci.

 

 

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