Street food, sempre più

Street FoodStreet food, o per dirlo all’italiana cibo di strada, è ormai sinonimo di crescita continua. Non può essere più considerato solo una tendenza, ma costituisce ormai una vera e propria realtà. Tre persone su quattro, consumano abitualmente nel nostro paese street food. Si mangia per strada, da secoli, forse lo si è sempre fatto, per necessità, per fare in fretta, per risparmiare, ma forse, anche solo per il piacere di condividere delle esperienze con delle persone, donne e uomini che ogni giorno aprono i loro chioschi, dove impastano, infornano, friggono con impegno e passione, difendendo il loro cibo di strada e con esso una realtà gastronomica “viva”, che non può più essere ricollegata a fiere paesane o espressioni locali di alcune comunità. Questa abitudine di consumo si sta consolidando sempre di più tant’è che lo scorso anno le aziende della ristorazione, definiamole “on the road” sono cresciute del 13% rispetto all’anno precedente, superando la quota delle 2200 unità, principalmente in Lombardia, Puglia e Lazio (elaborazione Coldiretti su dati Unioncamere, giugno 2016). Va detto anche che il settore presenta una certa dinamicità, proponendo soluzioni sempre più diversificate e strutturate in cui per emergere non si può lasciare nulla al caso. E’ ormai un vero e proprio business che attira tanti imprenditori, perché con un investimento contenuto si possono aprire grandi opportunità. Per iniziare può bastare anche un piccolo Ape Car e l’attività comporta costi molto ridotti rispetto ai ristoranti tradizionali. Ma non ci si può improvvisare, la concorrenza è tanta e i clienti sono sempre più esigenti. Per ritagliarsi uno spazio importante nel settore, vanno curati progettazione e allestimento, con un business plan di ferro e un ottimo marketing, soprattutto in fase di avvio della start-up.
A Sigep i food truckers italiani hanno potuto conoscere StreetFoody, il progetto che trasforma la loro idea in realtà con un team di 30 professionisti pronti ad affiancare gli imprenditori in tutte le fasi, dalla realizzazione fino alla messa in strada del veicolo. “Le tradizioni regionali italiane sono e saranno sempre apprezzate dal pubblico”, spiega Sara Pratesi, anima di StreetFoody. “Puntare su ingredienti e piatti tipici, espressione autentica di un territorio, è sempre un’ottima mossa di partenza. La proposta può essere anche semplice, ma la parola d’ordine dev’essere qualità: se non si valorizzano le eccellenze del Made in Italy, i clienti non perdonano”. Spopolano quindi le mille declinazioni del cibo di strada all’italiana, in particolare per quanto riguarda i fritti, le focacce, i panini imbottiti, “Che si prestano a tantissime versioni, dai classici a base di salumi, fino all’hamburger, che gli italiani apprezzano sia nella sua veste più tipicamente americana, sia rivisitato con ingredienti e abbinamenti tricolori. Alla base del successo c’è sempre la selezione delle carni migliori”. E chi vuole puntare, invece, sulla creatività? “L’innovazione può sposarsi molto bene con la tradizione –prosegue Sara Pratesi–. Ci sono alcuni filoni che si prestano bene a portare novità anche nelle ricette tipiche. A Sigep abbiamo visto rivisitazioni molto interessanti in chiave vegetariana, vegana e anche gluten free, per posizionarsi su nicchie di mercato sempre più importanti. E poi la selezione accurata di ingredienti bio fa la differenza”.
Le possibilità insomma sono tantissime, ma il percorso per arrivare a proporle è lungo ed articolato. Bisogna scegliere il tipo di operatività più adatto (itinerante, giardini, piazze) e individuare le opportunità più interessanti, dalle fiere, alle manifestazioni di piazza, poi si può passare all’allestimento vero e proprio del mezzo, che sarà tarato sul target che si è scelto e che costituisce il protagonista principale del nuovo business. Fondamentale poi, una volta diventati operativi, tenersi sempre aggiornati sull’evoluzione del settore. Il sito Streetfoody.it è un riferimento importante di questo mondo, costantemente aggiornato sulla normativa, sui trend emergenti, sulle nuove tecnologie e soluzioni meccaniche, su fiere e festival e su tutte le opportunità offerte dal mondo del cibo di strada.

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