Turismo in tempo di crisi

Inizia il periodo di massimo afflusso turistico per le diverse tipologie di strutture d’accoglienza, un’estate che, nonostante alcune timide avvisaglie di miglioramento economico generale, si presenta come una delle più difficili dell’ultimo mezzo secolo. La gran parte degli operatori deve far fronte ad una diminuzione costante degli arrivi e anche sul fronte occupazioni le statistiche di maggio appaiono negative. Un momento difficile in cui si rende necessario affrontare anche temi di lungo periodo per trovare vie d’uscita dalla crisi.  

                                   

Anche maggio, almeno secondo i dati diffusi da Federalberghi – Confturismo che effettua un monitoraggio settoriale mensile, si chiude con un bilancio nettamente negativo per il comparto turistico nazionale: -7,0% dei pernottamenti alberghieri e –2,0% dell’occupazione globale del settore (di cui un -2,0% di dipendenti con contratto a tempo indeterminato e un -4,0% di quelli con contratto a tempo determinato). È in pratica il quinto mese consecutivo che i risultati offrono valori negativi, in effetti dall’inizio dell’anno, e la tendenza non sembra vicina a inversioni di rotta. La recente istituzione del Ministero del Turismo, con Maria Vittoria Brambilla nel ruolo di titolare del dicastero, e la creazione da parte del governo di un fondo di credito bancario dedicato al comparto di 1,6 miliardi di euro, nonostante diano un po’ di ossigeno non risolvono i reali e profondi problemi turistici del paese. Problemi che a detta di alcuni dei maggiori operatori del settore sono di carattere strutturale e non possono essere imputatati esclusivamente alle difficoltà congiunturali. Il Presidente di Federalberghi, Barnabò Bocca, sollecita l’attuale esecutivo a prendere in considerazione la proposta avanzata dall’associazione che presiede relativa ad un abbassamento dell’IVA per gli alberghi dal 10,0% al 5,0%, misura che permetterebbe, secondo i calcoli di Federalberghi, ad un aumento del 4,0% il giro d’affari del settore e di quasi 110 mila unità i lavoratori. Secondo Matteo Marzotto, presidente ENIT – Agenzia, “occorre effettuare un riposizionamento strutturale di alcuni elementi fondamentali del settore, che finora sono stati  soltanto virtuali e non virtuosi”. Insomma modificare in senso più esteso alcune delle fondamenta storiche sulle quali si è costruito l’attuale modello turistico nazionale, tentando d’intercettare i principali vettori di  cambiamento internazionale per non trovarsi esclusi dal grande traffico mondiale. In tal senso sembra muoversi anche il neonato ministero che ha ufficializzato un accordo con Spagna e Francia per una serie di iniziative coordinate a livello europeo in grado di rilanciare l’area comprendente i paesi maggiormente organizzati ed evoluti sul piano dell’accoglienza turistica mediterranea, iniziative rivolte principalmente al pubblico transoceanico. Qualche idea in proposito la possiede anche Giuseppe Roscioli , presidente di Federalberghi Lazio, che individua negli eventi sportivi  di grande portata internazionale un veicolo pubblicitario e promozionale di grande efficacia, capace di mantenere anche nel medio periodo l’interesse per il paese ospitante l’evento. A tale proposito cita la recente finale di Champions League svoltasi nella capitale: “La finale di Champions tra Barcellona e Manchester [è stata] un grande spot per la città. Pensate quanti potenziali turisti ci [sono stati] davanti alla tv il 27 maggio per seguire la partita. Tutta gente che magari vuole farsi una vacanza e a quel punto pensa: e perché non andare a Roma?”. Per le stesse ragioni constata con soddisfazione il buon andamento degli Internazionali di Tennis al Foro Italico e spera che si trovi presto l’accordo per il Gran Premio di Formula 1 da organizzare lungo il circuito cittadino dell’EUR. Iniziative di assoluto valore, ben più solide e valide per sviluppare interesse anche dei grandi concerti con le principali star planetarie: “Importanti, certo – precisa ancora Roscioli -. Ma fanno arrivare gente in città limitatamente a quei giorni”. Qualche altro operatore ha deciso di affrontare la crisi in maniera più radicale. L’imprenditore australiano Tony Fox, proprietario del villaggio turistico The White Cockatoo  a Mossman nel nord est del continente, ha organizzato per tutto il mese di marzo feste riservate a nudisti dove i partecipanti potranno dedicarsi al sesso completamente libero e a orge di gruppo. Una ricetta di sicuro innovativa ma, forse, eccessivamente segmentante perché indirizzata ai soli single. O no?

                 

 

                                                   Egidio Crispoldi

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