Un albergo a misura di città

Ogni grande città ha maturato negli anni, grazie al proprio passato e alle vicende che ne hanno caratterizzato la crescita, un’ identità precisa e un profilo che ne rende unica l’immagine nel resto del mondo. New York, nonostante non possa vantare, a differenza di altre metropoli del globo, una storia millenaria, è riuscita a ritagliarsi una personalità assai precisa, come simbolo dell’avanguardia architettonica e della ricchezza mondana e culturale. In uno dei suoi quartieri più alla moda nasce un nuovo albergo che intende assorbirne appieno il carattere.      

  

                                                                                     Egidio Crispoldi

 

Brooklyn è il più popoloso dei cinque borough, gli altri sono: Queens, Bronx, Manhattan e State Island, in cui è divisa la città di New York. Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, si caratterizzò per aver accolto la quasi totalità dei numerosi emigranti che provenivano dall’Italia, tanto che veniva spesso apostrofato col nome di “broccolino”. Altre etnie vi trovarono rifugio, costituendo delle vere e proprie piccole comunità: ebrei, russi, ispano americani, polacchi hanno trovato asilo sulle ospitali sponde dell’Hudson. Numerosi i personaggi della cultura e dello spettacolo, legati alla grande mela, che ne hanno cantato le lodi: Woody Allen, Jean Michel Basquiat, Mel Brooks, Michael Jordan, George Gershwin, Barbra Streisand, solo per citarne alcuni. E proprio in quello che resta uno dei sobborghi più popolari della metropoli statunitense, la cui immagine più diffusa raffigura il grande ponte che congiunge appunto Brooklyn a Manhattan, è stato di recente aperto un albergo che si pone all’avanguardia tanto per la concezione degli spazi dedicati all’ospitalità, che per i materiali utilizzati, che per il design. L’ambizione maggiore alla base del lavoro degli ideatori della struttura di accoglienza era, però, legata alla capacità di creare un albergo che raccogliesse e riuscisse a trasmettere alla clientela lo spirito di una città, insomma capace di rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per tutti coloro che intendono porsi al passo coi tempi. Da anni New York è una tappa obbligata per le avanguardie di ogni tipo, da quelle artistiche e culturali in genere a quelle architettoniche, il luogo dove si svolgono i più importanti appuntamenti della moda, nelle cui stanze si decidono i destini della politica internazionale oppure si definiscono i grandi movimenti finanziari, insomma il centro della pulsante civiltà occidentale. Perciò un ambiente particolare in grado di offrire il massimo del comfort e dei sevizi, con una maniacale attenzione agli aspetti riguardanti la tecnologia avanzata. Tanto per cominciare la colonna sonora si controlla con l’iPhone, poi i televisori sono a led, tutti gli spazi sono forniti di surround sound system per iPhone e riproduttori Mp3, radio via internet e wi fi. L’hotel è nato dal recupero di una fabbrica tessile inaugurata nel 1901 e ha mantenuto intatte le caratteristiche principali della sua funzione originaria. Dalla copertura esterna in mattoncini rossi a vista, all’ingresso ad angolo concavo, alle travi di pino, ai pilastri in ferro, alle finestre ad arco. Distribuito sugli otto livelli originali, cui ne sono stati aggiunti tre in vetro per mettere in condizione il cliente di godere appieno della straordinaria vista dello skyline della città, e adagiato sul lungomare di Williamsburg, mette a disposizione degli ospiti 72 camere con tutti i servizi necessari, una gran parte dei quali personalizzabili secondo le esigenze del cliente. In generale si è inteso mantenere, con le dovute e imprescindibili variazioni legate alla variata funzione dell’edificio, lo spirito dell’officina originale, di luogo cioè dedito al lavoro, alla creazione, alla formazione di ricchezza, alla operosità unita all’ingegno. Le stanze sono caratterizzate da soffitti molto alti, dove risaltano le travi di legno recuperato, ampie finestre, in alcuni casi, compresi anche gli spazi comuni, il vetro occupa l’intera parete, pavimenti riscaldati in cemento, con i complementi di arredo semplici e, al tempo stesso, sofisticati. Del resto a realizzare gli interni sono stati chiamati artisti e designer locali di chiara personalità. Il costo per una notte parte da 179 dollari. Una curiosità. Accanto alle suite, sono disponibili due camere chiamate band room, capaci di ospitare da 4 a 6 ospiti munite di letti a castello oversize. A disposizione una grande sala per eventi, una saletta da pranzo privata e una sala cinema con 60 posti a sedere, il tutto avvolto in una piacevole atmosfera hold fashion. Una menzione particolare merita la proposta gastronomica affidata alla competenza di uno chef assai conosciuto nella grande mela: Andrew Tarlow, già passato per il “Marlow & Sons”, il “Diner” e il “Roman’s”. Il meglio di se, il cuoco americano, lo esprime nella cottura della carne alla brace, davvero il piatto forte del “Reynards”, il ristorante dell’albergo. Per i più sportivi sono a disposizione biciclette a noleggio, una soluzione originale per aggirare l’ostacolo del traffico asfissiante della metropoli. Un discorso a parte lo merita la grande insegna luminosa posta sopra l’ingresso. Alta 15 metri e larga 3 è stata creata dal designer californiano Tom Fruin, che per realizzarla ha utilizzato logori cartelli stradali un tempo esposti nelle superaffollate strade newyorkesi. Un vero e proprio tempio hipster, dedicato a chi desidera porsi sempre e comunque all’avanguardia.

 

 

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