Un inverno da ricordare

In un momento in cui si registra una generale  contrazione della spesa familiare con ricadute importanti sui consumi e sul funzionamento del ciclo economico produttivo tanto di beni che di servizi, dal comparto turistico della montagna giungono segnali confortanti, grazie in primo luogo ai favorevoli eventi atmosferici, ma anche in virtù di una serie di iniziative messe in campo dagli operatori del settore. Una boccata d’ossigeno per un comparto che negli ultimi anni appariva in forte sofferenza.

        

L’osservatorio Turistico Italia ha di recente diffuso i dati riguardanti l’andamento delle prenotazioni per l’inverno 2008/2009 con confortanti sorprese per l’intero comparto economico. Da una prima analisi sembra che il turista indigeno piuttosto che rinunciare ad un periodo di vacanza abbia indirizzato il proprio interesse principalmente alle mete di casa propria, rinunciando ai viaggi oltreconfine. Infatti il 93,5% delle prenotazioni  riguardanti il mese di dicembre è stato effettuato da turisti italiani. Un mese importante quello che chiude l’anno solare, dal momento che incide per il 10,62% sul totale occupando la quarta posizione dopo agosto (23,85%), aprile (12,92%) e luglio (11,49%). Un altro dato costringe, a nostro avviso, una rilevante categoria di imprenditori, quelli alberghieri, a riflessioni attente. Nelle preferenze sulla tipologia di alloggio prescelto al primo posto figurano “Appartamenti e Ville” con il 28,75% delle preferenze, seguito dai “ Bed & Breakfast” che raccolgono il 21,0% dei consensi, quindi  le “Case Vacanza” in cui soggiornano il 13,12%. Vengono poi gli “Agriturismi” 11,57%, i “Petit Hotel” 11,21%, i “Residence” 7,39% e chiudono la lista, appunto, gli “Hotel” che racimolano soltanto il 4,53% delle prenotazioni dei vacanzieri. Del resto una recente stima della principale associazione di categoria, Federalberghi, ha indicato un decremento dell’affluenza negli alberghi considerati di “alta fascia” di un -20,0% rispetto al 2007. Riteniamo giunto il tempo per un’approfondita valutazione sullo stato attuale della ricezione alberghiera nel nostro paese che prenda in esame un po’ tutti i fattori che concorrono a determinare un servizio globale di qualità, a cominciare, e non potrebbe essere altrimenti in momenti di crisi economica, dai prezzi. La provincia più gettonata è risultata Bolzano, che, oltre a un rapporto generale qualità/prezzo ottimale nelle strutture di accoglienza sparse sul territorio, può offrire impianti per sport invernali di primissimo ordine e paesaggi innevati mozzafiato. La situazione meteorologica è venuta in soccorso degli operatori turistici della montagna, offrendo a tutti gli appassionati piste al top in forte anticipo rispetto alla situazione degli ultimi anni. In ogni caso la neve abbondante rischia di far dimenticare il costo dello skipass e rilancia alle grande le vacanze in montagna. Anche perché accanto allo sci un altro sport sta raccogliendo consensi in larghi strati di amanti dell’alta quota: lo snowboard. In Italia i praticanti hanno raggiunto ormai le 25.000 unità e, in particolare fra i giovanissimi, contendono il primato ai patiti dello sci alpino, tanto che numerose località hanno dovuto attrezzarsi istituendo appositi percorsi e organizzando controlli ad hoc sulle piste. Le gare di Coppa del Mondo di questa specialità prendono il via proprio da una stazione nazionale, Limone Piemonte in provincia di Cuneo, dove converranno più di cento atleti, fra donne e uomini, da 19 paesi del mondo. In una recente conferenza stampa il presidente di Confturismo Barnabò Bocca, lanciando un grido d’allarme per l’andamento turistico nazionale (-8,0% circa sull’anno passato in totale, con punte nel solo mese di novembre a Roma -17,0%, Firenze -25,0% e Venezia -22,0%), ha segnalato una flessione delle località di mare stimabile intorno ad un -6,0%, mentre si è riservato di comunicare il dato relativo alla montagna dal momento che negli ultimi mesi, essendo aperte e praticabili tutte le località sciistiche, nelle strutture di accoglienza montane si sta registrando il tutto esaurito. Buone notizie, perciò, per gestori e proprietari di strutture turistiche fra le cime innevate che in un periodo di forte contrazione di consumi, periodo che secondo stime attendibili si protrarrà per tutto il prossimo anno, possono contare su di una stagione che si apre con i migliori auspici. Buone notizie che si augurano anche i produttori di materiali da sci alle prese con un calo consistente degli acquisti, basti pensare che nel 2004 si vendevano 398.000 paia di sci, mentre nel 2008, almeno fino ad oggi, non si sono raggiunte le 220.000 unità, un decremento del -45,0%. 

 

 

                                                                        La Redazione

 

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