Un’offerta creativa

Sono sempre più frequenti le offerte di accoglienza che si pongono al di fuori dei consueti circuiti alberghieri. La creatività degli operatori permette l’adattamento di strutture, in origine  indirizzate a tutt’altre funzioni, a ricevere almeno per una notte gli amanti dell’insolito e dell’originale. Le opportunità sono davvero numerose e altre se ne possono realizzare qualora se ne favoriscano i presupposti. Un mercato in espansione che si affida, in prevalenza, sullo spirito di iniziativa e sulla fantasia degli addetti ai lavori.

Seppure non rappresenti una novità in assoluto (già abbiamo documentato come nel 2009 una iniziativa simile fosse stata ideata dal Guggenheim Museum di New York) , per la modica somma di 1.000,00 euro è possibile trascorrere una notte all’interno dell’”Hamburger Banhof”, l’ex stazione ferroviaria trasformata dal 1996 nel museo d’arte contemporanea di Berlino. La novità di questa proposta consiste nell’opportunità offerta al cliente di usufruire di uno spazio di riposo all’interno di una installazione artistica, realizzata da Carsten Höller, creativo belga cui l’istituto museale dedica una mostra personale dal titolo Soma. In pratica si dorme “dentro” l’opera d’arte. La struttura è a forma di fungo, dal momento che l’intera esposizione s’ispira alla bevanda allucinogena inventata oltre duemila anni fa dai nomadi Vedici del nord dell’India e la cui composizione si dice contenesse l’Amanita Muscaria, pericoloso e appariscente micete. Un confortevole e ben attrezzato bagno completa l’offerta, che comprende, inclusi nel prezzo, l’utilizzo di un fornito mini – bar e la prima colazione, oltre all’opportunità di girovagare per l’intera superficie del museo a proprio piacimento, in assoluta libertà. Altrettanto bizzarra la proposta che giunge dall’estremo nord dell’Europa, ed esattamente dalla Norvegia, dove è possibile trascorrere la notte all’interno di una nave costruita oltre cento anni fa e rimasta incagliata tra i ghiacci perenni. La goletta a due alberi si chiama “Noordelicht” ed è ancorata a Spitsbergen, l’isola delle Svalbard (arcipelago del Mar Glaciale Artico) dove i ghiacci regnano sovrani e gli orsi polari passeggiano indisturbati, magari scambiando un saluto con le renne nane. La nave è un piccolo gioiello, con 10 cabine per 20 posti letto, le rifiniture in mogano e ottone e uno staff all’altezza della situazione. Ottima cucina, buon brandy e un alternanza tra giorno e notte ricca di fascino e suggestione. Un soggiorno in un silenzio inusuale e al contatto con ghiacciai che si perdono a vista d’occhio. Per coloro che, invece, intendono affrontare direttamente il suolo gelato esiste la possibilità di trascorrere notti negli igloo. Non è necessario raggiungere i poli, basta transitare tra le Alpi e i Pirenei (St. Moritz, Gstaad, Andorra, Zermatt). La società si chiama “Iglu – Dorf Gmbh” con sede a Stansstad cittadina di poco più di 4.500 abitanti situata nel Canton Nidvaldo, nel cuore della Svizzera tedesca. Si parte dalle capanne di ghiaccio standard, di 6 posti letto (rappresentato da un caldo sacco a pelo) a partire da 99 euro a persona, per passare alle romantic (solo due posti letto per una notte avvolta in morbide pellicce) a un minimo di 166 euro, quindi per almeno 199 euro si possono avere le romantic plus (nelle quali la toilette non è più esterna), per chiudere con le romantic suite (bagno in “camera” e idromassaggio) a 309 euro di base. Ristoranti, bar, zona wellness e numerose escursioni negli splendidi paesaggi montani innevati completano l’offerta. A Stoccolma anche coloro che non sopportano gli aerei possono dormire all’interno di Boeing 747 prenotando al “Jumbo Hostel”, l’apparecchio trasformato in albergo ancorato proprio all’interno dell’aeroporto della capitale svedese di Arlanda. Le camere, tutte dotate di internet e tv,  partono dalle cabine a 3 letti (120 euro a notte), alle doppie (107 euro), al posto letto in stanze da 4 (31 euro a persona). C’è anche la Cockpit Suite, spaziosa e panoramica con ampio bagno con doccia (nelle altre i servizi igienici sono in comune). I casi elencati dimostrano come un’intuizione può trasformare un luogo o una costruzione architettonica o meccanica nata per tutt’altri scopi in valide strutture di accoglienza che riescono a coniugare originalità, qualità dei servizi,  comodità e integrazione nell’ambiente, sia esso naturale che urbano. Alla base sono necessari curiosità, inventiva, spirito di iniziativa, capacità imprenditoriale, ampiezza di vedute, predisposizione all’organizzazione e un gruppo di professionisti in grado di condurre in porto prima, e gestire poi, l’iniziativa. Gli spunti possono venire dalle situazioni più impensate, basta sapersi guardare intorno. 

 

 

 

                                                              Egidio Crispoldi

 

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