Volare “alti”

Un dirigibile ospiterà  uno degli alberghi più esclusivi e affascinanti al mondo. Dotato di tutti i comfort di una struttura “a terra”, si sposterà da una città all’altra attraversando, ad una velocità compresa fra i 130 ed i 170 chilometri l’ora, grandi distanze. La prima escursione è prevista però soltanto nel 2020. Sono, comunque, aperte le prenotazioni.

 

Quando il 6 maggio 1937 alle ore 19,25 l’Hindenburg, il più grande e maestoso dirigibile mai costruito, prese fuoco la comunità internazionale decise di sospendere la costruzione e la ricerca tecnica intorno a queste macchine volanti. Nonostante perissero nell’incidente 37 delle 95 persone a bordo l’impressionante dinamica del disastro convinse i costruttori a sospendere qualsiasi ulteriore produzione. In effetti a causa dell’estrema infiammabilità dell’idrogeno all’interno del pallone in sostituzione dell’elio, non reperibile a causa dell’embargo militare statunitense nei confronti della Germania, il disastro si compì in meno di un minuto. Le immagini dei cinegiornali che diffusero l’evento in tutto il mondo impressionarono il pubblico in tale maniera da renderlo totalmente refrattario al mezzo di trasporto. Eppure gli Zeppelin si erano dimostrati negli anni precedenti assai sicuri, tanto che alcuni avevano percorso fino a un milione di chilometri senza subire incidenti. Oggi, a distanza di oltre un lustro, il dirigibile riappare non più e non solo come veicolo adibito alla percorrenza di distanze, ma come piacevole strumento di viaggio. Infatti grazie a un progetto dell’architetto francese Jean – Marie Massaud l’aeronave si trasforma in un comodo e confortevole hotel cinque stelle in grado di offrire ai propri clienti una serie incredibile di servizi capaci di rendere indimenticabile il tragitto tra le nuvole. Una vera e propria crociera che sostituisce all’azzurro del mare quello più diafano e rarefatto dei cieli. I fortunati viaggiatori potranno usufruire di un ristorante, un bar, una spa, una sala fitness e di una biblioteca, oltre ad essere alloggiati nelle venti comode camere, ricavate nell’area adibita ai passeggeri, tutte ovviamente con vista panoramica. Jean – Marie Massaud nasce nel 1966 e, dopo la laurea all’Ecole Nationale Superiéur de Creation Industrielle di Tolosa, indirizza la propria ricerca architettonica nel rapporto tra spazio e oggetto, nel settore urbanistico, ad esempio, tra spazio e individuo, con importanti incursioni  nell’industrial design e nell’arredamento. Sue opere sono esposte nei musei di Parigi, Amsterdam, Zurigo, Lisbona, Chicago. Il dirigibile a forma di balena è stato creato in partnership con l’ONERA (Office Nazional d’Étude et Recherches Aérospatiales) e, almeno nelle intenzioni dichiarate dei creatori, si prefigge di “abitare il cielo, ritrovare il gusto del viaggio, fare l’esperienza della contemplazione, scoprire il mondo senza lasciare taccia, sospendere il tempo”. Insomma una vera e propria “chicca” riservata a quella fetta di popolazione che ad una notevole curiosità per le nuove esperienze di viaggio unisce la volontà di prendere le cose con calma. Due sono i tragitti previsti: un primo che da Parigi porta a Roma nel tempo di un giorno ed una notte, un secondo che prevede sempre la partenza dalla capitale francese e l’arrivo ad Antananarivo nell’isola di Madagascar in 4 giorni. La capienza prevede 40 passeggeri alloggiati nelle venti cabine a disposizione e 15 persone fra l’equipaggio e il personale di servizio, in un mezzo che misura 210 m di lunghezza, 82 di larghezza e 52 di altezza e che riesce a raggiungere i 170 chilometri l’ora di velocità, nonostante il passo di crociera sia stabilito a 130 chilometri l’ora. L’altezza di volo è prevista intorno ai 5.000 metri con la possibilità per i clienti di ammirare il paesaggio sottostante con assoluta tranquillità. Manned Cloud, questo è il nome scelto per il progetto,sembra aver iniziato bene la sua avventura ricevendo il premio per la struttura e l’idea al Design Observer 2008. “Vivere” il cielo è sempre stato per l’uomo, da Icaro in poi, un sogno proibito, ed oggigiorno al massimo si possono intravedere da un oblò le masse bianche delle nuvole a velocità notevoli, magari ballando per i vuoti d’aria, con il rumore dei reattori come sottofondo. Il silenzio che accompagna il fruscio del grande pallone gonfio d’elio e l’immenso che si apre di fronte ai nostri occhi attraverso le grandi finestre che formano le pareti di parte delle gondole, sono sensazioni che, per alcuni, possono non avere prezzo. Questi ultimi non devono avere fretta nel poter soddisfare il proprio desiderio di volo dal momento che il viaggio inaugurale è previsto per il 2020.

 

                                                                        Egidio Crispoldi

 

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