A Siab (fino a mercoledì 26 maggio) protagonista uno dei prodotti simbolo del Made in Italy

VERONAFIERE

Massimo Micco, campione mondiale di pizza innovativa a Las Vegas, rilancia il tema salutista con la pizza «verde», a base di verdure di stagione grigliate al forno al naturale. E le materie prime, il maestro pizzaiolo – che gestisce a Illasi (Verona) una vera e propria scuola per imparare il mestiere – suggerisce di acquistarle dai produttori vicino a casa. È la pizza a chilometro zero. «Ancora più fantasia? Allora ecco la pizza al tiramisù».

 

Verona, 23 maggio 2010. C’è la pizza napoletana Margherita, certo. Quella col marchio comunitario Stg (Specialità tradizionale garantita). Poi esistono una miriade di varianti e ricette parallele. Perché alla fantasia in cucina non c’è limite. Specie se si parla di pizza, uno dei simboli del Made in Italy agroalimentare.

Prodotto dunque italico: geniale nella sua versatilità, senza mai perdere la propria essenza, come assicurano i maestri pizzaioli «veraci».

A Siab, il Salone internazionale dell’arte bianca in corso a Veronafiere fino a mercoledì 26 maggio, Massimo Micco parla della sua passione, ch poi è anche la sua professione. Maestro pizzaiolo, docente alla Scuola pizzaioli di Illasi, in provincia di Verona, Micco può definirsi un campione di creatività. È stato infatti «medaglia d’oro» di pizza innovativa al campionato mondiale di Las Vegas nel 1992. Piazzandosi poi al secondo posto al Galà della pizza di Montecarlo qualche anno dopo. Chi meglio di lui per farsi indicare le nuove tendenze per guarnire la pizza?

«Oggi emergono con sempre maggiore frequenza richieste “salutiste” – spiega Micco -. E così suggerisco ai colleghi pizzaioli di sposare una linea “verde”, con pizze a base di verdure. Nella nostra pizzeria, per circa l’80 per cento delle pizze preparate almeno un ingrediente è una verdura. Rigorosamente di stagione e cotta a vapore o su griglia in forno».

L’altro principio cardine che ispira il «pizzaiolo futurista» Massimo Micco è quella del chilometro zero. Filosofia nata negli Stati Uniti e rilanciata da qualche anno anche in Italia, il chilometro zero punta a ridurre al massimo il trasporto delle materie prime e a contenere la spesa alimentare al consumo. Ecco allora che, a seconda della stagione, Micco propone il radicchio veronese, zucchine, melanzane, patate, ma anche la ricotta affumicata della Lessinia, la soppressa veneta.

Ma non si può diventare campioni mondiali di pizza innovativa, se non si sconfina anche in qualcosa di inusuale. Ecco allora la pizza dolce, che Massimo Micco propone ormai da anni. Dalla frutta fresca alla banana flambé, dalle guarnizioni alla panna fino alla pizza col tiramisù. Pura fantasia al potere, nel regno della pizza.

 

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