Affrontare il mercato con un approccio da alta sartoria

GHEUSIS

E’ di questi giorni la pubblicazione del nuovo bando OCM Vino per la promozione nei paesi terzi, che ammonterà a più di 80 milioni di euro. Cifre importanti per promuovere l’enologia nazionale in modo efficace in un mercato multiforme. La necessità di diversificare le strategie è quanto emerso a Winett – Taste & Trade, appuntamento business to business dedicato all’incontro tra il vino italiano e i buyers di tutto il mondo, divenuto un vero “barometro” del mercato che cambia. Qualche esempio? Nelle Americhe bisogna puntare sugli autoctoni che suonano come “esotici”, in Asia guardare con attenzione al rapporto qualità prezzo, nella Distribuzione Organizzata Italiana essere pronti a supportare il partner con azioni di comarketing. E’ finito il tempo della strategia indifferenziata nei vari mercati e, allo stesso tempo, è finita anche l’epoca in cui il lavoro dell’azienda si concludeva con la spedizione delle bottiglie.

Per il 2011 Winett ha articolato ancora meglio la formula, affiancando alla storica tappa di Venezia la proposta modulare nei territori di produzione italiani, per dare ai buyer la possibilità di toccare con mano le regioni enologiche più importanti. Prima destinazione è stata Palermo con Winett Sicilia, fortemente voluto dall’Istituto Regionale della Vite e del Vino. Dal 16 al 18 marzo importatori di tutto il mondo hanno scoperto le bellezze della regione visitando luoghi storici, incontrando aziende e, soprattutto, trovando in un’unica location l’intera produzione regionale.

 “Con questa edizione  Winett diviene format completo – afferma l’ideatore Marco Giol – . Se da un lato, a Venezia, nell’edizione nazionale, buyers di tutto il mondo incontrano aziende di tutta Italia, dall’altro, con l’evento in Sicilia, offre l’opportunità agli importatori di avere una panoramica completa sulla produzione di una regione e di conoscerne la cultura e la bellezza. L’intenzione è ora mettere questa esperienza verticale a disposizione delle regioni e delle associazioni di promozione regionale, che vogliono promuovere la propria enologia nel mondo. Ma c’è di più. Nella prossima edizione di ottobre, a Venezia, renderemo verticale anche l’offerta, concentrandoci sui mercati emergenti che presentano le maggiori potenzialità ma che sono ancora di difficile accesso per le aziende”.

 

Il parere del mondo

 

A Venezia, nella splendida cornice dell’Hotel Westin Europa & Regina, cantine di tutta Italia hanno incontrato il 21 marzo le Americhe, il 22 l’Asia. In un clima certamente positivo, sebbene ancora influenzato da una ripresa economica che tarda ad arrivare, l’evento si è dimostrato una vera miniera di informazioni. Nel mercato americano  cresce l’interesse per il vino italiano grazie alla ricchezza di varietà autoctone, quasi esotiche, capaci di soddisfare il palato del consumatore, ormai stanco dell’ omologazione dettata dalle varietà internazionali. E alla domanda se questa grande varietà disorienti il consumatore la risposta, ridendo, è “No, anche questo è l’Italia!”. Molti sono, anzi, gli importatori specializzati esclusivamente in vini italiani, che credono fortemente nel nostro prodotto e puntano su piccole aziende.  I mercati asiatici, invece, presentano ancora una limitata cultura del vino e necessitano di messaggi semplici. I vitigni famosi sono rassicuranti, così come la leva del prezzo rappresenta ancora, spesso, una chiave di lettura. Sono principalmente  presenti le grandi regioni come Toscana, Piemonte, Veneto e poche altre. Che si parli di Americhe o di Asia, tuttavia, la richiesta è sempre la stessa: c’è bisogno di più promozione, preferendo alle fiere una “guerriglia” fatta di microeventi, brand manager, costruzione di credibilità tra gli opinion leader, misure rese possibili grazie anche ai finanziamenti della nuova OCM Vino, che consentono anche di liberare risorse per l’incoming dei buyers nel nostro Paese.

 

E cosa succede in Italia?

 

A Winett si è parlato anche del mercato nazionale. Il 23 marzo, infatti, è stata la volta della Distribuzione Organizzata con le principali insegne come Auchan, Bennet, Pam e molte altre, ma anche con catene navali come Ligabue o ristorazione veloce come Brek.

A fronte del calo dovuto a molti fattori, la distribuzione organizzata tiene ma il mercato si conferma sempre più a clessidra: vanno il vino sotto 1, 5 euro e quello sopra i 5, soffre la fascia che sta in mezzo.

Forte è la tendenza alla regionalizzazione. Non solo perché è ciò che il consumatore vuole, ma anche perché la logistica incide sempre più nei costi.

Anche nella Gdo la parola d’ordine per le aziende è investire. Non tanto e non solo in modo diretto ma, soprattutto, attraverso azioni di comarketing, la disponibilità a organizzare degustazioni sul punto vendita, a venire incontro a esigenze di prezzo e prodotto, a introdurre nuovi formati.

E la storica diatriba tra Horeca e Gdo? Più di un produttore non vede più questi due mondi così distanti e ritiene che, con un piccolo scarto di costo, in breve tempo le proprie etichette potranno essere in entrambi i canali.

La Gdo, d’altro canto, ha fatto passi avanti notevoli e oggi, in alcuni casi, è in grado di offrire ai clienti percorsi tematici, degustazioni sul punto vendita o corsi di degustazione da per la loro fidelizzazione.

Chiusa con successo questa edizione, Winett tornerà a ottobre a Taormina e a Venezia.

 

 

Ufficio Stampa Gheusis – info@gheusis.com – 0422 928954

 

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