Anche il Ghemme al festival di Sanremo

GHEUSIS

E’ tutto pronto per l’inizio del Festival di Sanremo, anche il…. vino! Il Ghemme Torraccia del Piantavigna, infatti, sarà degustato dai circa 700 ospiti tra cantanti, vip e giurati, durante la cena del pre e dopo Festival il giorno della fatidica finale, il 19 febbraio.

In abbinamento ai piatti ideati dagli chef novaresi del Consorzio Cusio Turismo, associazione che riunisce i professionisti dell’ospitalità di Novara e provincia, non poteva mancare il vino simbolo del territorio, il Ghemme, rappresentato dall’azienda Torraccia del Piantavigna. Una scelta non casuale perché esprime la migliore qualità di questo vino come dimostrato dai Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia Gambero Rosso.

Non è solo il più importante vino della provincia di Novara ma è anche uno dei vini “dell’Unità d’Italia”. Nel Recetto di Ghemme, infatti, sono state ritrovate alcune bottiglie che riportano la data 1861. Ancora integre, queste erano state murate nelle pareti dell’ edificio. Chissà, forse qualche mente lungimirante aveva già pensato di conservarle per i posteri, che avrebbero così potuto festeggiare nel migliore dei modi la festa nazionale.

 

Il Ghemme Torraccia del Piantavigna

Vitigno:  nebbiolo (90%) e vespolina (10%).

Zona di produzione: vigneti in località Punciön, nel territorio di Ghemme.

Appezzamento: di proprietà, a conduzione diretta. Una filosofia di coltura eco-compatibile riduce al

minimo l’impiego di agenti chimici.

Composizione del terreno: argilloso a reazione acida di derivazione fluvio glaciale.

Forma di allevamento: gujot.

Resa media per ettaro: circa 55 quintali.

Vendemmia: manuale in cassette, nel corso della prima quindicina di ottobre.

Vinificazione: tradizionale con macerazione delle bucce, segue fermentazione malolattica.

Affinamento: 9 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Invecchiamento: 3 anni in botti di rovere francese di medie dimensioni.

Caratteristiche organolettiche

Colore: rosso rubino con riflessi granata.

Profumo: fine, ricorda la viola e la liquirizia.

Sapore: asciutto, sapido, con tannini morbidi e ben strutturati, acidità tipicamente fresca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *