Andar per vino: il 17% degli italiani lo compra direttamente in azienda, fuori dalla propria r

IL BONTA’

Cremona, 18 maggio 2010 – L’enoturismo in Italia sta vivendo un vero e proprio boom, sia dal punto di vista delle presenze nazionali che dall’estero.

Il settore sta crescendo già da diversi anni, soprattutto grazie ad un consumo del vino molto più consapevole e “acculturato”.

Una recente indagine condotta da Fedagri conferma una profonda evoluzione del consumatore: si sta passando da un consumo di tipo quotidiano di prodotti a basso valore aggiunto, ad un consumo occasionale, sempre più fuori casa, di vini con fasce di prezzo crescenti.

Tanto che ben il 17% degli italiani compra il vino da aziende e cooperative che si trovano fuori dalla propria regione di provenienza.

 

In Italia, dunque, si beve meno e meglio, e grazie a questa qualità si esporta molto di più: se da un lato infatti i consumi di vino sono calati del 30% dagli Anni Ottanta (oggi si bevono in media 40 litri di vino all’anno contro i 60 di vent’anni fa), l’eccellenza della produzione nazionale ha fatto sì che le imprese vinicole italiane abbiano maggiormente focalizzato la propria attenzione sulle vendite oltre confine: dal 2000 al 2008, il valore dell’export di vino italiano è passato da 2,5 a 3,6 miliardi di euro, denotando un incremento di quasi il 47%.

Ci è voluta una crisi economica della portata globale come quella che stiamo vivendo per arrestare questo trend positivo. Una battuta di arresto che ha interessato i maggiori esportatori vinicoli mondiali e che per l’Italia si è tradotta nel 2009 in un calo in valore rispetto all’anno precedente del 3,3%, a fronte tuttavia di una crescita nelle quantità esportate del 6,2%. 

 

La crisi economica ha indubbiamente influito sulle scelte di acquisto del vino da parte dei consumatori (il 23% ha modificato le proprie abitudini di acquisto di questo prodotto), ma in maniera sensibilmente minore rispetto a quanto avvenuto per i prodotti alimentari in genere (44%) o su prodotti di natura diversa quali l’abbigliamento e le calzature (66%), o la spesa per vacanze (50%). Tutto ciò indica come, nel corso del tempo, il prodotto “vino” sia riuscito a crearsi un’immagine e un valore in grado di far presa sul consumatore italiano anche in situazioni di sfavorevole congiuntura economica come quella attuale.

 

E quale occasione migliore per scoprire nuovi vini se non Il BonTà? Il Salone delle eccellenze enogastronomiche artigianali in programma a Cremona dal 12 al 15 novembre 2010, proporrà una sezione vinicola (tra le oltre 2.000 tipologie di prodotti) ricchissima: più di 150 produttori artigianali selezionati provenienti da tutte le regioni italiane. Un’occasione unica per fare il giro d’Italia dei vini e scoprire vere chicche che difficilmente si potranno trovare nel supermercato sotto casa.

 

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