Angem, no a mense scolastiche al massimo ribasso

ANGEM

«I genitori che lamentano la qualità nelle mense scolastiche devono prendere coscienza che tutto dipende dal capitolato previsto nei bandi di gara. Per questo Angem ha inoltrato per l’approvazione un manuale (norma Uni) al ministero della Salute contenente i requisiti minimi di una corretta prassi igienico-sanitaria e rinnova l’invito a non risparmiare, con le gare al massimo ribasso, sui pasti dei bambini».

È quanto commenta Ilario Perotto, presidente dell’associazione nazionale dei gestori mense, aderente a Fipe-Confcommercio in merito ad un sondaggio proposto ieri dal sito internet “melarossa.it”, un simpatico gioco online dove risultava fino a tarda sera che quasi il 60% delle risposte definiva soddisfacente (13,8%) e ottimo (45,8%) il refettorio scolastico. 

«Lo sanno – domanda provocatoriamente Perotto – le mamme e i papà insoddisfatti a quanto ammontano i tagli della pubblica amministrazione che si ripercuotono sulle gestioni economiche delle scuole? Sanno che per risparmiare il più possibile, le gare sono indette con il criterio del massimo ribasso? Se si continua con questa politica, i nostri figli mangeranno sempre peggio. La colpa non può però ricadere sulle aziende che gestiscono le mense che già fanno miracoli per servire un pasto bilanciato ed equilibrato. Anche per quanto riguarda la scelta del biologico e delle materie prime di produzione locale, l’approvvigionamento dipende dal menu previsto nel capitolato e comunque la scelta di tali prodotti è sempre più frequente e il menu formulato con le indicazioni dei nutrizionisti delle Asl. Alcune aziende di ristorazione collettiva – conclude Perotto – hanno al loro interno dietisti e tecnologi alimentari in grado di fronteggiare eventuali necessità compresi i menu speciali per le intolleranze, ma non per questo meno equilibrati. Peccato che i genitori non sappiano tutto ciò».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *