Angem:”Sui ritardati pagamenti bene la UE”

ANGEM

«Era ora che l’Unione europea prendesse le difese delle aziende penalizzate dai ritardati pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche centrali e locali».

È questo il commento di Ilario Perotto, presidente Angem (l’associazione dei gestori delle mense), alla notizia della prossima votazione a Strasburgo della “Late Payments”, la direttiva con cui imporre, fra le altre cose, una sanzione dell’8% per i pagamenti che avvengono oltre il sessantesimo giorno. Angem con il suo presidente Perotto da anni si batte per difendere le aziende di ristorazione collettiva fortemente danneggiate dai pagamenti che arrivano nei casi più estremi anche dopo due anni.

«Anche se il testo – prosegue Perotto – che il Parlamento europeo si appresta ad approvare è più morbido rispetto alla versione iniziale, è comunque positivo che siano state accolte le nostre proteste e che queste si stiano concretizzando  in una direttiva».

In Italia esistono già leggi nazionali che impongono il rispetto dei termini o comunque il rispetto delle percentuali in caso di sforamento delle date.

«Spero che la futura direttiva europea – conclude Perotto – serva a rafforzare ciò che in Italia è già regolamentato da norme precise a cui si tenta però di svicolare facendo ricorso alle gare di appalto basate sull’offerta più economica».

Secondo i dati Angem, in Italia i tempi di pagamento vanno da un minimo di 92 giorni ad un massimo di 664 giorni. I ritardi che superano i due mesi sono segnalati dal 36,4% delle imprese del Nord-Est, percentuale che sale al 61,5% nel Nord-Ovest e al 63,3% nel Mezzogiorno.

 

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