Anseb: “Gare buoni pasto falsateda servizi aggiuntivi”

ANSEB

«Il riconoscimento di patologie nel settore dei buoni pasto, e della necessità di correggerle, da parte dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici è positivo. Proprio per questo ci aspettiamo soluzioni forti e risolutive che finora non abbiamo ancora registrato». È questo il commento di Franco Tumino, presidente Anseb, l’associazione emettitori buoni pasto aderente a Fipe-Confcommercio, alla vigilia dell’audizione all’Avcp da cui dovrebbe scaturire un provvedimento che metta fine alle distorsioni di un mercato fortemente a rischio. «Le patologie che denunciamo – continua Tumino – sono più che note, ma nessuno sembra ancora volersi decidere a risolvere il problema e quindi a tutelare una pausa pranzo di qualità sul piano alimentare per milioni di lavoratori».

Anseb denuncia varie cause della distorsione del mercato compresa la voce “servizi aggiuntivi” che, imposta da alcuni emettitori agli esercenti solo dopo l’aggiudicazione della gara, diventa di fatto un modo per mascherare una commissione aggiuntiva.

«Esistono offerte – spiega Tumino – caratterizzate da commissioni stranamente basse per gli esercenti e da sconti alti offerti ai datori di lavoro che senza i servizi aggiuntivi (imposti a posteriori) sarebbero palesemente anomale. Tali offerte non sarebbero infatti in grado di assicurare alcun profitto alla società emettitrice che si troverebbe così a lavorare in perdita. I servizi aggiuntivi dovrebbero essere valutati alla stessa stregua delle commissioni oppure esclusi del tutto. Altrimenti saremmo in presenza di una giustificazione fantasiosa di ricavi di varia provenienza: tutti meccanismi che possono portare allo scardinamento della regolarità della competizione in tutto il settore degli appalti pubblici. In assenza di un intervento fermo dell’Authority si corre il rischio che anche altri appalti pubblici possano essere viziati da questa formula, in barba alla correttezza della concorrenza».

 

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