Appuntamento storico a Sapore

RIMINI FIERA

On. Buonfiglio: “Vogliamo dare alla pesca il ruolo che merita nella filiera dell’agroalimentare”

 

Assessore Campagnoli (Emilia Romagna): “E’ un giorno importante per la pesca.

E’ operativo anche il marchio Prodotto ittico Alto Adriatico”

 

Assessore Coppola (Veneto): “Le imprese della pesca hanno bisogno di risposte concrete,

questa è davvero una di quelle”

 

 

Rimini, 21 febbraio 2010 – Evento di grande significato oggi a SAPORE, l’evento fieristico inaugurato oggi a Rimini Fiiera, in corso fino a mercoledì 24, che riassume ben sei manifestazioni dedicate all’alimentazione extradomestica, fra le quali MSE Seafood & Processing, salone dedicato alla filiera ittica.

 

L’On. Antonio Buonfiglio, Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con delega alla Pesca, ha infatti consegnato il Decreto Ministeriale che istituisce il Distretto di Pesca Nord Adriatico.

 

Sono intervenuti alla consegna, oltre al Sottosegretario Buonfiglio, anche gli assessori regionali Maria Luisa Coppola del Veneto e Duccio Campagnoli dell’Emilia Romagna, entrambi titolari della delega alla pesca.

 

“Il Decreto che istituisce il Distretto – ha detto l’On. Buonfiglio – corrisponde ad un’idea che abbiamo della pesca, assolutamente da condurre fuori da una marginalità nella quale talvolta la si considera. Il Governo, in pieno accordo con le Regioni, crede ad una pesca pienamente integrata nel grande sistema agroalimentare. L’economia del mare ha numeri imponenti: 80.000 le aziende che vi fanno riferimento, con 670.000 addetti e 34 miliardi di euro di valore aggiunto. Sono contento che sia questa manifestazione fieristica, così ben strutturata in quanto mette insieme i tanti settori del sistema alimentare, ad ospitare questo importante evento”.

 

“Si conclude a Rimini, laddove era iniziato – ha detto l’assessore Campagnoli – un progetto innovativo che aveva lo scopo di individuare un’area di pesca che valorizzasse insieme la produzione ed il prodotto, progetto al quale hanno partecipato anche la Regione Friuli Venezia Giulia e Paesi dell’altra sponda dell’Adriatico, qualiSlovenia e Croazia. E’ una data storica ed è doveroso il ringraziamento all’opera dell’On. Buonfiglio, con il quale stiamo ora rappresentando il Distretto all’Unione Europea, di fatto anticipando l’applicazione della ‘Politica comune della pesca’ che riformerà globalmente la pesca nel Mediterraneo”.

 

L’Assessore Campagnoli ha fatto un ulteriore annuncio: “Due giorni fa l’Unione Europea ha concluso la lunga procedura di verifica sul marchio Prodotto Ittico Alto Adriatico, ora quindi pienamente operativo e disponibile per le marinerie che attraverso questo strumento potranno conferire valore aggiunto al prodotto”.

 

“Il cammino è iniziato col progetto comunitario Adri Fish – ha ricordato l’assessore veneto Maria Luisa Coppola – e nel corso degli anni la ‘squadra’ ha mostrato compattezza ed interessi comuni da perseguire. Le regioni, di concerto col Governo, hanno quindi proseguito la strada verso il Distretto di pesca che oggi arriva a compimento. L’economia della pesca ha bisogno di risposte concrete, soprattutto in questa fase difficile, questo è un passo significativo”.

 

Il Distretto di Pesca Nord Adriatico va dal Friuli Venezia Giulia al Molise. E’ un’area omogenea nella quale è necessario attivare una politica di gestione delle risorse del mare con uno sforzo di pesca sempre più compatibile con le risorse, con le pratiche di pesca, con la domanda dei mercati ittici e del consumatore finale, sempre più interessato da prodotti di importazione.

 

Il Distretto sarà quindi oggetto di politiche condivise, sia dalle Regioni italiane coinvolte, sia dai Paesi transfrontalieri, per la tutela delle specie ittiche e del prelievo compatibile.

Molto importanti saranno le iniziative di valorizzazione del prodotto ittico locale nel contesto di uno sviluppo socioeconomico includente la commercializzazione, trasformazione e la logistica di tutta la filiera.

 

Al Distretto anche il compito di promuovere azioni strutturali che consentano al mare di incrementare le risorse, in contrasto con la politica europea di demolizione di imbarcazioni.

Le aree già attuate al largo di Ravenna e Cattolica con le barriere sommerse in mare sono una prova dei risultati raggiungibili nell’incremento dei cefalopodi (seppie, calamari, calamaretti, ecc.), dei pesci (ombrine, saraghi, orate, branzini, corvine, ecc.) dei crostacei (mazzancolle, canocchie, graceole, ecc.) e dei molluschi bivalvi (canestrelli, vongole, cozze, ecc.).

 

 

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