Bingo 12.000 lavoratori rischiano il posto

ASCOB – FIPE

“Proprio non riusciamo a capire perché mai lo Stato non voglia prorogare la sperimentazione con cui il gioco nelle sale Bingo viene tassato al 12% consentendo a chi vince di riscuotere un montepremi pari al 70% di tutte le cartelle vendute. Senza proroga a questo provvedimento, dal 1 gennaio 2012 la tassazione tornerà al 20% e il giocatore tornerà ad avere un payout pari solo al 58%”.

A lamentarsi è il presidente Ascob, Salvatore Barbieri, che rappresenta i concessionari Bingo all’interno di Fipe-Confcommercio. Per questo, assieme a Italo Marcotti, presidente di Federbingo, cioè i concessionari aderenti a Confindustria, è stata convocata una conferenza stampa da dove è emerso un grande rischio di disoccupazione nel settore.

In pratica, Barbieri e Marcotti fanno notare che un premio meno appetibile per chi gioca al Bingo provocherà una caduta della domanda, mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle sale e con esse anche l’occupazione del settore. In questo modo 12mila lavoratori e relative famiglie rischiano di rimanere senza reddito e senza ammortizzatori sociali strutturali.

Italo Marcotti afferma: “La media dei pay-out dei giochi Aams sul mercato italiano è del 75%. Arretrare il pay-out del Bingo al 58% di fatto varrà dire mettere questo gioco fuori dal mercato. Prevediamo nell’immediato un arretramento minimo del 30% del fatturato, calo che ci obbligherà ad un taglio di posti di lavoro. Il settore Bingo sviluppa il 2,7% del volume di raccolta del settore del gioco di Stato, ma occupa oltre il 12% della forza lavoro. Arretrare il pay-out vorrebbe dire: perdita erariale, perdita di ingenti investimenti e creazione di disoccupazione”. 

 

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