Buoni pasto

ANSEB

E’ necessario emanare regole e svolgere controlli stringenti ed effettivi per evitare che nel mercato si affermi una “selezione inversa”, in cui a prevalere siano le imprese scorrette e non le migliori e più specializzate con conseguente penalizzazione sia dei lavoratori aventi diritto al servizio sostitutivo di mensa, sia degli esercenti convenzionati per l’erogazione del servizio di ristorazione.

Questa in sintesi la richiesta di ANSEB (associazione nazionale società emettitrici buoni pasto) e delle aziende aderenti, in occasione dell’audizione svoltasi stamattina per iniziativa dell’AVCP (Autorità di vigilanza sui contratti pubblici).

Secondo Anseb, «I cosiddetti servizi aggiuntivi, erogati dalle società emettitrici con commissioni a carico degli esercizi commerciali, vanno o esclusi dalle gare (consentendo poi all’impresa emettitrice vincitrice di proporli a pagamento agli esercenti) oppure vanno rigidamente regolamentati e controllati». In questo modo verrebbe meno la principale patologia registrata negli ultimi tempi e si potrebbe centrare l’obiettivo di dare vita ad un mercato concorrenziale, ma regolato.

Nel depositare un proprio documento scritto di analisi e proposte, Anseb ha chiesto all’Autority di emanare degli orientamenti che assicurino al consumatore la fruizione dell’intero valore facciale del buono, praticare le gare con la metodologia dell’offerta economica più vantaggiosa e con una attribuzione dei punteggi che diano effettivamente un valore decisivo al progetto tecnico del servizio, ed infine, di effettuare controlli non solo formali ma anche “sul campo”, in particolare circa la effettività della rete convenzionata ed il rispetto dei termini di pagamento.

 

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