Cambiare gli appalti per buoni pasto buoni

ANSEB

Anseb si appella ancora una volta all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per cercare di risolvere il male a monte di tutte le lamentele sui buoni pasto. Nell’audizione di questa mattina, dedicata alla emanazione di linee guida sull’offerta economica più vantaggiosa nel settore dei servizi, l’associazione emettitori buoni pasto aderente a Fipe-Confcommercio torna di nuovo sul messaggio in maniera chiara e forte: “Nella scelta tra il criterio del massimo ribasso e quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la scelta deve cadere sul secondo e deve dare una reale importanza del progetto di servizio rispetto al prezzo”. I motivi sono tanti, compresa un’idea di Italia che punta sul merito e sulla qualità professionale delle aziende e di chi vi lavora.

Sulla base di quanto ascoltato, l’Autorità dovrà predisporre una “Determina”, cioè un atto di indirizzo destinato ad avere un peso decisivo anche nei contenziosi davanti ai tribunali. Su questo documento puntano molto tutte le aziende del settore, dagli emettitori ai pubblici esercizi.

«L’offerta economicamente più vantaggiosa – afferma Franco Tumino, presidente Anseb – richiede all’impresa uno studio ed un progetto di servizio approfondito. Questo spingerà le imprese a investire in figure professionali (giovani e dotate di livelli di istruzione superiore) e sulle innovazione del processo e del prodotto. È soprattutto così che si può determinare una svolta per l’Italia: una scelta che sarebbe fondamentale per uscire dalla crescita stagnante e dalla produttività deludente del nostro Paese, visto che nei servizi si fa il 70% del Pil e dell’occupazione e che gli appalti di servizi sono la quota maggiore degli appalti pubblici».

Secondo Anseb è fondamentale recuperare nelle decisioni dell’Avcp le ampie e qualificate linee guida per le gare nel settore dei buoni pasto contenute nel Decreto ministeriale del 18 novembre 2005, inopinatamente soppresso nella fase di approvazione del regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici.

«Bisogna rafforzare la raccomandazione alle stazioni appaltanti – conclude Tumino – perché usino il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa, richiamandole all’obbligo di motivare dettagliatamente ed in modo controllabile pubblicamente le decisioni di ricorrere invece a gare al massimo ribasso, anche in considerazione della delicatezza del settore caratterizzato da un’elevata manodopera (in riferimento soprattutto al lavoro presente negli esercizi pubblici affiliati) e importante per la qualità dell’alimentazione e per la salute dei lavoratori».

 

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