Da occidente a oriente per promuovere il bere garantito

GHEUSIS

Tre toscani e un veneto fanno rotta su Tokyo. Dopo il successo dell’evento The Italian Wine Masters negli Stati Uniti, che a inizio anno aveva visto la partecipazione di più di 1000 operatori e giornalisti a New York e Chicago, Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Vino Nobile di Montepulciano, sono pronti alla partenza per il Sol Levante. The Italian Wine Masters sarà organizzata dai quattro consorzi di tutela al The Mandarin Oriental Hotel di Tokyo il 2 novembre, nell’ambito del progetto di promozione internazionale, rivolto a importatori, giornalisti, operatori del settore.

 

In Giappone l’Italia è il secondo mercato fornitore di vino dopo la Francia e la prima importazione fu alla metà degli anni Settanta.

 Oggi l’enologia italiana nel paese presenta stabilità ma vi sono buone potenzialità: c’è spazio, infatti, per erodere quote di mercato a competitor. A dimostrarlo sono i numeri. Per i vini in bottiglia la Francia esporta il 48% rispetto al 16% dell’Italia, mentre per gli spumanti, le bollicine francesi rappresentano il 77% contro l’8% di quelle italiani.   ( Dati ICE Tokyo).

 

Con The Italian Wine Masters, quindi, la scelta dei quattro consorzi è stata “controcorrente”. In un momento in cui la maggior parte delle denominazioni punta con decisione sui nuovi mercati, obiettivo sarà “riconquistare” un paese che storicamente apprezza il nostro vino.

The Italian Wine Masters vedrà la partecipazione di circa cento aziende italiane in rappresentanza delle quattro denominazioni garantite. Queste presenteranno i propri prodotti a un pubblico selezionato di operatori del settore e di giornalisti. Per meglio approfondire le caratteristiche delle singole denominazioni si terranno seminari condotti da importanti professionisti del settore. A The Italian Wine Masters, quindi, Brunello di Montalcino, Chianti Classico, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Vino Nobile di Montepulciano, che costituiscono il 12 % dell’export del vino italiano, faranno così conoscere il “Sistema Italia” presentando al tempo stesso le peculiarità dei singoli vini ma anche lo “stile” del nostro Paese.

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