Dai biscotti alla camomilla al «Pan Patrignano» cosi’ i ragazzi di Muccioli imparano l’arte

VERONAFIERE

Lo chiamano il «pane della rinascita» e si inserisce in un percorso che l’associazione guidata da Pergiorgio Giorilli ha voluto per la nona edizione del Salone internazionale dell’arte bianca. Dai forni della comunità fondata da Vincenzo Muccioli escono quotidianamente quintali di pane, focacce, brioche, biscotti, tra fantasia e tradizione. E presto i giovani panificatori e pasticceri di «Sanpa» inizieranno a collaborare con due aziende leader nel settore del caffè (Illy) e della cioccolata (Domori).

 

Verona, 23 maggio 2010. Da San Patrignano a Siab. Con il «pane della rinascita» e molti altri prodotti da forno, preparati dai ragazzi ospiti delle tre sedi di «Sanpa»: Coriano di Rimini, San Vito Pergine (Trento) e Botticella di Novafeltria (Pesaro e Urbino).

Business e solidarietà vanno in scena a Veronafiere. E l’attenzione alla «rinascita» è accompagnata dai maestri panificatori di Richemont Club Italia, l’organizzazione presieduta da Piergiorgio Giorilli che si occupa di promuovere l’arte bianca e tutelare l’elevata professionalità dei panificatori e dei pasticceri.

Nel padiglione 3, area dinamica destinata alle «esibizioni» dei maestri dell’arte bianca, i giovani ragazzi di San Patrignano sfornano prodotti a ciclo continuo. Ed è un inno alla fantasia: pane con le olive e fiocchi di patate, biscotti alla camomilla, alla liquerizia, brioche e focacce. Mancano i biscotti all’Aulente, il vino prodotto nei vigneti della comunità fondata da Vincenzo Muccioli, ma le curiosità non mancano.

Come la collaborazione, pronta a partire, fra San Patrignano e due aziende leader nel settore del caffè (Illy) e del cioccolato (Domori). Nuovi stimoli e nuove partnership, dove business e solidarietà appunto si intrecciano.

Certamente, i fari restano puntati sul simbolo dell’arte bianca tradizionale: il pane. Che nelle tre sedi della comunità – dove nasce e accompagna la rinascita – prende un nome tutto particolare, «Pan Patrignano». Con una ricetta semplicissima, come ricordano due dei docenti dei ragazzi, Paolo Tomasi della sede di San Vito Pergine e Giuliano Pediconi di Coriano: acqua, farina, sale, lievito. Ma con la possibilità di introdurre variazioni sul tema della farina, «dal farro alla segale, dal grano tenero alla semola rimacinata».

Il percorso di apprendimento della panificazione è articolato e costituisce una parte integrante dell’integrazione dei ragazzi ospiti di San Patrignano. Le possibilità per esercitarsi non mancano, comunque. «Solamente nella sede di Coriano, che è la principale, vivono mille ragazzi – dice Pediconi -. Ogni giorno prepariamo e cuociamo quintali di pane».

 

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