Delle Antiche Contrade valorizza la cultura delle minoranze

RISTORANTE DELLE ANTICHE CONTRADE

Dante Alighieri nel XIV secolo l’aveva definita lingua Oc, dall’espressione usata localmente per dire si, ovvero “Hoc est”. L’antichissima cultura Occitana attraversa Spagna, Francia e Italia, dove tocca anche il territorio di Cuneo. Sebbene riconosciuta nel 99  dalla legge sulle minoranze linguistiche, essa è sconosciuta ai più e merita per questo di essere recuperata.  Lo ha capito subito Giorgio Chiesa, patròn del Ristorante Delle Antiche Contrade di Cuneo, quando, al suo arrivo,  il nuovo chef Juri Chiotti, 26 anni, ha espresso il desiderio di proporre piatti di una cucina antica sconosciuta eppure così attuale . “Moderna perché, in tempo di crisi, si parla spesso di materie prime povere: proprio queste caratterizzano la cucina occitana.  – Afferma Giorgio Chiesa. – Essa si basa su pochi prodotti della terra e, in particolare, della montagna, come le erbe spontanee, i fiori, le bacche che, grazie alla creatività di Juri, si trasformano in grandi piatti. “ Anche l’ingegno e la fantasia, infatti, fanno parte della cultura occitana. Non a caso il detto occitano più emblematico è “La fame è una buona cuoca”.

“Credo che gli sforzi, i patimenti e l’arte del sapersi arrangiare tipici della gente povera delle montagne, meritino di essere conosciute dalle generazioni che sono venute dopo. – Spiega Juri Chiotti. –  I nostri nonni vivevano in completa simbiosi con la terra. Per questo vado in montagna a cercare fiori ed erbe spontanee che, per anni, hanno nutrito e sfamato le popolazioni alpine e rendo attuali questi prodotti con l’aiuto delle nuove tecniche che mi consentono di presentarli in chiave moderna. “

La sfida di Giorgio Chiesa al Delle Antiche Contrade sarà fare conoscere un nuovo volto della provincia di Cuneo, quasi esclusivamente nota per la gastronomia delle Langhe, e proporre la cucina occitana in un grande ristorante. Un approccio che, ad un solo mese dall’arrivo di Yuri, ha già entusiasmato molti palati e tanti giovani. Tra tutti Diego Rossi, secondo chef in cucina e amico fraterno di Juri, con il quale ha condiviso molte esperienze lavorative. Pur essendo veronese, Diego ha capito il valore di questo pensiero e lo ha sposato in pieno.

“ Credo che la cucina necessiti oggi di un ritorno all’autenticità. – Conclude Giorgio Chiesa. –  Noi abbiamo deciso di farlo nel modo più estremo, proponendo la cucina occitana, fino ad oggi quasi mai entrata in un ristorante gourmet. Crediamo che questa scelta abbia anche un valore profondo: fare conoscere meglio una cultura antica, che ancora oggi si conserva grazie alla minoranza linguistica, ma di cui non si sa quasi nulla. La nostra ambizione è promuovere il rispetto per una comunità che ha saputo mantenere nei secoli un rapporto autentico con la natura. “

 

Gheusis Srl Unipersonale

 

 

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