FIPE: “No ai casinò della Ministro”

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Il provvedimento deve ancora iniziare il suo iter legislativo, ma ha già dei forti oppositori. «Fipe si è sempre detta contraria all’idea avanzata dalla ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, di costruire nuovi casinò senza un progetto che analizzi i fabbisogni reali e la fattibilità del progetto».

A dichiararlo è proprio la federazione dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia commentando la notizia riportata sul sito L’Espresso. Già ad ottobre scorso l’associazione che rappresenta oltre duecentocinquantamila pubblici esercizi (e un milione di lavoratori) si era pronunciata in maniera negativa sull’argomento, spiegando che la nascita di nuove case da gioco porterà più danni che benefici. E considerata la crisi globale da cui il settore sta faticosamente cercando di riprendersi non servirà a stimolare la domanda turistica, né porterà contributi consistenti nelle casse dello Stato. Fipe ricorda inoltre che il mondo dei casinò sta vivendo un momento di grande difficoltà a livello mondiale e per questo sembra ancora più assurda l’idea di poter fare cassa da un settore in piena crisi. «Mentre nel resto del mondo – fa notare Fipe – i casinò negli hotel stanno chiudendo e per funzionare devono essere inseriti in contesti fortemente strutturati, in Italia si sta pensando a un modello antiquato e diseducativo che alimenta comportamenti che spesso portano alla rovina persone e famiglie».

Secondo il centro studi Fipe, i casinò potrebbero generare al massimo lo 0,5% in più delle presenze all’anno. Inoltre, sempre secondo il cento studi Fipe il comportamento di consumo dei giocatori/turisti è poco o per nulla assimilabile a quello dei turisti tout court. Essi utilizzano il sistema dei servizi turistici solo marginalmente e, dunque, non generano effetti positivi diretti sull’economia territoriale.

«Il turismo in Italia – conclude Fipe – ha bisogno di altre promozioni. Mancano le infrastrutture, manca un progetto vero di destagionalizzazione. Manca soprattutto un sistema integrato di servizi pubblici e privati. A questo genere di progetti, su cui il Ministro sembrava puntare, la federazione è sempre stata pronta a collaborare e darà sempre il massimo sostegno».

 

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