Fipe:”Codice turismo, fa danni al turismo”

FIPE

«Mentre in Francia il Governo ha lavorato per favorire la ristorazione, riducendo l’Iva, in Italia si assiste a procedure che vanno nella direzione opposta. Il codice del Turismo del ministro Brambilla non serve ad incentivare i flussi di turisti e, in compenso, porterà ad abbassare lo standard qualitativo dell’offerta ristorativax con il risultato di disincentivare tutti coloro che invece scelgono l’Italia come meta di viaggio proprio per la buona tavola. In qualsiasi parte del mondo le regole di un mercato devono essere uguali per tutti gli imprenditori che vi operano».

A scagliarsi contro l’ultimo provvedimento della titolare del ministero del Turismo, questa volta non è la federazione dei pubblici esercizi, ma addirittura Antonio Santini, uno dei più importanti ristoratori italiani, titolare del ristorante in provincia di Mantova, Il Pescatore, trestelle Michelin. L’accusa è stata lanciata nel contesto del consiglio nazionale di Fipe, convocato per discutere proprio su questo tema d’urgenza in occasione di Tuttofood, la Fiera alimentare in corso a Milano fino a mercoledì prossimo. I ristoratori non hanno preso bene per niente la possibilità concessa dal Ministro di consentire alle strutture ricettive (quelle dove si può dormire) di somministrare pasti e bevande anche a clienti che non hanno effettuato il pernottamento. Il tutto in barba alla legge comunitaria che ha recepito la direttiva europea Bolkestein.

«Tutti gli sforzi che sosteniamo noi imprenditori – fa eco Antonella Zambelli, presidente del settore femminile Fipe – sulla formazione del nostro personale saranno in questo modo resi vani. La ricerca ossessiva della qualità del servizio sarà annullata da chi adesso potrà operare nello stesso mercato senza necessariamente far seguire i corsi professionali ai loro dipendenti. Ci troveremo con alberghi, campeggi e pensioncine che vorranno offrire colazioni e cene a tutti i clienti e che per pur di offrire un pasto a prezzo ridotto impiegheranno una massa di camerieri e baristi improvvisati. Il prezzo troppo basso proposto al cliente diventerà un prezzo troppo alto da far pagare a tutto il turismo».

 

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