Il futuro del superiore e’ in buone “mani”

GHEUSIS

Più di un colpo di scena ha animato quest’anno il Festival del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Vino in Villa. Tra le curiosità, la visita della madrina del Giro d’Italia Giorgia Surina e il brindisi “esplosivo” delle bollicine più amate durante la diretta di apertura della tappa di Conegliano.

L’evento è stato però soprattutto un momento ricco di contenuti. Anzitutto la proposta degli europarlamentari veneti Giancarlo Scottà, Antonio Cancian e del giurista Ezio Perillo di alleare le denominazioni di questo vino (Docg Conegliano Valdobbiadene, Docg Asolo e Prosecco Doc) alle  grandi denominazioni europee come Champagne e Cava per avere maggiore forza nella difesa mondiale. Tale provocazione è avvenuta durante la conferenza stampa “Verso la protezione internazionale del Prosecco” organizzata per illustrare l’iniziativa che, recentemente, ha visto la presentazione delle denominazioni del Prosecco al Parlamento Europeo.

“Vogliamo ottenere l’inserimento nella short list che l’Unione Europea discute in occasione degli incontri bilaterali per ottenerne la protezione. Il nostro vino, infatti, è a tutti gli effetti un patrimonio italiano da proteggere”, afferma il presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami. 

Vino in Villa è stato anche l’occasione per parlare di un tema molto caro ai produttori del Conegliano Valdobbiadene: Fatto a Mano.  Premiare l’eccellenza tutelando le produzioni di qualità, unendo l’arte del lavoro alla cultura e identità del territorio”.  Questo e’ l’obiettivo fondamentale posto dall’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato all’apertura del convegno.

“Per il Conegliano Valdobbiadene Fatto a Mano non significa solo “Prosecco Superiore” ma anche paesaggio straordinario, ricamato di vigneti dall’uomo, e grazie alla mano di quest’ultimo oggi, candidato a Patrimonio Unesco.  – afferma il Presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami -. Il sapere manuale si traduce per il Conegliano Valdobbiadene nel Rive, nuova tipologia introdotta con la Docg, capace di esaltare le differenze tra le singole sottozone” .

 

Il prodotto italiano: buono e ben fatto

Per capire come comunicare al consumatore finale questa unicità a Vino in Villa sono intervenuti  relatori d’eccezione moderati dal giornalista Antonio Mungai: Enrico Finzi, presidente di Astraricerca, Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano, Piero Nason, titolare della NasonMoretti assieme al cugino Giorgio, Dino Marchi, presidente Ais Veneto.

 

 

 

Secondo l’indagine presentata da Enrico Finzi, il 71% degli italiani ama ciò che è fatto a mano e il 66% è orgoglioso di questa tradizione. D’altro canto il sapere manuale italiano è un must anche all’estero che, tra i cinque pregi del nostro Paese indica la capacità di goderci la vita, la creatività, la spettacolare natura, un patrimonio culturale riconosciuto. Soprattutto però siamo il paese del “Bello e ben fatto”, grazie all’alta cultura artigianale. Tale valore è perfettamente espresso dal Conegliano Valdobbiadene, ma anche dal Vetro di Murano, vero miracolo che ancora oggi tante famiglie rendono unico. Un esempio è NasonMoretti, uno dei più importanti artigiani del Vetro di Murano.

La cultura del “bello e ben fatto” è stata evidenziata anche da Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano e responsabile del padiglione Italia a Shangai . “Pensare con le mani è uno straordinario patrimonio che ci viene dalla cultura latina e anche il vino, che proprio dai Romani fu portato nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, ne è perfetta espressione”. A chiudere il convegno è stato Dino Marchi, presidente Ais Veneto, che proprio a Vino in Villa ha scelto di festeggiare la giornata nazionale della Cultura del Vino.

Numeri, degustazioni e molto altro

Vino in Villa si è chiuso con un bilancio di circa 8000 visitatori, oltre 400 operatori del settore e 150 giornalisti provenienti da tutto il mondo. Circa 77 aziende e 300 vini sono stati presentati nelle sale del Castello di San Salvatore accompagnati da molte specialità gastronomiche “fatte a mano” e una selezione dei vini forniti dal Consorzio Tutela  Valtellina, area per eccellenza della viticoltura fatta a mano. A curare i momenti gourmet è stata come sempre Alma, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, quest’anno presente con la cucina “fatta a mano” dell’Emilia Romagna.

Vino in Villa è stato realizzato con il sostegno della Regione Veneto, il Patrocino del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari Forestali e il sostegno di Unicredit Banca.

 

Ufficio Stampa:  Gheusis Srl – tel. 0422 928954 – Email: info@gheusis.com

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