Intervento Presidente Veronafiere Ettore Riello Inaugurazione 44^ Edizione Di Vinitaly

VERONAFIERE

Signor Vice Presidente Vicario della Camera dei Deputati, On. Antonio Leone

Signor Ministro, Luca Zaia

Signor Sindaco, Flavio Tosi

Signor Presidente della Provincia, Giovanni Miozzi 

Illustri Autorità,

Gentili Ospiti,

 

desidero innanzitutto porgervi un cordiale benvenuto, anche a nome dei Vice Presidenti, Dott. Valente e Avv. Bisagno, del Direttore Generale, Dott. Giovanni Mantovani, del Consiglio di Amministrazione della Fiera di Verona tutto, ringraziarvi della vostra presenza e augurarvi una buona permanenza a Vinitaly e nella nostra bella città.

 

Vinitaly, mai come quest’anno, è la vetrina di un settore che è uno dei pilastri della nostra agricoltura e, nonostante la faticosa ripresa dell’economia internazionale, continua ad investire, a credere nella propria forza e a tenere alta la bandiera del made in Italy nel mondo.

 

Il momento è complesso e i dati di mercato li conosciamo tutti. Ma tutti abbiamo anche la consapevolezza che possiamo uscirne solamente insieme: governo, istituzioni, associazioni, enti, imprese e persone.

 

Abbiamo sempre sostenuto che Vinitaly è il punto di incontro di tutti gli attori del comparto, l’espressione promozionale del prodotto, del sapere e degli affari. Un concetto che voglio ribadire con forza, proprio per sottolineare l’importanza di affrontare uniti le sfide.

 

E la prima, è quella di sostenere il settore, offrendo alle aziende opportunità di crescita, in Italia e all’estero. In questi anni abbiamo cercato di far vivere la manifestazione per 365 giorni l’anno, con  diverse iniziative sui mercati più interessanti e dinamici del mondo: India, Russia, Stati Uniti, Cina, Giappone. Ai quali si sono aggiunti Corea del Sud, Singapore, Brasile e Svezia.

 

Ci siamo riusciti grazie all’impegno del Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari, di Buonitalia, dell’ICE e delle Regioni.  E grazie anche alla centralità acquisita dalla rassegna nel corso degli anni, conquistata attraverso la fiducia e l’investimento di espositori e visitatori, che hanno dimostrato di credere in questo appuntamento.

 

Il Vinitaly 2010, che non a caso ripropone il messaggio del «mondo che amiamo», mette l’accento sulla passione, sul desiderio di fare, su un racconto che è storia e cultura, attività quotidiana di milioni di persone nei campi, nei vigneti, nelle cantine, nei negozi.

 

Non siamo così sprovveduti da credere di avere la forza di capovolgere il corso degli eventi. Ma di portare il nostro contributo per migliorare le cose, sicuramente sì.

Insieme a voi. Ricreando fiducia e interesse.

 

Se il 2009 ha rappresentato l’annus horribilis dell’economia mondiale e di quella italiana, si può dire che il sistema vino è solido e regge,  ma che  la ripresa  è a macchia di leopardo: chi in questi lunghi anni di crescita continua ha investito puntando sull’innovazione, sulla qualità, sulla struttura di promozione e vendita di prodotti adatti al mercato sta raccogliendo risultati positivi.

 

E lo scenario competitivo che si prospetta è di un mercato che non sarà più quello di questi ultimi anni e premierà sempre di più chi ha saputo strutturarsi, dotarsi di un’organizzazione efficiente e razionale, puntare sul rapporto qualità/prezzo.

 

Oggi pomeriggio, in Sala Stampa, presenteremo ai giornalisti l’indagine congiunturale che Vinitaly ha realizzato in collaborazione con Axiter/Confcommercio e Unicab: uno dei temi di scenario di questa edizione; mentre altri esamineranno anche i consumi del settore beverage negli ultimi quattro anni, la grande distribuzione, il valore del brand per consumatori ed operatori.

 

Noi siamo, da sempre, un partner per accompagnare le imprese nel loro percorso di sviluppo. Vinitaly ha investito ancora di più sulla «domanda», su chi compra, aumentando il numero di delegazioni estere, presenti quest’anno da oltre 30 Paesi, e l’invito dei buyer pre accreditati, in modo da offrire alle aziende sempre più occasioni di affari e cercando di trovare il visitatore su «misura»: enotecari, distributori, importatori, distribuzione organizzata, consumatori, appassionati.

 

Vinitaly, di proprietà e organizzato da Veronafiere, è interessato anche dal nuovo piano industriale approvato alla fine dello scorso anno e che prevede 70 milioni di investimenti autofinanziati fino al 2014,  dei quali il 10% destinato al consolidamento all’estero.

Un potenziamento voluto per essere sempre di più e meglio piattaforma di supporto per l’attività internazionale di istituzioni e imprese, e realizzato attraverso società dirette, joint-venture e partnership in India, Cina, Brasile e Stati Uniti d’America : le aree geoecomiche di questi insediamenti, uno dei quali lo presenteremo proprio nell’ambito di questa edizione della rassegna.

 

La macchina di Vinitaly si è mossa dunque ad un ritmo ancora maggiore rispetto al passato, consapevole della sensibilità del momento e delle aspettative da parte della filiera vitivinicole e agroindustriale.

 

La visita domani del Presidente Napolitano, la prima nella storia di Vinitaly, ci suscita grande gioia e profonda riconoscenza ed è una manifestazione di forte attenzione per un settore che rappresenta una delle eccellenze del made in Italy più apprezzate nel mondo, in grado di rappresentare la prima voce del nostro export agroalimentare, oltre ad essere un esplicito riconoscimento del lavoro svolto da Veronafiere per far diventare Vinitaly il più grande salone del mondo dedicato al vino.

 

 

Buon Vinitaly.

 

 

La rassegna occupa una superficie netta di oltre 92mila metri quadrati per 4.200 espositori e prevede 150 mila visitatori da oltre 100 Paesi. E’ oggi la più grande fiera del mondo dedicata al settore vinicolo e, unitamente alle rassegne Sol, Agrifood Club ed Enolitech, rappresenta un unicum di 4.800 espositori in rappresentanza delle migliori produzioni alimentari, italiane e non solo.

 

Vinitaly con i suoi oltre 5mila collaboratori prima e dopo la rassegna,  i più di 2mila durante le cinque giornate di manifestazione, e una stima sull’indotto nel nostro territorio, per l’edizione 2010, di quasi 200 milioni di euro, rappresenta un motore economico  significativo anche per il tessuto economico veneto e delle regioni limitrofe.

 

 

 

 

 

 

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