Intervento presidente Veronafiere Ettore Riello

VERONAFIERE

Verona, 9 Aprile 2010

 

Signor Presidente,

 

desidero ringraziarla personalmente, a nome del Consiglio di Amministrazione di Veronafiere e di tutti gli espositori di Vinitaly, Sol, Agrifood ed Enolitech per aver accettato il nostro invito ed essere presente con noi oggi.

 

La sua visita è per noi tutti manifestazione di forte attenzione e ci suscita grande gioia e profonda riconoscenza.

 

Veronafiere, come l’Unità d’Italia, nasce nell’ Ottocento e attraversa tre secoli di storia del nostro Paese.

 

Dal 1898, organizza importanti manifestazioni, in Italia e all’estero, e rappresenta la memoria storica e l’attualità della grande tradizione manifatturiera delle imprese  italiane che tanto successo riscuotono sui mercati internazionali.

 

Tra le rassegne di livello mondiale che ha ideato e che ogni anno promuove a favore del Sistema Paese, il Vinitaly  – Salone Internazionale dei Vini e Distillati – è un’eccellenza   riconosciuta e apprezzata anche oltre i confini nazionali.

 

L’Italia, come Lei sa, Signor Presidente, ha grandi tradizioni produttive e culturali regionali, provinciali e comunali in diversi settori, tra i quali quello enogastronomico: un patrimonio che ben poche Nazioni al mondo possono vantare e che Vinitaly propone ogni anno, nel corso dei cinque giorni di manifestazione, in tutte le sue tipicità e particolarità, con l’impegno di portarlo all’attenzione di oltre 150 mila visitatori e operatori dei mass media provenienti da più di 110 Paesi.

 

Veronafiere ha dato vita nel 1998, nell’anno del suo Centenario, al Vinitaly in the World che in diversi periodi dell’anno presenta iniziative culturali e commerciali a favore della diffusione del made in Italy agroalimentare in numerosi Paesi tra i quali Stati Uniti d’America, Russia, India, Singapore, Cina, Giappone, Corea del Sud, Brasile e Svezia.

 

Nell’operare sui mercati internazionali Veronafiere, attraverso le sue rassegne più rinomate, diviene piattaforma per l’estero nei confronti del sistema impresa e strumento di servizio per l’attuazione delle politiche commerciali e promozionali delle Istituzioni ed enti preposti.

In tal senso, ha una consolidata attività di collaborazione con i Dicasteri delle Politiche Agricole e Alimentari, degli Affari Esteri, dello Sviluppo Economico, dell’Economia e Finanze, dei Beni Culturali, con le Ambasciate, i Consolati, l’ ICE e Buonitalia Spa.

 

Il vino italiano è una delle voci positive della bilancia agroalimentare e il portabandiera indiscusso all’estero delle nostre eccellenze, rappresentando anche un forte elemento di motivazione, grazie al suo forte legame territoriale, per il turismo verso l’Italia, ponendosi, unitamente all’offerta gastronomica regionale, come un bene culturale a tutti gli effetti.

 

Se è vero che rispetto agli Anni Ottanta produciamo il 40% in meno, è altrettanto vero che il valore del nostro export è quadruplicato raggiungendo i 3,5 miliardi di euro con una produzione di grande valore qualitativo che vede oltre 48 Docg, più di 320 Doc e 118 Igt.

 

L’Italia è il primo esportatore di vino al mondo in quantità, secondo in valore, il quarto per entrate derivanti dal turismo, il primo con 44 siti nella lista del patrimonio culturale dell’Unesco, il primo in Europa nella graduatoria dei prodotti certificati di qualità con 202 Dop e Igp e può contare su un giacimento di 4.470 prodotti agroalimentari tipici delle regioni italiane.

 

Il valore aggiunto del settore alimentari-bevande italiano storicamente pesa di più dell’industria degli autoveicoli di Francia e Spagna insieme.

 

L’Italia non è rimasta immune dalla crisi economica mondiale che dal secondo semestre del 2008  ha penalizzato fortemente tutti i mercati internazionali, a cominciare dall’area Euro.

 

Tutti i settori e i comparti soffrono, anche se in misura diversa.

 

Nonostante tutto, l’Italia tiene. Il vino italiano tiene.

 

L’indice di competitività elaborato da ONU e WTO – il Trade performance index –colloca il nostro Paesi al secondo posto, dietro la Germania, nella classifica dei dieci paesi più competitivi nel commercio mondiale.

 

Questo perché il nostro Paese ha ancora un tessuto produttivo basato sull’industria manifatturiera, sia essa piccola media o grande, che sa produrre il bello e il buono e portarlo sui mercati esteri, anche se è sempre più indispensabile fare squadra.

 

Faccio mio l’acronimo coniato dalle Fondazioni Edison e Symbola: ITALIA.

I = Industria

T = Turismo

A = Agricoltura

L = Localismo e sussidiarietà

I = Innovazione e ambiente

A = Arte e cultura.

 

Quando verrà la ripresa economica mondiale, l’Italia è pronta a ripartire da questi settori e da questi principi per riaffermare la sua capacità di intraprendere e di primeggiare nello scenario globale.

 

Il mondo del vino è qui oggi per dimostrare di essere parte di un progetto comune e ribadire che l’Italia è un paese solido, fondato sul lavoro e su una economia concreta.

 

La sua presenza oggi, Signor Presidente, ha un grande significato di stimolo, fiducia e incoraggiamento per guardare al futuro con rinnovato spirito imprenditoriale, attingendo ai più alti valori che il nostro  Paese sa esprimere e per i quali è apprezzato e amato nel mondo.

Grazie.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *