L’atteggiamento degli italiani nei confronti del consumo fuori casa

UFFICIO STAMPA FIERA MILANO

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Quanto spesso gli italiani mangiano fuori casa? E quanto è rilassante uscire a cena, in pizzeria oppure al ristorante? Quali sono i servizi più graditi di cui si gode quando si pernotta in albergo? Sono questi alcuni dei quesiti a cui un sondaggio realizzato da Ispo, l’istituto di Renato Mannheimer, risponde in di Host, il Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale che si terrà a fieramilano dal 23 al 27 ottobre.

 

Da quanto emerge dai risultati del sondaggio, la cena al ristorante oppure in pizzeria ed il rapido spuntino al bar o in gelateria, per un caffè o un gelato, sono le situazioni in cui più comunemente si consuma fuori casa. Per 4 italiani su 5, sono infatti situazioni abituali: la cena per lo più qualche volta al mese, mentre il rapido spuntino più volte alla settimana. Meno diffusa, anche se riguarda comunque più della metà della popolazione, è l’abitudine di pranzare con un panino al bar oppure con un trancio di pizza, cosa che il 23% dei lavoratori dichiara di fare anche più volte la settimana.

 

Alla metà degli italiani capita, almeno una volta all’anno, di pernottare in albergo, soprattutto ai più giovani, tra i quali si raggiunge una percentuale di quasi il 70%. I più giovani sono, in generale, i più soliti al consumo fuori casa, tanto è vero che al 65% dei 18-24enni capita durante l’anno di vivere tutte le situazioni proposte: spuntini al bar o in gelateria, pranzi e cene fuori casa, pernottamenti in albergo.

 

L’albergo si distingue, più di bar, pizzerie e ristoranti, come luogo di relax, ottenendo un voto pari a 7,6 su una scala da 1 a 10, esattamente come a scuola. Tutti questi luoghi di consumo fuori casa, comunque, registrano voti sempre al di sopra della sufficienza sia per il relax, sia per la qualità del servizio offerto, per la fiducia nel personale e per l’opportunità di stare insieme agli altri. Riguardo quest’ultimo aspetto l’albergo registra un valore leggermente più basso rispetto agli altri luoghi.

Per 4 italiani su 10, mangiare fuori casa non è necessariamente sinonimo di scarsa qualità e genuinità di ciò che si consuma. I più inclini, invece, a non riporre fiducia nei luoghi di consumo fuori casa, sono sopratutto le casalinghe e i residenti al Sud o nelle isole maggiori. Ancora più diffusa tra la popolazione, inoltre, è la curiosità di visitare le cucine o di vedere come vengono preparati i cibi, che registra il 69% di pareri favorevoli. Grande interesse, quindi, per il “dietro le quinte” della ristorazione.

 

Tra coloro che hanno soggiornato in albergo, l’aspetto più gradito è legato alla gentilezza del personale, all’accoglienza riservata al cliente e alla disponibilità dello staff. Pulizia ed igiene, invece, sono gli aspetti sui quali viene più spesso espressa la necessità di un miglioramento.

 

Il sondaggio si è concentrato, inoltre, su un ulteriore argomento: la capacità di appeal esercitata dai negozi. Il 65% degli italiani dichiara, infatti, di entrare talvolta in un negozio senza avere intenzione di comprare, ma solamente perché attratto dall’ambiente interno; a più della metà degli intervistati, invece, capita di rinunciare al proprio acquisto se ad un primo sguardo il negozio sembra organizzato male. Tra quel 19% che non sembra farsi condizionare dall’ambiente del negozio, si riconoscono, in particolar modo, le categorie con meno potere di spesa: gli ultra 65enni ed i pensionati.

 

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