Mangiamo fuori?

FIERA MILANO-HOST

Milano, 10 Giugno 2011 – In linea con i dati di scenario, che indicano un affinamento e un’evoluzione della domanda tanto delle imprese quanto dei consumatori italiani e segnalano la crescita costante di questi ultimi nel mercato del fuori casa, Host ha puntato l’attenzione al termine della filiera produttiva per intercettare quei bisogni inevasi e quei mutamenti di abitudini capaci di ripercuotersi positivamente su tutta la filiera produttiva dell’ospitalità e della ristorazione. Dall’ascolto e dall’analisi dell’evoluzione degli stili di consumo e di vita è così possibile fornire quel fine tuning costante di cui il settore ha bisogno per essere all’avanguardia nell’interpretazione del mercato.

 

Dalla ricerca condotta da Episteme su un campione di consumatori esemplari (frequentatori assidui di ristoranti, frequent traveller per piacere e lavoro, opinion leader del settore ristorazione, cuochi) sono emerse alcune importanti istanze che vanno a ridisegnare i confini dell’esperienza ristorativa così come la si conosceva.

 

Ripresa, qualità e innovazione sono le parole chiave dell’evoluzione della domanda e dunque delle aspettative dei consumatori, sempre più esigenti e sempre più vicini a una visione organica dei processi produttivi, distributivi, di preparazione e cottura del cibo e dei servizi di ospitalità e servizio a essi connessi.

 

Se, come sappiamo, salgono a 12 milioni gli italiani che ogni giorno decidono di mangiare fuori casa, si moltiplicano anche le motivazioni all’origine di questa scelta. Si tratta spesso e in primo luogo di necessità dettate dal mutamento delle abitudini sociali complessive e di lavoro che portano alla diffusione di stili di vita in mobilità, ma emergono anche nuove spinte conoscitive ed esplorative da collegare alla gourmetizzazione crescente della società, alla voglia di innovazione e sperimentazione di nuovi riti collettivi, alle trasformazioni della famiglia e dunque al riconfigurarsi di momenti altamente simbolici quali quelli del pranzo e della cena con i propri cari, siano essi familiari o amici.

 

Elemento trasversale ai diversi bisogni è la domanda di esperienza e unicità che contraddistingue il consumatore evoluto: i luoghi di ospitalità e ristorazione sono chiamati a diventare dunque setting affascinanti e suggestivi, in cui ogni dettaglio e ogni elemento della filiera sappiano essere valorizzati e portino la loro particolare traccia nel prodotto e nel servizio finale.

 

In questa direzione si sviluppa il tema del ‘cibo come narrazione’ e come ‘coinvolgimento completo’ del consumatore, ma trova spazio anche la domanda di nuovi format e di nuovi servizi (dallo street food al locale monotematico, dall’offerta dei grandi ristoranti per il mezzogiorno alla contaminazione dei format) capaci di essere vicini ai consumatori e di rispondere alle mutevoli esigenze del mercato del fuori casa.

 

Questi elementi portano a una vera e propria rivoluzione delle categorie della ristorazione che deve riconfigurare la segmentazione della propria offerta a partire dai bisogni quasi umorali dei clienti, abbandonando così la struttura rigida e gerarchica che la caratterizzava tradizionalmente per arrivare a intercettare quella parte sempre più cospicua di italiani per cui ‘fuori casa è meglio’.

 

 

 

 

UFFICIO STAMPA DI MANIFESTAZIONE:

Rosy Mazzanti – Fiera Milano S.p.A.

tel. 02 4997.7456 e-mail rosy.mazzanti@fieramilano.it

Elisa Vittozzi – Fiera Milano S.p.A.

tel. 02 4997.7456 e-mail elisa.vittozzi@fieramilano.it

 

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