Prodotti ittici: panoramica sulle attività svolte in tema di sicurezza alimentare

RIMINI FIERA

Rimini, 22 febbraio 2010 – Convegno molto atteso questa mattina a MSE Seafood&Processing, il salone che nell’ambito di SAPORE 2010 (in corso fino a mercoledì 24 a Rimini Fiera) propone prodotti e tecnologie relativi alla filiera della pesca.

 

L’appuntamento, promosso da Assoittica e Federpesca (in collaborazione con A.I.V.I. Associazione Italiana Veterinari Igienisti), aveva per titolo La regolamentazione comunitaria e la gestione della sicurezza alimentare: il punto della situazione.

 

“Proponiamo abitualmente un appuntamento a questa fiera, che per la pesca è il punto di riferimento in Italia di tutta la filiera ittica – ha detto in apertura Luigi Giannini, Direttore Generale Federpesca – e il tema della sicurezza alimentare è per noi prioritario. Siamo consci e lavoriamo perché convinti che la sicurezza dei consumatori derivi da una qualificata filiera produttiva. In questo modo il plus valore e la concorrenza partono dalla qualità. Non possiamo tollerare che la concorrenza di prezzo prenda spunto da una mancanza di controlli e di sicurezza alimentare”.

 

Nel suo intervento, Silvio Borrello (Direttore Generale – Direzione generale della sicurezza alimentare e nutrizione – Ministero della Salute), ha fatto il punto del ‘Pacchetto Igiene’ che l’Unione Europea ha diffuso nel 2004 (Direttiva CE 2004/41, recepita dal DL 193 del 2007).

“Abbiamo condotto una attenta verifica con questa revisione delle linee guida – ha spiegato Borrello – poiché era importante comprendere se la normativa fosse adatta alla pratica quotidiana delle imprese della filiera ittica, particolarmente a quelle che agiscono nell’ambito della trasformazione. Si tratta prevalentemente di piccole e medie imprese, alle quali è giusto pensare con un grado di flessibilità della normativa che non significa derogare, ma semplicemente adattare la norma”.

 

A questo proposito Bianca Maria Poli (Presidente Federpesca/Assoittica Italia) ha ricordato l’attività che svolge l’associazione, oltre ad annotare che ben l’80% delle 900mila tonnellate di prodotto ittico importato sono destinate proprio agli impianti di trasformazione.

 

Il Direttore Borrello ha anche rimarcato la necessità di ottimizzare al meglio l’attività degli organismi di controllo, ben tredici, i quali nello svolgimento delle loro attività non devono sovrapporsi a danno dell’esercizio quotidiano dell’attività delle imprese, queste ultime anche titolari dei costi dei controlli.

 

L’attività di controllo riguarda anche nuovi ‘prodotti’ che si affacciano sul mercato: una di queste riguarda l’acqua marina.

“A partire dall’Olanda – ha continuato Borrello – s’è avviata una vera e propria commercializzazione di acqua marina, da utilizzarsi per la conservazione dei molluschi e per la preparazione di alcuni piatti. Una novità. L’Unione Europea, alla nostra domanda su come considerarla, ci ha risposto che non si tratta di un alimento. Siamo rimasti sorpresi ed ora si stanno effettuando opportune verifiche per determinare parametri di controllo”.

 

Infine, un annuncio importante. Nel 2010, insieme ad altri nove Paesi, l’Italia avrà un General Audit sulla sicurezza alimentare. In pratica sarà effettuata una completa radiografia del sistema Paese, sia a livello di normative, sia di applicazione delle stesse. Per quanto riguarda la pesca, l’ispezione comunitaria è programmata dal 6 al 17 settembre 2010. Sotto controllo navi, stabilimenti di trasformazione, impianti di acquacoltura e mercati ittici all’ingrosso.

 

 

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