RIcostruire?! – Albergatori e architetti alla ricerca di nuove strade

HOTEL 2013

Il territorio altoatesino è costellato da strutture di pregio che ben si conciliano con il contesto paesaggistico in cui sono inserite. Nonostante lo scenario positivo, resta tuttavia di primaria importanza la necessità di continuare a preservare il territorio recuperando e rivitalizzando luoghi trascurati o bisognosi di ammodernamento nel pieno rispetto della fisionomia originaria dei luoghi e della tradizione. Tutto ciò per un turismo “a misura” di ambiente e non solo di turista.

Questo il tema principale del convegno “RIcostruire?! – Albergatori e architetti alla ricerca di nuove strade”, uno degli appuntamenti più significativi nel calendario della quattro giorni di Hotel, fiera internazionale dedicata al settore dell’ospitalità e della ristorazione organizzata da Fiera Bolzano con il patrocinio di Federalberghi e la collaborazione dell’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti dell’Alto Adige (HGV), svoltasi dal 21 al 24 ottobre.

Protagonisti dell’incontro esperti di architettura e gestori di strutture ricettive che si sono confrontati sul tema del turismo inserito in un contesto armonioso con il territorio circostante.

“Quando si costruisce o si ristruttura – sottolinea il prof. Franco Laner, ordinario di Tecnologia dell’Architettura presso l’Università IUAV di Venezia – occorre prima di tutto interpretare il paesaggio come un palinsesto in cui inserire le nuove esigenze in armonia con l’esistente. Sebbene il processo costruttivo muti nel tempo, è fondamentale interpretare la tradizione adattandola al moderno costruire”.

Il rispetto del “genius loci” che caratterizza ogni vallata alpina deriva, secondo il prof. Laner, sia dalle caratteristiche morfologiche e climatiche del territorio sia dai materiali costruttivi utilizzati. “Una buona architettura – prosegue – deve andare assecondare i gusti degli ospiti senza entrare in contrasto con la tradizione. A dispetto di quanto il turista si aspetti, le vere case di montagna devono dunque essere costruite in muratura ed in legno”.

Alla ricerca di svago ed emozione: questo l’identikit del vacanziere moderno secondo Wolfgang Bachmann, ingegnere e giornalista specializzato in architettura. In un contesto di trasformazione demografica e di nuovi concetti legati a modi di vivere sostenibili, il recupero o la trasformazione delle strutture “deve fare riferimento ad un progetto personalizzato che sappia reinterpretare le caratteristiche architettoniche, rendendole più funzionali”. In questo modo il turista si sentirà perfettamente integrato nel territorio e nelle sue tradizioni, senza però rinunciare ai comfort di un hotel nuovo di zecca.

Di riconversione e promozione di strutture turistiche “datate” in un’ottica turistica ha parlato anche Beat Haag, per conto della fondazione Svizzera “Stiftung Ferien im Baudenkmal/Schweizer Heimatschutz”.

Hanno chiuso l’appuntamento le testimonianze di tre albergatori che hanno utilizzato vecchie strutture per la creazione di nuovi spazi.

Ancora una volta, l’Alto Adige si conferma un territorio dove non mancano esempi di qualità dei servizi e creazione di atmosfere particolari grazie a scelte architettoniche innovative ed esclusive, location particolari e ricercate che coinvolgono l’ospite a tutto tondo.

 

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