Vinitaly & Eataly, New York sempre più italian style.

VERONE FIERE

New York, 25 ottobre 2010 – Il vino italiano torna a crescere negli USA, rafforza il binomio con la cucina del Belpaese, tra le più amate dagli americani, e vede all’orizzonte delinearsi un vero sistema di promozione, distribuzione e formazione al servizio delle aziende italiane e dei consumatori locali. L’8^ edizione del Vinitaly United States Tour ha tenuto a battesimo la nuova formula all’estero della più grande fiera al mondo dedicata al vino e ai distillati, che ogni anno si svolge a Verona (7/11 aprile 2011 www.vinitaly.com), attraverso la partnership con Eataly, inaugurato a Manhattan un mese e mezzo fa e già consacrato dal NY Times come luogo di culto per chi ama e vuol conoscere il food italiano, per dare servizi ad alto valore aggiunto agli espositori italiani da un lato, ai buyer e ai consumatori americani dall’altro, ottenendo un ottimo riscontro mediatico,  di operatori professionali e consumatori.

La chiave del nuovo format è formazione alle imprese, incontri B2B e degustazione aperta ai consumatori il cui ricavato, a New York, è stato devoluto alla American Cancer Society.

Oltre sessanta aziende di Vinitaly hanno incontrato a Eataly nel corso della mattinata di oggi (ieri per chi legge, ndr) importatori, ristoratori, responsabili delle vendite al dettaglio, opinion leader, giornalisti ed esperi di pubbliche relazioni per comprendere come approcciare per la prima volta o consolidare e ampliare la propria presenza negli States. Quindi, il pomeriggio è stata la volta dell’incontro one to one con buyer e operatori del food, mentre in serata il momento della conoscenza con i consumatori, che hanno potuto parlare con i produttori e assaggiare i vini più noti e trendy come l’Amarone, il Ripasso, il Prosecco, il Pinot Grigio, il Barolo, il Brunello di Montalcino o il Franciacorta, ma anche quelli da vitigni autoctoni che stanno riscuotendo un sempre crescente successo come il Sagrantino, il Nero d’Avola e molti vini campani, pugliesi e molisani.

«Nei primi sei mesi dell’anno, negli USA l’Italia è tornata sul primo gradino del podio e ha esportato 1.082.990 ettolitri di vino per un valore di 521 milioni di dollari, con un aumento rispettivamente del 10,5% e dell’11,6% raggiungendo una quota di mercato del 32,5% fra i vini importati. Come Vinitaly puntiamo a rafforzarci sulle città delle coste, ma anche ad organizzare nuove tappe negli Stati centrali, come il Texsas, che hanno grandi potenzialità di crescita», sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

«La nuova formula di Vinitaly in the World – prosegue Mantovani – è frutto dell’evoluzione del know-how maturato in dodici anni di esperienza all’estero, del confronto con le esigenze delle aziende che ci hanno sinora assicurato la loro fiducia ed è forte dell’accordo raggiunto col Ministero delle politiche agricole, che prevede la possibilità di finanziare, con i fondi dell’Ocm vino, la partecipazione di consorzi, associazioni e singole aziende vitivinicole a tappe di Vinitaly nei Paesi terzi. La collaborazione con Unaprol per l’olio extravergine di oliva, Buonitalia Spa e, su alcuni specifici  mercati, con l’Ice, insieme ad Eataly crea i presupposti per un sistema di promozione unitario e soprattutto per una maggiore penetrazione e distribuzione dei prodotti del made in Italy.

A New York seguono nei prossimi giorni  le tappa di Philadelphia il 27 e Washington il 28 ottobre presso l’Ambasciata d’Italia (www.vinitalytour.com).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa del Servizio Stampa Veronafiere

Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85 – 82.90 -83.14

E-mail: pressoffice@veronafiere.it www.vinitalytour.com www.vinitaly.com

 

 

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