Bar: per serate con Dj e musica non occorre autorizzazione

727Una interessante sentenza del T.A.R. Puglia, Lecce, 05.11.2015 n. 3171 sembra aver sancito la possibilità per i bar di intrattenere i propri avventori con musica, anche selezionata da un DJ e con idonea strumentazione, senza la necessaria licenza del Questore prevista dall’art. 68 T.U.L.P.S. per gli spettacoli di intrattenimento in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico.
L’art. 68 TULPS, infatti, prevede che “Senza licenza del questore non si possono dare in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico [rappresentazioni teatrali] o cinematografiche, accademie, feste da ballo, corse di cavalli, né altri simili spettacoli o trattenimenti, e non si possono aprire o esercitare circoli, scuole di ballo e sale pubbliche di audizione”.

Nel fatto specifico che ha dato luogo alla sentenza, un bar aveva ingaggiato un DJ e diffuso musica di accompagnamento ad ogni apertura del locale, cosa che aveva portato un grosso afflusso di persone. Interveniva la Polizia municipale e redigeva un verbale assumendo la violazione dell’art. 68 TULPS e con ordinanza del Comune veniva disposta la cessazione dell’attività di intrattenimento musicale effettuata dal locale.
Il T.A.R. tuttavia, accogliendo il ricorso del titolare del bar, ha ritenuto che la predetta norma possa trovare applicazione solo ed esclusivamente quando la riproduzione musicale si inserisca all’interno dell’attività primaria esercitata dall’imprenditore (ad. esempio una discoteca) e che tale primareità dell’attività del locale si desume da elementi sintomatici quali il pagamento di un biglietto all’ingresso e/o la maggiorazione del costo della consumazione, l’utilizzo di apparecchiature tecniche particolarmente complesse, la pubblicizzazione dell’evento, ecc.
Non si applica, invece, la previsione di cui all’art. 68 TULPS nel caso di messa in onda di brani musicali svolta dall’esercente al solo scopo di attirare potenziali avventori, spinti ad entrare all’interno del locale anche in ragione di quanto ivi offerto. In questa ipotesi, infatti, tale attività rimane secondaria e funzionale rispetto a quella, primaria, di somministrazione di bevande. Nel caso specifico in esame l’Amministrazione aveva erroneamente desunto la natura imprenditoriale dell’attività di intrattenimento svolta dal proprietario del locale, senza che alcun accertamento in ordine agli indici sintomatici dell’attività di intrattenimento, cioè come già detto, il pagamento del biglietto e/o la maggiorazione del costo della consumazione.

Ma attenzione, il T.A.R. Puglia ha annullato l’ordinanza per il solo difetto di istruttoria, cioè esclusivamente perchè i Giudici hanno ritenuto carenti e superficiali gli accertamenti effettuati dalla Polizia Municipale, cioè non sufficienti a dimostrare lo svolgimento dell’attività di intrattenimento come principale e quindi tale da comportare una violazione dell’art. 68 TULPS.
Qualora dal verbale dei vigili fossero emersi altri elementi, quali quelli su indicati, la sentenza sarebbe stata probabilmente opposta.

A conferma di ciò vi è la Giurisprudenza della Corte di Cassazione in materia penale ed in particolare una sentenza recente relativa ad un bar nel quale era stato organizzato un concerto dal vivo con la presenza di circa 200 persone. In tal caso il gestore è stato condannato per il reato previsto dall’art. 681 c.p. con la motivazione che il numero elevato di persone e il prezzo maggiorato delle bevande inducessero a ritenere che si svolgessero spettacoli pubblici.
L’art. 681 c.p. punisce chiunque apre o tiene aperti luoghi di pubblico spettacolo, trattenimento o ritrovo, senza avere osservato le prescrizioni dell’Autorità a tutela della incolumità pubblica, con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda non inferiore a centotre euro. La violazione dell’art. 681 C.P, sussiste ogni qualvolta viene organizzato un pubblico spettacolo o trattenimento senza che fosse stata preventivamente effettuata, con esito favorevole, da parte della Commissione di vigilanza la verifica tecnica relativa alla solidità e alla sicurezza del locale ai sensi dell’art. 80 del TULPS e degli artt. 141 e seguenti del Regolamento di esecuzione del TULPS.
Secondo la Cassazione è responsabile non solo chi gestisce, in via permanente e professionale, luoghi di pubblico spettacolo trattenimento o ritrovo, ma “chiunque” apre o tiene aperti tali luoghi senza osservare le prescrizioni di legge. Ne consegue che tale disposizione si applica anche nei confronti di chi, occasionalmente apre o ha aperto un locale per lo svolgimento di uno spettacolo pubblico.

Avv. Camilla Fiore

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