Il datore di lavoro è responsabile se non elimina gli attrezzi pericolosi

605Cassazione penale , sez. VI, sentenza 17.10.2014 n° 43459:
Sussiste il nesso di causalità tra l’infortunio sul lavoro e la condotta del datore che non ha preventivamente controllato le obiettive condizioni dell’attrezzo di lavoro (anche lasciato da terzi) usato dal dipendente e ne ha consentito il suo impiego in azienda, benché lo stesso non fosse a norma, anziché eliminarlo.

Nel caso specifico, un datore di lavoro era stato citato in giudizio da un proprio dipendente per ottenere il risarcimento delle lesioni che aveva subito cadendo da una scala in ferro presa nel magazzino aziendale e non conforme alla normativa anti-infortunistica, in quanto priva dei dispositivi antisdrucciolevoli e dei ganci di trattenuta.
Il datore di lavoro, condannato sia in primo che in secondo grado di giudizio, aveva cercato di difendersi ricorrendo in Cassazione, con la motivazione che la scala non era di proprietà dell’azienda e che, egli aveva messo a disposizione dei suoi dipendenti, all’interno dello stesso magazzino delle scale idonee e conformi alla prescrizione antinfortunistica. La Suprema Corte, tuttavia, pur considerando che la scala in ferro, molto verosimilmente, fu lasciata nel magazzino, ove la società ricorrente si era di recente trasferita, dal precedente locatario, ha però rilevato che la stessa era, in ogni caso, nella disponibilità dei dipendenti della società che attualmente occupava tale magazzino. Pertanto, mancando un espresso divieto, da parte del datore, di servirsene, o comunque cartelli, sulla stessa apposti, che ne inibissero l’uso, anche se l’azienda aveva messo a disposizione dei lavoratori scale “sicure”, era comunque da ritenersi responsabile per le conseguenze derivanti dall’utilizzo di quella scala non sicura. La responsabilità colposa della società, cioè, deriva dal non aver preventivamente controllato le condizioni della scala e dall’averne consentito l’impiego in azienda, invece di eliminarla. Secondo la Corte, infatti, non era imprevedibile il fatto che i dipendenti ne potessero occasionalmente far uso dal momento che la scala era nel magazzino libera di essere utilizzata. Mentre, il datore di lavoro, proprio in ottemperanza alle norme di prevenzione antinfortunistica, è tenuto a scongiurare anche l’eventuale condotta imprudente ed avventata commessa dal lavoratore.

In conclusione, la circostanza che l’operaio si fosse infortunato per aver imprudentemente usato la prima scala esistente a portata di mano senza averne cercata un’altra più sicura per assolvere alle proprie mansioni, non integrava un comportamento anomalo od imprevedibile e non liberava il datore di lavoro dal suo dovere di controllo sull’attrezzatura utilizzata dai propri dipendenti dello svolgimento delle mansioni loro assegnate.

Avv. Camilla Fiore

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