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Nessuna tregua per le finanze dei gestori di locali e ristoranti. 

Dopo due anni di restrizioni e chiusure prolungate, dopo lunghe attesi di interventi e di alleggerimento delle normative burocratiche che garantissero un aiuto concreto ai lavoratori del settore Ho.re.ca., dal 1° apriletorna l’obbligo della tassa sui Dehors. Il 1° aprile è la giornata in cui si è già annunciata la fine di alcuni obblighi legati alla pandemia, come l’obbligo di green pass per bar e ristoranti e l’obbligo di mascherina all’aperto, ma con il ritorno di questa normativa, la situazione sembra peggiorata. 

Durante la crisi pandemica, con il decreto di Rilancio 2020, i bar e ristoranti avevano beneficiato gratuitamente delle aree pubbliche, installando strutture e gazebo con tavolini e sedie, per garantire, a chi non ne era provvisto, di una struttura esterna per poter ospitare i clienti all’aperto nel periodo di blocco delle consumazioni all’interno. Normative indispensabili alla luce dell’obbligo di distanziamento e delle altre restrizioni vigenti di quel periodo: “una disposizione che aveva dato una boccata di ossigeno ed una opportunità in più a molti ristoratori operanti anche in aree periferiche. Tra meno di 15 giorni, l’emergenza – almeno sulla carta – terminerà e quindi, dal primo aprile, chi aveva ottenuto le autorizzazioni dovrà pagare la concessione aggiuntiva” afferma Confcommercio.

Un duro colpo, quindi, quello del governo. Un colpo alle loro finanze che suona quasi come un “pesce d’aprile” di pessimo gusto e di nuovo ai danni dei gestori, che hanno già subito un taglio netto nel fatturato di questi anni. Dal primo aprile, si dovrà di nuovo pagare “la tassa sui dehor”, la tassa di occupazione di aree pubbliche: “un ritorno al passato voluto dal Governo in un momento delicatissimo”, ha sostenuto la Confcommercio della Regione Calabria, che ha inviato una lettera a tutti i sindaci delle province ioniche sollecitando interventi urgenti mediante l’introduzione di misure che possano compensare gli impatti negativi e chiedendo il prolungamento almeno fino al prossimo settembre del regime semplificato delle autorizzazioni.

Una proroga del Governo è stata ottenuta: nel reintrodurre l’onerosità dell’occupazione di suolo, la legge ha previsto la proroga fino al 30 giugno 2022 delle disposizioni, almeno per le imprese di ristorazione. La situazione però è comunque preoccupante per tutti gli operatori del settore, anche perché, “l’emergenza sanitaria finisce, ma la situazione sotto il profilo economico e della ripresa è grave e necessiterebbe di una attenzione particolare da parte del Governo”, afferma Lorenzo Labate, Presidente di Confcommercio Reggio Calabria. Preoccupazione aggravata dagli ultimi aumenti di gas e materie prime anche a causa della guerra.

È giusto tornare alla normalità, ma questo ritorno non è mai uguale per tutti.

La concessione del suolo pubblico è competenza dei comuni, motivo per cui, da qualche giorno, alcuni sindaci hanno già fatto intendere di essere intenzionati a prorogare il benefit fino a giugno o alla fine dell’estate, per non compromettere la stagione primaverile ed estiva alle porte, che rende la presenza di Dehors strutturati e ampli un valore aggiunto ai locali e sicuramente anche al fatturato.

Si richiedono quindi interventi repentini e mirati!

L’ipotesi messa in campo sarebbe quella di mettere a disposizione dei fondi statali per quei comuni che decidessero di prorogare il benefit nei prossimi mesi. Soluzione utie che contribuirebbe anche a incentivare il ritorno dei clienti dopo i timori legati alla pandemia.

Staremo a vedere.

Di Italya

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