Nel 2025, la Diagnosi Energetica diventa un passaggio fondamentale per le aziende del settore Ho.Re.Ca., sia per adempiere agli obblighi normativi che per migliorare la competitività in un mercato sempre più attento alla sostenibilità e all’efficienza

In questo articolo analizziamo cosa prevede la normativa, chi è obbligato a effettuare la diagnosi, quali sono i vantaggi e come prepararsi per tempo.


Cos’è la Diagnosi Energetica?

La diagnosi energetica, nota anche come audit energetico, è un’analisi sistematica dei consumi energetici di un’impresa, con l’obiettivo di identificare interventi di efficienza energetica. L’obiettivo è ridurre i costi, aumentare la competitività e contribuire alla transizione ecologica.


Il quadro normativo: obblighi e scadenze 2025

Secondo il D.Lgs. 102/2014, aggiornato nel corso degli anni, le grandi imprese e le imprese energivore sono obbligate a effettuare una diagnosi energetica ogni quattro anni. La prossima scadenza è fissata al 5 dicembre 2025.

Chi è obbligato?

  • Imprese con più di 250 dipendenti o con un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro e un bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro
  • Imprese energivore iscritte all’elenco della CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali)

Nel settore Ho.Re.Ca., ciò riguarda in particolare:

  • catene alberghiere
  • gruppi di ristorazione commerciale
  • imprese di catering collettivo con stabilimenti di produzione centralizzata.

Vantaggi per chi non è obbligato

Anche le PMI del settore Ho.Re.Ca. possono trarre enormi benefici da una diagnosi energetica volontaria:

  • Ottimizzazione dei consumi energetici (elettricità, gas, acqua calda sanitaria)
  • Riduzione dei costi operativi
  • Miglioramento della sostenibilità ambientale
  • Accesso facilitato a bandi e incentivi per l’efficienza energetica.

Come si svolge una diagnosi energetica?

Una diagnosi ben fatta si articola in diverse fasi:

  1. Raccolta dati: bollette, contatori, planimetrie e dati su impianti
  2. Analisi energetica: individuazione dei profili di consumo
  3. Identificazione degli sprechi
  4. Proposta di interventi migliorativi, con stima dei risparmi e tempi di rientro degli investimenti

La diagnosi deve essere redatta da un Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) certificato o da una ESCO accreditata.


Focus sul settore Ho.Re.Ca.: dove si annidano gli sprechi?

Gli sprechi energetici nel settore Ho.Re.Ca. si concentrano in alcune aree critiche:

  • Sistemi di climatizzazione: spesso obsoleti o sovradimensionati
  • Produzione di acqua calda sanitaria
  • Cucine professionali, in particolare l’uso inefficiente di forni, friggitrici e celle frigo
  • Illuminazione non LED
  • Sistemi di ventilazione e ricambio aria.

Un audit ben fatto può suggerire:

  • L’installazione di pompe di calore ad alta efficienza
  • L’integrazione con fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico)
  • L’adozione di sistemi di monitoraggio smart in tempo reale

Incentivi disponibili nel 2025

Il 2025 sarà un anno strategico per sfruttare diversi strumenti di supporto:

  • Certificati Bianchi per interventi con risparmi documentati
  • Conto Termico per interventi di efficienza e rinnovabili
  • Bandi regionali FESR 2021–2027 che finanziano fino al 50% delle spese
  • Possibilità di accedere a mutui green e leasing operativo

Come prepararsi?

Ecco un piano d’azione concreto per hotel e ristoranti:

  1. Verifica se rientri tra i soggetti obbligati
  2. Se sei esente, valuta comunque una diagnosi volontaria
  3. Contatta un EGE certificato o una ESCO entro l’estate 2025
  4. Raccogli con anticipo la documentazione necessaria
  5. Pianifica gli interventi energetici più rapidi e a minor costo

Diagnosi energetica e ESG: un vantaggio competitivo

Nel 2025, l’attenzione alla sostenibilità sarà sempre più legata ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance). Le aziende Ho.Re.Ca. che dimostrano impegno reale nella gestione energetica migliorano la propria reputazione, facilitano l’accesso al credito e attraggono clientela sensibile all’ambiente.

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