Disciplina dei B&B in Italia

NORMATIVA DI SETTORE

Gentile avvocato è possibile aprire un B&B in un condominio? Anna da Roma

La maggior parte delle leggi regionali sul B&B non stabiliscono nessun limite in tal senso. Tuttavia, la legge della Regione Lombardia obbliga, chi volesse iniziare tale attività in un appartamento posto in condominio, ad ottenere il nulla osta degli altri condomini. Nel 2008 però è stata sollevata una questione di legittimità su questa norma e la Corte Costituzionale, con sentenza n. 369, ha dichiarato incostituzionale questa parte della legge dichiarando che “il condominio non può limitare la sfera della proprietà dei singoli condomini a meno che non si tratti di limitazioni già previste nei regolamenti dello stesso condominio”. Quindi, a meno che non ci sia un espresso divieto nel regolamento condominiale, è sempre possibile.

 

E’ possibile definirsi nell’insegna B&B anche se si è un albergo?


Ovviamente no. Se consideriamo la fenomenologia del bed and breakfast dal punto di vista fiscale, l’attività di B&B è fuori applicazione del campo Iva se esercitata in modo saltuario (ovvero non essendo continuativa e non organizzata come impresa): non andranno quindi emessi i documenti fiscali all’atto del pagamento ma basterà (ai fini IRPEF) rilasciare al cliente una ricevuta semplice non fiscale.

Quella dell’albergo è invece un’attività commerciale sottoposta a partita IVA e regime fiscale specifico.

 

Esistono finanziamenti o agevolazioni per l’apertura di un B&B? Antonio da Bari

 

Per chi intenda intraprendere l’attività di B&B, ma non solo, sono previsti vari strumenti e diverse leggi che consentono di ottenere contributi e finanziamenti. Innanzitutto abbiamo la L. 215/92 per l’imprenditoria femminile che prevede contributi anche per iniziative nel settore turistico, sino al 60% per impianti ed attrezzature, e sino al 40% per la commercializzazione dei prodotti e per i servizi, nonché prestiti agevolati per la restante spesa a carico delle interessate.

Per tutti sono poi previste delle detrazioni IRPEF specifiche per la ristrutturazione di abitazioni da adibire o già adibite ad attività di B&B. L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, chiarito (Risoluzione n. 18/E del 24/01/2010) che nel caso in cui le spese di ristrutturazione di una abitazione, per le quali è prevista di norma una detrazione IRPEF pari al 36%, riguardino B&B, ovvero abitazioni private adibite anche ad attività commerciale, sono anch’esse detratte ai fini IRPEF, ma con una percentuale ridotta del 50% proprio per la natura promiscua dell’abitazione/B&B.

Altre tipologie di contributi o finanziamenti specificamente indirizzati a promuovere lo sviluppo territoriale delle attività turistiche, quindi a carattere sia regionale che statale, sono poi richiamati dalle stesse leggi regionali che disciplinano il B&B, con requisiti che variano da regione a regione e spesso sono vincolati alla garanzia di un numero di anni minimo di attività.

 

 

Gentile Avvocato, ho da poco aperto un Bed & Breakfast e ho come ospiti alcuni studenti stranieri che vorrebbero trattenersi, volevo quindi sapere se esiste un massimo di tempo per ospitare una persona o posso ospitarla diciamo così a tempo indeterminato? Alfio da Pisa

Il problema fondamentale della disciplina che regola i B&B è l’assenza di una legge unica che  la contenga, in quanto la regolamentazione dettagliata è demandata elle leggi regionali. Per cui molto dipende dalla regione in cui si trova. In molte regioni questo aspetto è del tutto trascurato, c’è solo una definizione “saltuaria e stagionale” dell’attività che implica un esercizio non continuativo per tutto l’anno. In alcune regioni viene, però, stabilito un limite al periodo complessivo di attività nell’arco dell’anno, come in Emilia Romagna dove è limitato a 120gg o 500 pernottamenti (cioè ospiti) nell’anno solare, o in Piemonte e in Basilicata dove è fissato a 270gg (quest’ultima regione stabilisce, poi, anche un periodo minimo di 90gg). Tuttavia non mancano Regolamenti che espressamente prevedono una permanenza massima per ciascun ospite, non superiore a 30gg consecutivi per Molise, Campania, Marche ed Umbria, portati a 60gg in Calabria e fino ad un massimo di 90gg nel Lazio. Ne consegue che, al di fuori di queste regioni, l’unico limite al soggiorno di ciascun ospite è rappresentato dal periodo complessivo massimo di esercizio dell’attività in un anno.

 

Gentilissimo avvocato, che tipo di servizi può offrire un B&B? Si possono stipulare convenzioni con altre strutture, per esempio bar, ristoranti, palestre, piscine?

I servizi minimi che devono essere offerti da un B&B sono standard per tutte le regioni, e prevedono: a) un servizio di bagno anche coincidente con quello dell’abitazione, che diventa doppio quando le stanze sono più di una; b) pulizia quotidiana dei locali; c) fornitura e cambio della biancheria, compresa quella da bagno, ad ogni cambio di cliente e comunque due volte alla settimana; d) fornitura di energia elettrica, acqua calda e fredda e, ove necessario, il riscaldamento; e) cibi e bevande per la prima colazione, che nella maggior parte dei casi debbono essere confezionati, anche se in alcune regione come Trentino, Calabria e Marche c’è un’apertura, in alternativa, verso i prodotti tipici o di produzione propria. Nulla è statuito per quanto riguarda convenzioni con altre strutture per fornire servizi ulteriori.

 

                                                               Avv. Camilla Fiore

 

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