Documenti, autorizzazioni, avvisi e permessi che un locale deve esporre per essere in regola

NORMATIVA DI SETTORE

Secondo la legislazione italiana i pubblici esercizi debbono tenere esposte nel locale dell’esercizio, in luogo ben visibile al pubblico tutta una serie di documenti… Andiamo a vedere quali sono:
1) l’autorizzazione comunale che abilita all’esercizio dell’attività, ovvero la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA per comodità) nel caso di pubblici esercizi che hanno aperto in zone non soggette a programmazione comunale;
2) l’autorizzazione sanitaria rilasciata dalla competente ASL oppure, per le attività avviate più di recente la notifica  igienico sanitaria o la sopra indicata SCIA che, oggi, sostituisce sia l’autorizzazione comunale sia quella igienico- sanitaria;
3) pagamento diritti SIAE;
4) estremi di iscrizione alla Camera di Commercio (misura/certificato);
5) l’UTF (ex UTIF) per vendita alcolici e liquori.
All’interno di un pubblico esercizio che somministra bevande alcoliche deve essere affisso l’elenco delle stesse e dal 2010, a carico dei pubblici esercizi aperti oltre le ore 24 vi è pure l’obbligo di:
– installare almeno un apparecchio, a disposizione dei clienti, per la rilevazione del tasso alcolemico,
– esporre (all’entrata, all’interno e all’uscita del locale) le tabelle alcolometriche di cui al Decreto ministeriale del 30.08.2008 (che descrivono l’incidenza delle bevande alcoliche sul tasso alcolemico e i sintomi correlati),
– esporre apposito cartello che segnala il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche dalle ore 3,00 alle ore 6,00 antimeridiane (divieto che non si applica nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio e nella notte tra il 15 e il 16 agosto);
6) la denuncia dei giochi leciti nel bar (come carte, biliardo, calcio balilla…) e tabella comunale dei giochi proibiti, nonchè orario e costo singola partita per il gioco del biliardo;
7) eventuale permesso ministeriale per l’utilizzo di slot machine e altri giochi elettronici, con relativi ulteriori adempimenti espositivi dovuti alla presenza di apparecchi che consentono vincite in denaro;
8) eventuale licenza o patentino AAMS per la vendita dei tabacchi;
9) cartello indicante ”Vietato fumare”;
10) cartello indicante gli orari di apertura e chiusura del locale e cartello riportante il giorno di chiusura settimanale.
Il titolare di un pubblico esercizio può determinare gli orari di apertura e di chiusura del tutto liberamente. L’orario può essere differenziato (anche per ogni giorno della settimana) e l’esercente può stabilire uno o più giorni di chiusura. L’orario prescelto e l’eventuale giorno di chiusura vanno rispettati e resi noti al pubblico medianti cartelli, o altri mezzi idonei, affissi all’interno e all’esterno del locale. Anche la chiusura temporanea dell’esercizio (per esempio una chiusura per ferie) va comunicata al pubblico mediante un cartello ben visibile dall’esterno.
11) listino dei prezzi al pubblico riportante eventuali maggiorazioni per il servizio al tavolo o altro.
Questo listino deve essere visibile anche dall’esterno del locale o ne deve essere esposto un altro all’esterno. Gli esercizi che somministrano pasti, formati da una o più portate, mettono a disposizione dei clienti il menù (anche in questo caso che vi sia anche all’esterno o sia leggibile dall’esterno), con l’elenco delle consumazioni e dei prezzi praticati.
Nei listini vanno indicate, per ogni singola voce, le modalità di conservazione (ad es. prodotto congelato, surgelato, ecc.). L’assenza di quest’ultima indicazione comporta il deferimento all’autorità giudiziaria per il reato di frode in commercio, ai sensi dell’art. 515 del Codice penale, mentre la mancata esposizione dei prezzi, di listini e menù, comporta il pagamento di una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 154 a € 1.032.
Per i prodotti destinati alla vendita per asporto, esposti nelle vetrine, sul banco di vendita o in altro luogo visibile al pubblico si applicano le disposizioni vigenti in materia di pubblicità dei prezzi per la vendita al dettaglio, ovvero: è obbligatoria l’indicazione del prezzo unitario o per quantità (es. al litro/al chilo) se la tipologia di prodotto lo consente, va realizzato un Registro Unico degli Ingredienti da mettere a disposizione del pubblico contenente l’elenco (in ordine decrescente di quantità presente) degli ingredienti (composti) dei vari alimenti e con apposita indicazione degli allergeni eventualmente presenti. Se sulla confezione del prodotto messo in vendita il prezzo è presente e ben leggibile si considera già assolto l’obbligo di indicazione del prezzo. In caso di mancata indicazione dei prezzi, è previsto il pagamento di una multa di € 1.032,00, ai sensi dell’art. 22 del D.Lgs. n. 114/98.
12) eventuale permesso comunale per intrattenimenti danzanti e non, nel locale, con relativi pagamenti SIAE;
13) cartello con estratto degli articoli del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), nello specifico, degli artt. 101 del TULPS, nonché degli artt. 173, da 178 a 181 e 186 del Regolamento di esecuzione del TULPS;
Ovviamente vanno esposti tutti in maniera ben visibile o in apposite bacheche o leggi da parete, altrimenti il risultato è lo stesso della mancata esposizione, sanzioni salate, molto salate!

                                                                   Avv. Camilla Fiore

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