Equitalia: disegno di legge per una sanatoria dei debiti

746In questi giorni è stata presentata alla Camera una proposta di legge che consenta all’Equitalia di recuperare i crediti senza strozzare chi se la passa male con il fisco. Per ora si tratta solo di una proposta di legge, ma dalle caratteristiche molto interessanti, se dovesse diventare legge. Questo ddl (disegno di legge) è destinato a tutelare sia i semplici cittadini, che gli imprenditori ed i lavoratori autonomi. La tutela consiste nell’offrire all’interessato un piano di rientro, che sarà commisurato alle effettive difficoltà economiche riscontrate nel pagamento dei debiti con Equitalia. Non sarà più, però, l’Ente a decidere se accettare o meno il piano, come avviene oggi, ma sarà proprio Equitalia ad essere obbligata ad accettare il rientro: il piano dovrà includere una rateizzazione compatibile con le possibilità del debitore e potrà contenere lo stralcio di una parte del dovuto (una sorta di “sanatoria” parziale).

Come funzionerà.
Il meccanismo adottato dal ddl è destinato a due diverse tipologie di contribuenti: come recita l’art. 2, a quelli in “grave difficoltà finanziaria”, ossia con oltre la metà dei debiti precedenti al 2010; e a quelli in “momentanea difficoltà finanziaria” ovvero con oltre la metà dei debiti precedenti al 2012.
I debiti concernono sia i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate che il mancato versamento dei contributi previdenziali.

Equitalia dovrà formulare una proposta di definizione del debito a saldo e stralcio e dovrà trasmetterla per via telematica (tramite pec) prima al contribuente e poi all’Agenzia delle Entrate e all’Inps, entro rispettivamente, il 30 aprile e il 31 maggio dell’anno successivo all’entrata in vigore della legge.
Il contribuente, dal canto suo, dovrà comunicare la propria accettazione (sempre a mezzo pec), all’agente della riscossione entro il 31 luglio successivo.
La proposta di Equitalia dovrà riguardare l’intero debito del contribuente e dovrà definire a saldo e stralcio la situazione pendente.

Per i contribuenti in grave difficoltà il piano dovrà contenere:
– il pagamento integrale dell’Iva eventualmente dovuta;
– il pagamento integrale dei contributi eventualmente dovuti;
– il pagamento del 75% dei tributi (dunque lo stralcio del 25% degli stessi);
– lo stralcio integrale delle sanzioni, degli interessi e dell’aggio di riscossione.
Per i contribuenti in momentanea difficoltà il trattamento è lo stesso per sanzioni, interessi e aggio, ma lo stralcio dei tributi si limita allo 0,5%.

L’art. 5 del ddl, inoltre, prevede modalità di versamento dilazionato degli importi a saldo e stralcio.
Le rate sono previste nella seguente misura:
– 8 rate trimestrali pagabili in 24 mesi, per i debiti inferiori a 50.000 euro;
– 12 rate trimestrali pagabili in 36 mesi, per i debiti superiori a 50.000 euro.

Se diverrà legge le disposizioni in essa contenute si applicheranno anche ai debiti iscritti a ruolo già oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta. Le modalità di attuazione del meccanismo di definizione delineato nel testo sono specificamente rinviate ad apposita circolare che dovrà essere emanata dall’Agenzia delle Entrate, d’intesa con l’Inps, entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Avv. Camilla Fiore

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