Giochi on line

NORMATIVA DI SETTORE

Facendo seguito all’articolo pubblicato qualche mese fa sulla liberalizzazione del Wi Fi nei locali pubblici, corre l’obbligo di una importante precisazione.
La proclamazione della libertà della rete nei pubblici esercizi non deve ingenerare l’erroneo convincimento che i computer offerti in libero uso all’utenza siano “sdoganati” in tutto e per tutto.
La libertà di fornitura del Wi Fi ai clienti ha, infatti, liberato gli esercenti dall’obbligo di previa registrazione degli stessi e li ha in parte de-responsabilizzati in quanto a loro non può essere imputato il sito che l’avventore visita, o il contenuto delle comunicazioni che inoltra e riceve con i suoi personali dispositivi. Allorquando, invece, il computer sia messo a disposizione dall’esercente, scatta sempre l’obbligo di renderlo tecnicamente conforme alle disposizioni di legge (ovvero renderlo inidoneo al gioco on line).
Il pubblico esercente può, infatti, mettere a disposizione della clientela la rete WI FI e può anche concedere in comodato d’uso dei pc all’utenza, con l’onere, però, di “inibire” il computer al collegamento a siti di gioco (legali o illegali), in quanto, altrimenti, violerebbero il divieto espresso introdotto dalla legge Balduzzi (Legge n.189/2012 entrata in vigore il 1° gennaio). All’art. 3-quater, infatti, si legge: “e’ vietata la messa a disposizione, presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità”.
Questo, in quanto in merito all’installazione di giochi leciti nel contesto degli esercizi commerciali esiste una normativa ben dettagliata sia per quanto riguarda il rilascio di titoli autorizzatori, che per quanto riguarda la tipologia, le caratteristiche, la quantità di apparecchi da istallare e le modalità di gestione degli stessi.
La disciplina degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS (Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza), ovvero slot (AWT) e videolotterie (VLT) è di competenza dell’ Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), mentre ad altre autorità come Comuni e Questure spetta una competenza residuale in attività di carattere autorizzativo, operativo e gestionali.

I titolari di esercizi commerciali già muniti di licenza comunale ai sensi dell’art. 86 TULPS (alberghi, locande e pensioni, trattorie osterie e ristoranti, caffè enoteche e bar)  non necessitano di altre autorizzazioni per l’istallazioni di AWT, mentre se intendono istallare anche VLT devono fare richiesta alla Questura di un ulteriore titolo autorizzatorio ai sensi dell’art. 88 TULPS.
Gli esercenti che abbiano istallato AWP o VLT sono poi tenuti ad alcuni adempimenti obbligatori:
– esposizione del  Nulla Osta alla Distribuzione (NOD) in copia conforme all’originale, del Nulla Osta alla messa in Esercizio (NOE) e dell’Attestato di conformità entrambi in originale;
– esposizione di loghi o scritte che mettano in evidenza che il gioco è riservato solo a persone maggiorenni;
– indicazione delle percentuali di vincita offerte dai giochi;
– esposizione dei nuovi loghi di AAMS e gioco responsabile e sicuro;
– esposizione tabella dei giochi proibiti;
– applicazione sugli apparecchi AWT di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincite in denaro, le stesse formule devono essere invece riportate su apposite targhe esposte nelle aree ovvero nelle sale in cui sono installati VLT;
– esposizione, all’ingresso e all’interno dei locali, del materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura e al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate al gioco.
Per quanto concerne gli apparecchi da gioco, in quanto disciplinati dall’art. 110 comma 6 lett. a del TULPS devono:
– essere obbligatoriamente collegati in rete;
– essere presente insieme all’elemento dell’aleatorietà anche l’abilità del giocatore;
– la durata min. della partita deve essere di 4 secondi;
– devono essere attivabili con monete metalliche non superiori ad 1 euro;
– possono distribuire vincite in danaro non superiori a 100 euro erogate direttamente dalla macchina in monete metalliche;
– devono essere muniti di sigilli che ne garantiscano l’immodificabilità;
– non possono assolutamente riprodurre il gioco del poker ne le sue regole fondamentali;
– le vincite su un ciclo di 140.000 partite devono risultare superiori al 75% delle somme giocate.
Esiste, poi, una condizione minima di istallabilità: trattasi di riservare una superfice minima di ingombro pari ad almeno 2 mq per ogni singolo apparecchio AWP da applicarsi in tutte le tipologie di esercizi autorizzati. Tale superficie è da considerarsi come l’area effettiva in cui è compreso l’apparecchio e lo spazzio antistante necessario ad un corretto accesso al gioco. Si tratta di una prescrizione finalizzata ad evitare la collocazione indiscriminata di apparecchi e a rendere più agevoli i controlli relativi alla presenza dei nulla osta.
Il numero di apparecchi istallabili, sia AWP che VLT, è da calcolarsi, invece, in considerazione della tipologia dell’ esercizio commerciale e della dimensione dello stesso:
– per bar, caffè, circoli con licenza di somministrazione di bevande: da 15 a 29 mq. di somministrazione, max 1 apparecchio; da 30 a 99 mq, max 2; da 100 a 149 mq, max 3;
– per ristoranti: da 30 a 59 mq di somministrazione, max 1 apparecchio; da 60 a 199 mq, max 2; da 200 a 299 mq, max 3;
– per alberghi : da 20 a 39 camere, max 1 apparecchio; da 40 a 59 camere, max 2; da 60 a 79 camere, max 3; da 80 a 199 camere, max 4; da 101 a 199 camere, max 4; da 200 a 299 camere, max 5; da 330 camere e oltre, max 6;
– per stabilimenti balneari: da 1000 a 1999 mq di somministrazione, max 1 apparecchio; da 2000 a 2500 mq, max 2; da 2501 a 4999 mq, max 2; da 5000 a 7499 mq, max 3.

 

                                                            Avv. Camilla Fiore

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