Il contratto di albergo e le responsabilità dell’albergatore.

NORMATIVA DI SETTORE

La legge italiana non disciplina espressamente il “contratto di albergo”: non se ne trova menzione, infatti, né nel codice civile né nelle leggi speciali.Si tratta pertanto di un contratto formalmente atipico definito come il contratto con cui l’albergatore, dietro corrispettivo di un prezzo, si obbliga a fornire al cliente una unità abitativa arredata e tutti i servizi, necessari o eventuali (lavanderia, riassetto della camera, somministrazione di pasti, uso del telefono e di apparecchi radiotelevisivi, ecc.), che consentano un soggiorno in locali organizzati a tale scopo.
Non è obbligatoria la forma scritta anche se ragioni di opportunità pratica la rendono preferibile.
La nozione e le regole del contratto d’albergo si estendono a tutte le strutture ricettive, indipendentemente dalla terminologia usata per i vari tipi (hotel, villaggio turistico, motel, campeggio, rifugio alpino, affittacamere, bed & breakfast, beauty farm, ecc.).

Obblighi delle parti

Obblighi dell’albergatore
Gli obblighi che l’albergatore assume con questo contratto sono:
1. la fornitura dell’alloggio e dei servizi accessori necessari (come la pulizia e il riassetto della camera) e degli altri servizi dedotti in contratto (ad es. somministrazione dei pasti).
2. l’utilizzo degli spazi comuni e di tutti i servizi offerti dalla struttura dell’hotel (si pensi ad esempio agli alberghi con piscina o con centro benessere);
3. la consegna dell’alloggio in buono stato di manutenzione e il mantenimento della stessa in stato tale da servire all’uso convenuto (art. 1575 e 1576 c.c.), garantendo per la mancanza di vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito (art. 1578 c.c.)
4. obbligo di custodia delle cose appartenenti ai clienti portate o consegnate in albergo (artt. 1783 ss. c.c ).
5. divieto di apportare variazioni al contenuto del contratto e alle modalità convenute se il cliente non le ha autorizzate (art. 1659 c.c.).
6. obblighi di protezione, che possono farsi risalire agli articoli 1175 (comportamento secondo correttezza) e 1375 (buona fede contrattuale), indicandosi con tale espressione l’obbligo, per l’albergatore, di garantire la sorveglianza, l’igiene, e la sicurezza dei luoghi ove si svolge il servizio, nel rispetto delle normative vigenti e quindi di garantire la sicurezza e l’incolumità fisica del cliente. Si ritiene così, ad esempio responsabile l’albergatore per i danni subiti dal cliente a causa dell’illuminazione non funzionante e della mancanza di punti di appoggio lungo le scale; o per i danni causati da un pavimento sconnesso; o, ancora, per i danni subiti dal cliente scivolato nel vano doccia privo di box, maniglie e tappetini antisdrucciolo. L’albergatore è esonerato, totalmente o parzialmente, da tale responsabilità se l’evento dannoso è causato dalla condotta negligente del cliente o se a tale negligenza vi ha concorso.
Si può però escludere l’obbligo di sorveglianza sulle attività dei clienti al fine di dissuaderli dal tenere un comportamento pericoloso.
La ratio della responsabilità dell’albergatore in commento è data dal fatto che il viaggiatore entra in una struttura all’interno della quale non può esercitare alcuna forma di controllo. Egli ha diritto al risarcimento poiché non è in grado di salvaguardare da pericoli se stesso e i propri beni, non si trova nella propria abituale abitazione dove ha eventualmente collocato dispositivi idonei a preservarlo da furti e danneggiamenti. In sostanza il cliente si è completamente affidato ad un altro soggetto, l’albergatore, che dovrà comportarsi in modo da garantirgli un soggiorno sicuro. Il verificarsi di eventi dannosi si presume che derivi da una mancanza o da un difetto dell’organizzazione predisposto dall’albergo e va perciò necessariamente a lui imputato prescindendo dalla sua colpa e dal suo comportamento.
L’albergatore ha poi l’obbligo di contrarre con chiunque ne faccia richiesta, con esclusione di qualsiasi comportamento discriminatorio. Il rifiuto è legittimo solo in mancanza di alloggi disponibili e nel caso di mancanza, da parte del cliente, di documenti idonei all’identificazione. L’albergatore, infatti, ha l’obbligo di conservare una scheda riportante le generalità del cliente e di trasmettere copia all’autorità di pubblica sicurezza (art. 109 T.U.L.P.S.)

Obblighi del cliente
1. Il cliente ha l’obbligo di pagare il corrispettivo, a meno che il pagamento non avvenga tramite agenzia o tramite altra azienda o persona;
2. ha l’obbligo di occupare e rilasciare i locali occupati nel termine stabilito; se libera la camera in ritardo dovrà corrispondere il corrispettivo anche per il periodo di ritardo, salva la possibilità di risarcire all’albergo il maggior danno consistente nella più alta tariffa che l’albergatore avrebbe ottenuto da altra persona (art. 1591 c.c.).
3. è tenuto al rispetto dei locali nei quali è alloggiato, che non vanno danneggiati (art. 1587 e 1588 del c.c.) utilizzando la struttura con diligenza nel rispetto dei regolamenti interni (ad es. in molti alberghi è fatto divieto di svolgere determinate attività, come lo stirare, farsi da mangiare in hotel, ricevere ospiti in camera ecc.);
4. è tenuto al rispetto degli spazi comuni (hall, bar, ristorante)
5. deve custodire le cose con la diligenza del buon padre di famiglia a lui consegnate o che trova in camera (si pensi alla chiave della stanza o agli asciugamani da usare in piscina o agli apparecchi radiotelevisivi che trova in camera) e può servirsene solo per l’uso a cui sono destinati (art 1804 c.c.), restituendole alla partenza (art. 1809 c.c.).
6. deve restituire l’alloggio all’albergatore nello stato medesimo in cui l’ha ricevuta (art. 1590 c.c.).
Per quanto riguarda il pagamento, va ricordato che secondo quanto disposto dall’art 2760 c.c. per i crediti verso i clienti, l’albergatore gode di un privilegio sulle cose portate in albergo (per esempio il bagaglio, l’autovettura introdotta nel parcheggio dell’albergo, i valori consegnati in deposito, ecc.), sulle quali può esercitare un diritto di ritenzione anche in pregiudizio di eventuali diritti vantati da terzi; su di esse ha come si dice, diritto di preferenza agli altri eventuali creditori del cliente. Tale credito, tuttavia, si prescrive con il decorso di sei mesi (art. 2954 c.c.). Si tratta di prescrizione relativa: l’albergatore può sempre dimostrare che il pagamento non è avvenuto. Naturalmente l’onere della prova, in questo caso, è a suo carico.

La responsabilità dell’albergatore secondo il codice civile
L’Art.1783 dispone che gli albergatori sono responsabili di ogni deterioramento, distruzione o sottrazione delle cose portate dal cliente in albergo.
Sono cose portate in albergo:
– le cose che vi si trovano durante il tempo nel quale il cliente dispone dell’alloggio,
– le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia, fuori dell’albergo, durante il periodo di tempo in cui il cliente dispone dell’alloggio,
– le cose di cui l’albergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono la custodia sia nell’albergo, sia fuori dell’albergo, durante un periodo di tempo ragionevole, precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dell’alloggio.
Tale responsabilità è limitata al valore di quanto sia deteriorato, distrutto o sottratto, sino all’equivalente di 100 volte il prezzo di locazione dell’alloggio per giornata.
Al contrario la responsabilità dell’albergatore è illimitata sulla base di quanto disposto dall’Art.1784 del cc, per le cose consegnategli in custodia e per quelle di cui ha illegittimamente rifiutato la custodia. L’albergatore, infatti, è obbligato ad accettare in custodia le carte-valori, il danaro contante e gli oggetti di valore. egli può rifiutarsi sono se si tratta di oggetti pericolosi.
Quando invece, la deteriorazione, la distruzione o la sottrazione siano dovuti al cliente, a forza maggiore o alla natura stessa della cosa, l’albergatore non può essere ritenuto responsabile.

                                                                      Avv. Camilla Fiore

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