Istallazione impianti audiovisivi sui luoghi di lavoro

NORMATIVA DI SETTORE

La possibilità di impiantare sistemi audiovisivi sul luogo di lavoro è disciplinata dall’art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300, secondo cui possono essere installati, previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, con la commissione interna, gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro e non ai fini di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.
Nel caso di mancato accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando ove  occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.
Successivamente all’istanza del datore di lavoro, infatti, la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) invia presso l’azienda un ispettore il quale, attraverso un sopralluogo, valuta la conformità e le caratteristiche del sistema, rilasciando o meno l’autorizzazione alla sua installazione o messa in uso.
Contro i provvedimenti dell’Ispettorato del lavoro, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
La procedura di rilascio dell’autorizzazione non è stata oggetto di ulteriore disciplina, ma il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rilevando che le richieste di autorizzazioni hanno visto un aumento crescente negli ultimi anni, anche in conseguenza dell’aumento della criminalità, e soprattutto nei piccoli esercizi commerciali, i quali non hanno rappresentanza sindacale, ha evidenziato il notevole impegno di risorse ispettive per queste procedure di verifica. Ispettori che vengono distolti all’attività principale delle Direzioni periferiche del Ministero del lavoro e cioè al contrasto dei fenomeni di lavoro nero, irregolare e nel controllo del rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Proprio per arginare questo utilizzo spropositato di ispettori, il Ministero ha, quindi, fornito alcune indicazioni volte a semplificare ed uniformare, a livello nazionale, le modalità operative degli uffici territoriali sul rilascio dei provvedimenti autorizzatori. In pratica, al fine di limitare l’utilizzo degli ispettori per questa procedura e per agevolare l’installazione di impianti di controllo relativi alla sicurezza, viene prevista la possibilità autorizzatoria da parte delle DTL senza l’accertamento tecnico preventivo dello stato dei luoghi, dichiarando, con nota circolare del 16 aprile 2012, tale accertamento sostanzialmente ininfluente ai fini del rilascio dell’autorizzazione.
Molto importante, quindi, saranno le specifiche dell’impianto tecniche ed il posizionamento delle telecamere, risultanti dalla documentazione prodotta dal datore di lavoro che diventa, per i profili tecnici, parte integrante del provvedimento autorizzatorio.
Altra verifica riguarda l’effettiva sussistenza delle esigenze organizzative e/o produttive. La nota ministeriale evidenzia gli elementi fondamentali alla determinazione autorizzatoria da parte della Direzione territoriale del lavoro:
1) dovrà essere rispettata la disciplina dettata dal decreto legislativo n. 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali) e dai successivi provvedimenti del Garante per la Protezione dei dati personali, in particolare il Provvedimento dell’8 aprile 2010 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010);
2) dovrà essere rispettata tutta la normativa in materia di raccolta e conservazione delle immagini;
3) prima della messa in funzione dell’impianto, l’azienda dovrà dare apposita informativa scritta al personale dipendente in merito all’attivazione dello stesso, al posizionamento delle telecamere ed alle modalità di funzionamento e dovrà informare i clienti con appositi cartelli;
4) l’impianto, che registrerà solo le immagini indispensabili, sarà costituito da telecamere orientate verso le aree maggiormente esposte ai rischi di furto e danneggiamento (limitando l’angolo delle riprese ed evitando, quando non indispensabili, immagini dettagliate), l’eventuale ripresa di dipendenti avverrà esclusivamente in via incidentale e con criteri di occasionalità;
5) all’impianto non potrà essere apportata alcuna modifica e non potrà essere aggiunta alcuna ulteriore apparecchiatura al sistema da installare, se non in conformità al dettato dell’articolo 4 della Legge n. 300 del 70 e previa relativa comunicazione alla Direzione territoriale del lavoro;
6) le immagini registrate non potranno in nessun caso essere utilizzate per eventuali accertamenti sull’obbligo di diligenza da parte dei lavoratori né per l’adozione di provvedimenti disciplinari;
7) in occasione di ciascun accesso alle immagini (che di norma dovrebbe avvenire solo nelle ipotesi di verificazione di atti criminosi o di eventi dannosi), la ditta dovrà darne tempestiva informazione ai lavoratori occupati;
8) i lavoratori potranno verificare periodicamente il corretto utilizzo dell’impianto.
Occorre ricordare che le sanzioni previste per l’inosservanza delle disposizioni in materia di apparecchi di controllo (art. 4 e 38 L. 300/70; artt. 114 e 171 D.lgs 196/2003), a meno che il fatto non costituisca un reato più grave, prevedono la comminazione di un’ammenda da euro 154 a euro 1.549, oppure l’arresto da 15 giorni ad un anno.
Nei casi più gravi le pene sono applicate congiuntamente ed inoltre, qualora la pena dell’ammenda sia inefficace, il giudice può quintuplicarla.
Per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di videosorveglianza è invece prevista la sanzione amministrativa, da euro 30.000 a euro 180.000 (art. 162, comma 2 ter D.Lgs 196/2003).

TABELLA RIEPILOGO DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DOMANDA PRESSO LA DIREZIONE TERRITORIALE
– documentazione  atta a  dimostrare la motivazione oggetto della domanda;
– dichiarazione del titolare dell’impresa che si impegna ad informare i clienti e i dipendenti  , attraverso l’affissione di appositi cartelli ,dell’installazione  del sistema audiovisivo;
– copia accordo sindacale  con consenso  all’installazione dell’impianto;
– documentazione delle caratteristiche tecniche dell’impianto;
– planimetria dei locali;
– numero, posizionamento delle telecamere  e angoli di ripresa;
– dichiarazione che l’apparecchiatura di registrazione dell’impianto sarà custodita in modo appropriato ( ad esempio cassetta chiusa a chiave, strumenti protetti da password ecc.);
– dichiarazione del datore di lavoro che le immagini non saranno utilizzate al fine di adottare provvedimenti disciplinari a carico dei dipendenti.

 

                                                                  Avv. Camilla Fiore

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