La mediazione civile obbligatoria

NORMATIVA DI SETTORE

La legge di conversione del c.d. decreto “milleproroghe” (L. 23 febbraio 2011, n. 10) conferma l’entrata in vigore, il 21 marzo prossimo, della mediazione civile (D. Lgs. 28/2010) che sarà obbligatoria per alcune materie civili quali: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni derivanti da circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, con la previsione del rinvio di un anno per le sole controversie in materia di condominio e sinistri stradali.

Le controversie che dovessero insorgere in queste materie, quindi, prima di finire davanti ad un Giudice, dovranno essere oggetto di una mediazione innanzi ad appositi Organi pubblici o privati, a pena di improcedibilità della domanda giudiziale, che null’altro vuol dire se non che il Giudice non può far procedere il giudizio se non viene prima tentata la mediazione.

Tuttavia, la facoltà di usufruire della procedura di mediazione è esercitabile per tutte le controversie di diritto civile e commerciale che riguardano diritti disponibili, infatti è fatto obbligo all’avvocato di informare sempre l’assistito della possibilità di avvalersi di questo strumento anche quando esso non è obbligatorio, nonché dei vantaggi fiscali che sono ad esso collegati.

Come si svolge la mediazione?

La domanda di mediazione viene presentata presso gli Enti pubblici o privati (anche i Consigli dell’Ordine degli Avvocati) che hanno costituito al loro interno degli appositi Organismi di mediazione, iscritti in un registro presso il Ministero della Giustizia. Sarà poi il responsabile dell’Organismo a nominare un mediatore il quale, incontrerà le parti, ne ascolterà le ragioni e tenterà una conciliazione al fine di far loro raggiungere un accordo amichevole, in mancanza, sarà lui a formulare una proposta di risoluzione della controversia. Se la mediazione si conclude con successo, l’accordo raggiunto tra le parti, o la proposta del mediatore accettata dai litiganti, una volta ricevuta l’omologazione dal Presidente del Tribunale, avrà gli effetti di una sentenza. Se il procedimento di mediazione fallisce, si potrà svolgere un giudizio ordinario innanzi al Giudice competente.

I vantaggi…

I vantaggi di questo strumento si hanno:

– in termini di tempo, in quanto l’intero procedimento ha una durata non superiore ai quattro mesi;

– in termini economici, in quanto tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura, così come il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di 50.000,00 euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.

Sono poi previste delle agevolazioni fiscali, infatti le indennità dovute agli Organismi di conciliazione per lo svolgimento della procedura, che sono divisi tra le parti, danno diritto ad un credito d’imposta che, in caso di successo della mediazione sarà commisurato all’indennità stessa fino a concorrenza di euro 500,00, in caso di insuccesso sarà ridotto alla metà.

Le indennità dovute al mediatore sono stabilite dal decreto del Ministro della giustizia per gli organismi di mediazione pubblici. Gli organismi di mediazione privati possono stabilire liberamente gli importi, ma le tariffe devono essere approvate dal Ministro della giustizia.

La mediazione è gratuita per i soggetti che nel processo beneficiano del gratuito patrocinio: in tal caso all’organismo non è dovuta alcuna indennità.

– in termini pratici, in quanto con la presenza di un terzo neutrale che favorisce la comunicazione, le parti hanno la possibilità di superare l’occasionale motivo del contendere, di capire le ragioni dell’altro e di giungere, attraverso il reciproco riconoscimento, alla formazione di accordi vantaggiosi per tutte le parti.

…e gli svantaggi

Gli svantaggi hanno la stessa natura dei vantaggi, ovvero:

– in ordine di tempo, se la conciliazione non riesce, si allungano di ulteriori 4 mesi i tempi già lunghi della giustizia;

– economicamente, sempre nel caso di fallimento, si ha un aggravio delle spese da sostenere perché a quelle di giudizio si aggiungono quelle della mediazione;

– dal punto di vista pratico, va osservato che nel nostro Ordinamento sono già previsti diversi strumenti alternativi alla giurisdizione come la conciliazione, l’arbitrato ecc. e il loro scarso utilizzo da parte dei cittadini, o il loro frequente insuccesso, è dovuto alle enormi difficoltà di raggiungere un pacifico accordo tra due parti che litigano al punto da trascinarsi in Tribunale, per cui la procedura di mediazione resa obbligatoria, rischia di risolversi in un percorso ad ostacoli nell’accesso alla giurisdizione, con un aumento di oneri e costi per ottenere risposta alla domanda di giustizia.

 

 

                                                               Avv. Camilla Fiore

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