Le novià’ per le imprese e non solo…

DECRETO DEL FARE

IL DECRETO “DEL FARE”: LE NOVITA’ PER LE IMPRESE E NON SOLO.

Il 21 giugno 2013 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dl 69/13, anche detto decreto “del fare”, un provvedimento di oltre ottanta articoli che introducono alcune importanti novità di tipo economico per le piccole e medie imprese ma non solo.

Iniziando dai provvedimenti diretti alle imprese, è da segnalare:
1) un più facile accesso al fondo di garanzia delle piccole e medi emprese (Pmi).
Per riattivare il circuito del credito, il decreto prevede il potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia, per consentire l’accesso a una platea molto più ampia di piccole e medie imprese. A questo scopo, in particolare, si dispone la revisione dei criteri di accesso per il rilascio della garanzia che allargherà notevolmente la platea delle imprese che potranno utilizzare il Fondo ed è stato programmato un cospicuo rifinanziamento, in sede di Legge di Stabilità, che consentirà di attivare credito aggiuntivo per circa 50 miliardi.
2) 5 miliardi per l’acquisto di nuovi macchinari.
Le Pmi potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo. Tali finanziamenti saranno concessi entro il 31 dicembre 2016 da banche convenzionate e avranno durata massima di 5 anni e per un valore non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa.
3) limiti di impignorabilità per le imprese.
Per quanto riguarda le imprese, i limiti alla pignorabilità già presenti nel codice di procedura civile per le ditte individuali ( ovvero pignorabilità fino a un quinto di strumenti, oggetti e libri strumentali all’esercizio dell’impresa, professione, arte o mestiere) sono estesi alle società di capitale e più in generale alle società dove il capitale prevalga sul lavoro. Inoltre il pignoramento di tali beni opera solo in via residuale, quando cioè non vi sono altri beni da pignorare in azienda.

Tuttavia anche altre disposizioni, dirette genericamente ai cittadini, risultano rilevanti per chi svolge un’attività d’impresa. Tra queste è da segnalare:
1) l’impignorabilità della prima casa.
Per chi ha debiti con il fisco fino a 120 mila euro non sarà più possibile pignorare la prima casa, a meno che non sia “di lusso”. Più precisamente, se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli). Per tutti gli altri immobili, il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l’esproprio dell’immobile, è stato innalzato da 20mila a 120mila euro.
Inoltre, l’esecuzione dell’esproprio può essere resa effettiva non prima di 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, mentre in passato erano sufficienti 4 mesi.
2) la riscossione più “tenera”.
Secondo le norme già in vigore, la società di riscossione Equitalia può concedere al debitore una dilazione dei pagamenti per l’estinzione del debito fino a 72 rate mensili e, in caso di peggioramento delle condizioni economiche del debitore, una dilazione per ulteriori 72 rate mensili. Tale accordo di rateizzazione decade se il debitore non effettua il pagamento di due rate consecutive.
La nuova norma varata  prevede che sia la prima sia la seconda dilazione di pagamento possono essere aumentate, fino a un massimo di 120 rate mensili. L’estensione è concessa a condizione che sia accertata una grave situazione di difficoltà del contribuente non dovuta a sue responsabilità e legata alla crisi economica tale da rendere impossibile il rispetto del piano ordinario.
Inoltre, il numero di rate non pagate che determinano la decadenza dell’accordo di rateizzazione è aumentato a 8 rate anche non consecutive, per dare, così una buona mano alle imprese (soprattutto le piccole) in difficoltà con la liquidità a disposizione.
3) la multa alle Pubbliche Amministrazioni che ritardano.
Viene introdotto un indennizzo monetario a carico delle P.A. in ritardo nella conclusione dei procedimenti amministrativi. Se il titolare del potere sostitutivo (cioè chi subentra al funzionario ‘ritardatario’) non conclude la procedura, scatta un risarcimento pari a 50 euro al giorno fino a un massimo di 2.000 euro. Se non liquidata, la somma può essere chiesta al giudice  amministrativo con una procedura semplificata.
4) le date uniche
Il decreto importa anche nel nostro Paese il meccanismo delle date uniche, già in vigore in altri Stati europei. Tutti gli atti normativi del governo e i regolamenti che introducono oneri, cioè adempimenti burocratici a carico di cittadini e imprese, avranno efficacia a partire da due date prestabilite: il 1° gennaio e il 1° luglio. In pratica uno stop alle tante date (sempre diverse) da segnare in calendario per ricordarci quando e cosa pagare al fisco. Da ora in poi saranno solo due giorni a segnare l’appuntamento degli italiani con l’erario per tutte le norme stabilite fino a quel momento (salvo la possibilità di derogare in norme successive).
5) Wi-fi libera come in Europa
E’ stata inoltre prevista la liberalizzazione dell’accesso ad Internet, come avviene in molti Paesi europei. Resta però l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità mediante l’identificativo del dispositivo utilizzato. L’offerta ad internet per il pubblico sarà  libera e non richiederà più l’identificazione personale dell’utilizzatore. Si tratta in realtà dell’ufficializzazione di una liberalizzazione che, come evidenziato in un precedente articolo sull’argomento, era già avvenuta per il venir meno, con il decreto “milleproroghe” del 2010 dell’obbligo di identificazione e registrazione dei fruitori del servizio di connessione ad internet.

 

                                                             Avv. Camilla Fiore

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