Le nuove regole per la fatturazione

NORMATIVA DI SETTORE

In attuazione della Direttiva 2010/45/UE (cosiddetta seconda “Direttiva fatturazione” dopo la prima del 20.12.2001 n. 2001/115/CE), dal primo gennaio 2013 sono state introdotte anche in Italia nuove regole a modifica della disciplina IVA in materia di fatturazione, modificando sia il DPR n. 633/1972 (Decreto IVA) sia il D.L. n. 331/1993 (Decreto sugli scambi intracomunitari) ed altre norme collegate. Il recepimento della suddetta direttiva comunitaria è stato inserito all’interno della Legge di Stabilità 2013 (Legge 228/2012) nei commi da 324 a 335 dell’art. 1.

Le principali novità.
OBBLIGO GENERALIZZATO DI INDICARE LA PARTITA IVA E/O IL CODICE FISCALE DEL CLIENTE: dal 01.01.2013 è obbligatorio indicare sempre la partita IVA del cliente (se soggetto passivo nazionale) o il codice fiscale (se il cliente agisce in veste di privato consumatore) o il codice identificativo comunitario (se il cliente è soggetto passivo in altro stato UE). Precedentemente l’obbligo sussisteva solo se il cliente era debitore dell’IVA (reverse charge) o se si trattava di soggetto passivo intracomunitario.
FATTURA DIFFERITA ANCHE PER I SERVIZI NAZIONALI: Viene introdotta anche per le prestazioni di servizi la possibilità di emettere la fattura “differita” entro il giorno 15 del mese successivo, per tutte le operazioni effettuate verso un medesimo cliente nel mese solare precedente. La possibilità era già prevista per le cessioni di beni risultanti da documento di trasporto; ora per le prestazioni di servizi, data l’inesistenza di un d.d.t., viene previsto che le stesse siano individuabili attraverso idonea documentazione.
LA FATTURA SEMPLIFICATA: con il nuovo art. 21-bis del decreto IVA viene introdotta la “Fattura semplificata”. Questa nuova modalità di fatturazione potrà essere utilizzata solo nel caso in cui l’importo complessivo (IVA inclusa) non superi i 100 euro (con proprio Decreto il Ministero dell’Economia e delle Finanze può aumentare l’importo fino a 400 euro, ovvero eliminare totalmente il limite, per specifici settori di attività o tipologia di soggetti per i quali sia particolarmente difficoltoso emettere le fatture ordinarie).
La fattura semplificata può essere utilizzata anche per le rettifiche di cui all’art. 26 (Variazioni dell’imponibile o dell’imposta), a prescindere dall’importo, indicando il riferimento alle fatture originarie; viene espressamente qualificata come “fattura rettificativa”, termine che sostituisce quelli abitualmente utilizzati di “nota di addebito” e “nota di accredito”.
Le semplificazioni previste consistono:
a) nel poter indicare, invece di tutti i dati anagrafici del cliente, la sola partita IVA (se il cliente è soggetto passivo nazionale) o il codice fiscale (se agisce in veste di privato consumatore) ovvero il numero di identificazione comunitario (se il cliente è soggetto passivo in altro stato UE);
b) nella possibilità di indicare solo il totale del documento (come nelle ricevute fiscali) con indicata l’IVA contenuta nel prezzo (ad esempio: IVA inclusa € …. ; di cui IVA € ….), ovvero indicando gli elementi necessari per calcolarla (ad esempio: IVA inclusa al 21%). Sarà cura del cliente determinare l’imponibile e l’imposta per la registrazione sul registro acquisti;
c) nel poter indicare in modo generico la “descrizione dei beni ceduti e dei servizi prestati”, in luogo dell’obbligo di indicare la “natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione”, previsto invece per le fatture ordinarie.
Tuttavia non è possibile ricorrere all’uso della fattura semplificata per le cessioni intracomunitarie non imponibili di cui all’art. 41 del D.L. 331/1993 e per le cessioni di beni e prestazioni di servizi non soggette ad IVA, in quanto non territoriali in Italia, effettuate nei confronti di soggetto passivo comunitario che sia debitore dell’imposta nel suo paese (reverse charge), oggi previste dal nuovo art. 21, c. 6-bis, lett. a) del decreto IVA.
FATTURE EMESSE CON IL REGISTRATORE DI CASSA: con la modifica dell’art. 1 della Legge 18/1983, dal primo gennaio 2013 le fatture, sia ordinarie sia semplificate, potranno essere emesse anche attraverso i registratori di cassa. Le fatture emesse con il misuratore fiscale dovranno riportare sempre la partita Iva o il codice fiscale del destinatario come già avviene con lo scontrino parlante. Occorrerà naturalmente utilizzare misuratori adeguatamente predisposti e attendere il previsto Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che stabilisca i dati che devono essere obbligatoriamente presenti in queste particolari fatture.
NUOVI OBBLIGHI DI EMISSIONE DELLA FATTURA E DI ANNOTAZIONE NEI CASI IN CUI NON C’E’ ADDEBITO DI IVA: il nuovo obbligo di emissione riguarda le fatture verso soggetti passivi comunitari, debitori d’imposta nel loro stato, per tutte le operazioni non territoriali in Italia ex artt. da 7 a 7-septies (e non solo quelle dell’art. 7-ter come in precedenza) e per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dall’Unione Europea (extra-UE). Inoltre non c’è più l’obbligo di indicare nella fattura la norma di legge che prevede l’esenzione, l’esclusione, la non rilevanza o la non imponibilità, ma è necessario inserire delle annotazioni di cui occorre rispettare scrupolosamente la terminologia e non utilizzare terminologie non coerenti con la norma di legge prevista.
Le annotazioni previste sono:
– per le operazioni non imponibili ex artt. 8, 8-bis, 9 e 38-quater, va riportata l’annotazione “operazione non imponibile”;
– per operazioni esenti ex art. 10, ad eccezione di quelle indicate al n. 6 (operazioni relative all’esercizio del lotto, lotterie nazionali, giochi di abilità e concorsi pronostici riservati allo Stato, ecc.), va riportata l’annotazione “operazione esente”;
– per le cessioni di beni e prestazioni di servizi, fuori campo Iva perché non territoriali, effettuate nei confronti di soggetti passivi UE debitori d’imposta nel loro stato, va riportata l’annotazione “inversione contabile”;
– per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi non territoriali in Italia, effettuate nei confronti di soggetti extra UE, va riportata l’annotazione “operazione non soggetta”.
– per le fatture emesse dal cessionario del bene o committente del servizio, quando è debitore d’imposta, va riportata l’annotazione “autofatturazione”.
NUOVI MOMENTI IMPOSITIVI E NUOVI TERMINI DI FATTURAZIONE NELLE OPERAZIONI INTRA-UE ED EXTRA-UE: Il nuovo comma 1 dell’art. 39 stabilisce, che sia le vendite che gli acquisiti intracomunitari di beni “si considerano effettuati all’atto dell’inizio del trasporto o della spedizione nel territorio dello Stato (vendite) o dal territorio dello Stato membro di provenienza (acquisti)”. Quindi i tempi della fatturazione si calcolano dalla partenza dei beni dal territorio di origine. Pertanto per l’acquirente nazionale è la data di partenza della merce che determina il tempo massimo di attesa per il ricevimento della fattura che è stato aumentato dal 2013 a due mesi (precedentemente era di un mese), decorso questo termine scatta l’obbligo di emissione dell’autofattura entro il giorno 15 del mese successivo (giorno 15 del terzo mese dalla avvenuta spedizione della merce).Se invece si riceve la fattura nei termini, ma risulta emessa per un corrispettivo inferiore al reale, l’acquirente, dopo aver regolarmente integrato la fattura, deve emettere una autofattura per la differenza entro il giorno 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria ricevuta. Le autofatture e le fatture integrative devono essere registrate entro il termine di emissione, con riferimento al mese precedente.
Analogamente per un servizio intracomunitario (sia “generico” che “specifico”) il committente italiano deve integrare il documento entro il giorno 15 del mese successivo al suo ricevimento, se è giunto nel previsto termine di due mesi dal momento impositivo ( che per i servizi è rappresentato dal momento di ultimazione della prestazione, salvo che il pagamento del prezzo o di parte di esso non la anticipi, mentre per i servizi a a carattere periodico o continuativo è dato dalla data di maturazione dei corrispettivi o dal decorso di un anno solare dall’inizio della prestazione se di durata ad esso superiore, salvo che il pagamento del prezzo o di parte di esso non la anticipi), altrimenti scatta l’obbligo dell’autofattura.
Se si tratta di un servizio “generico” extracomunitario, il committente deve emettere autofattura in unico esemplare entro il giorno 15 del mese successivo all’effettuazione della prestazione (sia essa determinata dal pagamento anticipato, dall’ultimazione del servizio o dalla maturazione del corrispettivo/decorrenza dell’anno solare). L’autofattura per l’acquisto extra-UE di beni e servizi non “generici” (detti anche “specifici”) deve essere emessa, invece, al momento di effettuazione dell’operazione.
Un’altra novità nelle cessioni di beni intracomunitarie riguarda gli acconti sul prezzo che non sono più rilevanti ai fini IVA e per i quali non vi è più l’obbligo di emettere la fattura, mentre permane l’obbligo di fatturazione degli acconti o dei saldi anticipati negli scambi intracomunitari di servizi (cosiddetti “servizi generici”).
LA FATTURA ELETTRONICA: per fattura elettronica si intende il documento emesso e ricevuto “in un qualunque formato elettronico”, la sua adozione è subordinata all’accettazione da parte del destinatario, per la quale non è obbligatoria la forma scritta, essendo sufficiente il comportamento concludente della registrazione sul registro IVA acquisti e/o il pagamento da parte del cliente.
Il soggetto che intende utilizzare la fatture elettronica deve garantirne l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura dal momento dell’emissione fino al periodo di conservazione della stessa.
Tali elementi sono garantiti alternativamente tramite:
1. sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni / prestazione di servizi ad essa riferibile;
2. apposizione della firma elettronica qualificata o digitale;
3. utilizzo del sistema EDI;
4. altre tecnologie in grado di garantire l’autenticità dell’origine e l’integrità dei dati.
È possibile emettere nei confronti di uno stesso destinatario / prestatore più fatture elettroniche in un unico lotto. In tal caso le indicazioni comuni alle diverse fatture possono essere inserite una sola volta, a condizione che per ogni fattura sia accessibile la totalità delle informazioni.
La fattura elettronica si ha per emessa nel momento della trasmissione o di messa a disposizione (per via telematica) all’acquirente / committente.

 

                                                             Avv. Camilla Fiore

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