Normativa Antincendio per i pubblici esercizi

FireCon il Dpr 151/2011, in vigore dal 7 ottobre 2011, l’elenco delle attività soggette a controllo obbligatorio da parte dei Vigili del Fuoco, che risaliva al Dm 16/02/1982, è stato rielaborato e sfoltito. Da 97 tipi si è passati a 80, divisi in tre categorie (A,B,C) in base alla gravità del rischio (basso, medio, elevato), alla dimensione o alla struttura dell’attività stessa. Per le attività appartenenti alla categoria A (a basso rischio incendi), di cui fanno parte pubblici esercizi come bar e ristoranti (capienza superiore a 100 persone, ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 m2) ma anche strutture ricettive come alberghi, motel, agriturismi con oltre 25 ma meno di 50 posti letto, è sufficiente presentare, contestualmente alla Scia, un progetto di prevenzione a firma di un professionista abilitato, che attesti la rispondenza dello stesso alla vigente normativa antincendio. Ciò in quanto, per questa categoria con scarsa complessità dal punto di vista della prevenzione incendi esiste, come guida progettuale, una regola tecnica appositamente predisposta, frutto della lettura coordinata della normativa di settore.
Il Comando provinciale dei vigili del fuoco territorialmente competente, entro sessanta giorni, “effettua controlli, attraverso visite tecniche, volti ad accertare il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione degli incendi, nonché la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio” (art.4,co.2). Nel caso in cui, in questi controlli venga accertata la carenza dei requisiti e dei presupposti per l’esercizio delle attività previsti dalla normativa di prevenzione incendi, il Comando adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi dalla stessa prodotti, a meno che, ove sia possibile, l’interessato (titolare dell’attività) provveda a conformare alla normativa antincendio e ai criteri tecnici di prevenzione incendi detta attività entro un termine di 45 giorni.
In caso di esito positivo dei suddetti controlli, invece, a richiesta dell’interessato, il Comando rilascia copia del verbale della visita tecnica.
Tuttavia si tratta, per questa categoria, di controlli a campione. Il che implica che l’attività si intende autorizzata a seguito di presentazione della Scia con allegato progetto di prevenzione che viene sottoposto solo ad un controllo di completezza. Le attività appartenenti alla categoria B (locali pubblici con una capienza fino a 200 persone e strutture recettive con oltre 50 e fino a 100 posti letto) contraddistinte da un rischio di incendio medio, sono sprovviste di una regola tecnica di riferimento per l’elaborazione dei progetti e per questo più complesse in fase di progettazione dei dispositivi e degli apprestamenti, architettonici e impiantistici, antincendio. Tuttavia, anche per esse è possibile presentare il progetto di prevenzione unitamente alla Scia con controlli a campione da parte del Comando provinciale dei vigili del fuoco. Alla categoria C appartengono le attività complesse e ad alto rischio (locali con capienza superiore alle 200 persone e strutture recettive con oltre 100 posti letto) per le quali è necessario richiedere il parere di conformità, dietro presentazione del progetto al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, che viene rilasciato dal Comado a seguito dei medesimi controlli effettuati per le altre due categorie che però, in questo caso, vengono effettuati ad ogni istanza presentata con le stesse modalità e con la stessa tempistica prevista per le altre categorie. Entro 15 giorni dalla data di effettuazione delle visite tecniche, il Comando, in caso di esito positivo degli stessi, rilascia il Certificato di Prevenzione Incendi.
Per questa categoria, inoltre è previsto il rinnovo della conformità che deve essere fatto, tramite semplice dichiarazione del conducente dell’attività attestante l’assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza antincendio, ogni 5 o 10 anni a seconda della sua tipologia. Le attività non soggette a controlli obbligatori da parte dei Vigili del Fuoco, e cioè non comprese in nessuna delle categorie illustrate, rimagono tuttavia sottoposte alla normativa inerente la sicurezza antincendio e quella relativa ai luoghi di lavoro. In assenza di esplicite disposizioni, si fa riferimento a quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 (atteso Unico in materia di sicurezza sul lavoro) e s.m.i.

 

Avv. Camilla Fiore

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