Notifica cartelle esattoriali a mezzo PEC

Il nuovo decreto di attuazione della delega fiscale approvato dal Governo rivoluziona la notifica delle cartelle Equitalia. In particolare il Decreto Legislativo n° 159 del 24 settembre 2015 emanato nell’ambito dalla recente riforma del sistema di riscossione, prevede la possibilità di notificare la cartella esattoriale tramite PEC per tutti i soggetti obbligati, per legge, ad averla. Si tratta, dunque, di professionisti, ditte individuali, società di persone e di capitali.
La notificazione a mezzo PEC della cartella di pagamento è probabilmente la più innovativa tra le norme introdotte da questo decreto, che ha come obbiettivi generali: semplificare e razionalizzare le norme in materia di riscossione, e ha stabilito che, a partire dal 1° giugno 2016, ditte individuali, società e professionisti iscritti in albi o elenchi riceveranno le notifiche di pagamento esclusivamente tramite PEC, all’indirizzo risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata.

737Il decreto, inoltre, fornisce anche regole di dettaglio sul perfezionamento della notifica, stabilendo che:
– qualora l’indirizzo pec risulti non valido, disattivato o non funzionante la notifica andrà effettuata tramite deposito dell’atto presso la Camera di commercio competente per territorio e un avviso sarà pubblicato sul sito web della stessa. Il destinatario ne riceverà notizia tramite raccomandata A/R.
– nel caso, invece, in cui la casella PEC risultasse piena, la società incaricata della riscossione effettuerà un nuovo invio dopo almeno 15 giorni. Se anche il secondo tentativo avesse esito negativo, si procederà come nel caso precedente.

Alcuni avvertimenti:
– è importante fare attenzione alla data di notifica della cartella esattoriale avvenuta tramite posta elettronica certificata, in quanto non conta la data di materiale apertura del messaggio, ma quella di ricezione, a prescindere dalla effettiva presa visione da parte del contribuente.
Tale aspetto è fondamentale per non incappare in decadenze che impedirebbero al contribuente di proporre ricorso al giudice, e per non accumulare ritardi che potrebbero comportare aggravi di costi, dagli interessi di mora alle spese per le procedure esecutive.
– è importatnte aprire quotidianamente la PEC in quanto non ci saranno giustificazioni che potranno salvare il contribuente come la perdita delle credenziali di accesso o il fatto di aver consegnato al proprio commercialista il compito di aprire e gestire la posta certificata.
Abbiamo già trattato dell’obbligo, per ogni azienda al momento della costituzione, di fornire al registro delle imprese un indirizzo pec. Tuttavia molte volte tale adempimento viene fatto distrattamente soltanto per assolvere all’obbligo e poi ci si dimentica di configurare la casella. Da oggi tale comportamento comporterà l’uteriore rischio di non venire a conoscenza della notifica di una cartella di pagamento, con tutto ciò che ne consegue.

Avv. Camilla Fiore

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