Obbligo di emissione degli scontrini, quali novità?

NORMATIVA DI SETTORE

Il clamore suscitato dai recenti blitz e intensi controlli della Guardi di Finanza incentrati sugli esercizi commerciali, non deve trarre in inganno su eventuali novità normative in materia di emissione di scontrini fiscali in quanto di nuovo c’è solo il rigore dei controlli!
Le norme in materia di sanzioni per violazioni dell’obbligo di emissione di scontrino e ricevuta fiscale sono contenute nell’articolo 1, commi 8, 8 bis e 8 ter, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262 convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 pubblicata sul supplemento ordinario n. 223/L alla Gazzetta ufficiale n. 277 del 28 novembre 2006 ed in vigore dal giorno successivo.
La sanzione.
La sanzione per mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto o per l’emissione di tali documenti per importi inferiori a quelli reali, è pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato. In pratica si pagherà quanto si è evaso.
Tuttavia tale sanzione non può essere inferiore ad un minimo di 516 euro. Pertanto il contribuente dovrà pagare tale cifra anche se l’imposta da lui evasa è di valore inferiore.
E’ però prevista la possibilità di aderire alla definizione agevolata, pagando, entro il termine previsto per presentare il ricorso (60 gg), un importo pari a un quarto della sanzione irrogata.
La sanzione accessoria.
Quando siano state contestate, nel corso di un quinquennio, tre distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie, è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, per un periodo da 3 giorni a 1 mese. Se l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione supera la somma di 50.000 euro, la sospensione è disposta per un periodo da 1 mese a 6 mesi. La chiusura scatta automaticamente alla terza infrazione rilevata, è disposta dalla direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate e deve essere notificata al contribuente, a pena di decadenza, entro sei mesi da quando è stata contestata la terza violazione.
La sanzione della chiusura dell’esercizio è disposta anche nel caso in cui il contribuente che ha commesso la violazione definisce in via agevolata la sanzione principale (cioè definisce il verbale con il pagamento di un quarto della sanzione irrogata rinunciando a proporre ricorso) ed è immediatamente esecutiva (cioè la sanzione della chiusura può scattare lo stesso, anche se si è fatto ricorso).
Alcune interessanti sentenze sull’argomento.
Cass., sent. n. 19626/09: “Per i commercianti sorpresi più volte a non rilasciare lo scontrino ai clienti scatta la chiusura del negozio, anche se pagano la multa”, cioè la pena accessoria viene inflitta lo stesso anche se il commerciante ha sempre provveduto a pagare la sanzione, in quanto ha la funzione di punire la recidività.
Cass., sent. n. 26991/09: “E’ passibile di licenziamento il dipendente che non rilascia scontrini e non è vietato al datore di lavoro porre in atto misure ed utilizzare mezzi di controllo idonei per salvaguardare la sopravvivenza economica dell’impresa”. Questo, in sintesi, il contenuto della  sentenza. In particolare, la Suprema Corte ha precisato come le norme poste a tutela del patrimonio aziendale “non vietano al datore di lavoro di ricorrere ai mezzi necessari ad assicurare la sopravvivenza dell’impresa, quali i controlli occulti di un’agenzia investigativa contro attività fraudolente o penalmente irrilevanti“. E tra queste attività rientra anche la mancata emissione degli scontrini fiscali. Di recente questa sentenza è stata confermata e ulteriormente precisata da un altro intervento della Corte di Cassazione che con l’ordinanza n. 7965/2012 ha stabilito che “E’ legittimo licenziare il prestatore di lavoro che non provvede alla emissione degli scontrini fiscali anche nell’ipotesi di modesta entità del danno patrimoniale ”. In caso di omessa scontrinazione, infatti, unita ad ammanchi nella cassa, seppur minimi, sussiste la giusta causa di licenziamento, in quanto il comportamento del lavoratore mina il rapporto fiduciario tra lui ed il datore di lavoro.
Comm. Trib. Centr. di Bologna, sent. n. 399/2012: “Perché scatti la sanzione accessoria della sospensione della licenza è necessario che le tre infrazioni siano commesse tutte nel medesimo luogo di vendita”, cioè alle attività svolte in più esercizi commerciali non è possibile applicare il cumulo delle violazioni nel caso di mancata emissione degli scontrini fiscali, in quanto sono cumulabili solo le infrazioni commesse attraverso il/i registratore/i di cassa installati nei locali dove viene svolta l’attività commerciale in base alla licenza o autorizzazione da sospendere.
Comm. Trib. prov. di Bari, sent. n. 13/02/2010: “Per lo scontrino vale solo la contestazione immediata”. E’ da ritenersi illegittima la sanzione irrogata per mancata emissione dello scontrino fiscale se tale violazione non viene constatata personalmente dai verificatori ma è riferita agli stessi da terze parti. Questo perché se l’infrazione è segnalata da un consumatore e la sua versione dei fatti si scontra con quella del commerciante che invece afferma di avere regolarmente emesso lo scontrino poi non ritirato dall’acquirente, entrambe le parti sono ugualmente credibili e, senza ulteriori elementi di prova, non è possibile dimostrare in giudizio la consumazione dell’illecito.
Comm. Trib. prov. di Brescia, sent. n. 51/7/2012: “Il minorenne che sostituisce il padre alla cassa non può essere sanzionato per la mancata emissione dello scontrino perché non può rendersi conto dell’illegalità del fatto compiuto”.

                                                                         Avv. Camilla Fiore

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