Occupazione di suolo pubblico

655Con l’arrivo dell’estate molti esercizi commerciali decidono di aprire all’esterno dei propri locali delle aree attrezzate per la consumazione di cibi e bevande, aree che molto spesso insistono sul suolo pubblico e necessitano, quindi, di autorizzazione per essere occupati.
La regolamentazione dell’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, è demandata ai regolamenti comunali sia per la determinazione di requisiti e formalità da espletare per ottenere l’autorizzazione, sia per quanto riguarda tariffe e tassazione.
E’ tuttavia possibile tracciare delle linee guida proprie di tutti i regolamenti:

– Innanzitutto per “suolo pubblico” si intende il suolo e relativo soprassuolo e sottosuolo appartenente al demanio e al patrimonio indisponibile del Comune comprese le aree destinate a mercati anche attrezzati, il suolo privato gravato di servitù di passaggio pubblico, nonché i tratti di strade non comunali ma compresi all’interno del centro abitato individuato a norma del Codice della Strada. E’ fatto divieto a chiunque di occupare il suolo pubblico, così inteso, senza specifica autorizzazione o concessione comunale, rilasciata dal competente Ufficio del Comune, su richiesta dell’interessato.

– L’occupazione del suolo può essere temporanea o permanente:
a) sono permanenti le occupazioni di carattere stabile, effettuate a seguito del rilascio di un atto di concessione ed aventi, comunque, durata non inferiore all’anno e con disponibilità completa e continuativa dell’area occupata, indipendentemente dall’istallazione di manufatti o impianti;
b) sono temporanee le occupazioni di durata inferiore all’anno e che comunque non sono caratterizzate dalla disponibilità indiscriminata e continuativa dell’area.

– La domanda per ottenere l’autorizzazione o la concessione deve contenere l’indicazione delle generalità, della residenza o domicilio legale ed il codice fiscale del richiedente, l’ubicazione esatta del tratto di area o spazio pubblico che si chiede di occupare e la sua consistenza, l’oggetto dell’occupazione, la sua durata, i motivi a fondamento della stessa, la descrizione dell’opera che si intende eventualmente eseguire, le modalità di utilizzazione dell’area, la dichiarazione di sottostare a tutte le vigenti prescrizioni di ordine legislativo e regolamentare in materia, la sottoscrizione dell’impegno a sostenere tutte le eventuali spese di sopralluogo e di istruttoria con deposito di cauzione, se richiesta dal Comune, nonché il versamento del canone secondo le vigenti tariffe.
La domanda deve essere corredata dall’eventuale documentazione tecnica richiesta dal regolamento comunale.

– La concessione o l’autorizzazione è sempre concessa a termine, senza pregiudizio dei diritti di terzi, con l’obbligo del concessionario di riparare tutti i danni derivanti dalle opere o dai depositi consentiti. Ciò implica che è a carico di chi ottiene la concessione ogni responsabilità per qualsiasi danno o molestia che possono essere arrecati e contestati da terzi per effetto della concessione o autorizzazione, e che al termine del periodo di consentita occupazione il cessionario avrà l’obbligo di eseguire a sue cure e spese tutti i lavori occorrenti per la rimozione delle opere installate e per la rimessione in pristino del suolo pubblico.

– La tassa per l’occupazione del suolo pubblico è detta Tosap, ed è dovuta in quanto l’occupazione di un’area che appartiene al territorio di un ente locale da parte di un singolo individuo, comporta, per la collettività, il ridotto godimento dello spazio pubblico occupato.
I presupposti per l’applicazione della Tosap sono pertanto due:
a) l’occupazione di uno spazio, anche sovrastante o sottostante appartenente al patrimonio indisponibile del Comune o di altro ente;
b) il vantaggio economico che dall’occupazione deriva.
La Tosap è calcolata in base alla superficie effettivamente occupata, espressa in metri quadrati o lineari, arrotondati all’unità superiore (non sono pertanto tassabili le porzioni di spazio inferiori ai 50 cm).Per le aree superiori ai 1000 mq la superficie tassata è calcolata al 10%.
La quantificazione dell’imposta dipende inoltre dal tipo di occupazione, con una distinzione fra occupazione permanente ed occupazione temporanea.
Le occupazioni permanenti prevedono una tassazione determinata in base all’unità di superficie occupata, commisurata in metri quadri, in ciascun anno solare. Può inoltre essere prevista una riduzione fino al 30% della tariffa ordinaria per occupazione permanente di spazi soprastanti e sottostanti, ad esempio con l’ installazione di tende esterne, sia fisse sia mobili (sono tali, ad esempio, quelle dei negozi e dei locali pubblici).Qualora la tenda ricada a copertura di una superficie già assoggettata a tassazione, la Tosap è dovuta soltanto sui metri eventualmente eccedenti. Si pensi, ad esempio, al pubblico esercizio che paga la tassa per l’occupazione di suolo pubblico con sedie e tavolini: in tale situazione, la proiezione al suolo di una tenda esterna determina una tassazione soltanto sui metri in eccesso. Occorre però precisare che, in assenza di una specifica disposizione su tali spazi, la tassa è dovuta secondo la normale tariffa applicata.
Le occupazioni temporanee sono soggette ad una tassa in misura proporzionale alla superficie occupata ed al periodo di occupazione, calcolato su base giornaliera.

– Per l’occupazione temporanea è, inoltre, necessario aver ottenuto, aver presentato o presentare congiuntamente domanda di autorizzazione per lo svolgimento dell’attività in deroga alle emissioni sonore oppure autocertificare il rispetto dei limiti stabiliti dal documento di classificazione acustica del Comune.
Per l’occupazione permanente è, invece, necessario aver presentato o presentare congiuntamente valutazione previsione di impatto acustico, aver ottenuto parere favorevole da parte dell’ARPA, aver ottenuto Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) oppure autocertificare il rispetto dei limiti stabiliti dal documento di classificazione acustica del Comune.

Avv. Camilla Fiore

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