Pubblici esercizi e giochi leciti e illeciti

711Abbiamo già trattato in modo accurato l’argomento relativo all’installazione di giochi leciti nel contesto degli esercizi commerciali e alla normativa a cui gli esercenti devono attenersi. Tuttavia l’argomento torna all’attualità in particolar modo per la diffusione di leggi regionali e locali che limitano o addirittura vietano l’utilizzo di tali apparecchiature, seppur lecite, al fine di contrastare il gioco d’azzardo patologico, il che ha avuto come conseguenza indiretta il diffondersi di apparecchiature alternative per eludere tali divieti.

In particolare si sta diffondento l’installazione in bar e ristoranti dei c.d. “Totem”, ovvero apparecchi terminali, collegati ad “internet” o funzionanti tramite “intranet” grazie a collegamenti che consentono una navigazione a circuito chiuso, collocati presso esercizi pubblici o circoli privati ed utilizzati per l’effettuazione di giochi online, attraverso la connessione a siti illegali. Tali macchinari constano di una struttura dotata di schermo ‘touch-screen’, tastiera di comando anche virtuale e dispositivi vari, atti a consentire la lettura elettronica del documento di identità, l’inserimento della ‘smart card’ che abilita al gioco sull’apparecchiatura e l’introduzione di banconote per ricaricare la ‘smart card’ utilizzata.

L’utilizzo dei Totem è espressamente vietato dall’art.7, comma 3 – quater, del decreto legge del 13 settembre 2012, n. 158, (c.d. ‘Decreto Balduzzi’), convertito con l’art. 1, comma 1, della legge 8 novembre 2012, n. 189 che vieta la messa a disposizione, presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che consentano ai clienti – attraverso la connessione telematica – di giocare su piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità.

Il divieto nasce essenzailamente da una legislazione frammentaria e non troppo chiara in materia che distingue l’attività di offerta e raccolta dei giochi attuata con i nuovi canali di diffusione da remoto (tra i quali internet) da quella effettuata tramite i canali distributivi presenti sul territorio, mediante c.d. reti fisiche, provvedendo a delineare la netta separazione tra le due diverse modalità. Nel primo caso la legge (l’art. 24 della legge 7 luglio 2009, n. 88) ha stabilito che l’attività di offerta e raccolta dei giochi debba avvenire esclusivamente mediante il canale prescelto, cioè solo online e non anche attraverso rete fisica. Nel secondo caso (art. 2, comma 2-bis del decreto legge 25 marzo 2010, n.40, convertito con legge 22 maggio 2010, n.731), invece, di offerta e raccolta di giochi effettuate su base fisica ha dettato disposizioni precise, disponendo espressamente che tale attività sia esercitata solo nelle sedi e con le modalità fissate nelle relative convenzioni di concessione e vietando le attività di raccolta di giochi con vincita in denaro espletate presso sedi diverse da quelle autorizzate o attraverso modalità o apparecchiature che consentono la partecipazione telematica.

I Totem, invece per le loro caratteristiche, violano entrambe le normative eludendo ogni controllo, fiscale e di legalità delle piattaforme utilizzate, e ogni norma posta a tutela di minori e ludopatici.

Va però evidenziato che la violazione si concretizza solo nei casi in cui tali strumenti vengano messi a disposizione dei clienti con la finalità di consentire la connessione a siti di gioco, mentre non sussiste alcuna violazione per la messa a disposizione per finalità diverse da quella individuata dalla norma (ad esempio, per consentire la libera navigazione sul web).
La violazione compiuta da parte di chi mette a disposizione all’interno degli esercizi pubblici i Totem risulta evidente in quanto gli stessi, a differenza di altri strumenti, sono apparecchiature che in base al complesso degli elementi esteriori che li caratterizzano appaino chiaramente finalizzate ad essere utilizzate per connessioni telematiche verso siti di gioco. Molti operatori, tuttavia, per aggirare il sistema, hanno tentato di legittimare la presenza di tali apparecchiature presso esercizi pubblici, richiamando la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 8 giugno 2000, n. 2000/31/Ce, recepita con Decreto legislativo 9 aprile 2003, n.70;sostenendo cioè la liceità dell’utilizzo dei Totem quali apparecchiature finalizzate ad offrire cc.dd. giochi promozionali, cioè giochi che hanno l’obiettivo di incoraggiare la vendita di beni o servizi e in cui gli eventuali pagamenti servono unicamente ad acquisire i beni o servizi promossi.L’effettuazione di tali giochi promozionali risulta, però, circoscritta in quanto subordinata al rispetto di precisi obblighi previsti dalla Direttiva stessa, necessari ed indispensabili per la configurazione di tale forma di commercio elettronico, obblighi che si sostanziano, in particolare, nell’invio di specifica informativa diretta ad evidenziare che si tratta di giochi promozionali, delle condizioni di partecipazione, nell’autorizzazione da parte dello Stato membro in cui i servizi hanno origine, nella reale promozione di un bene o di un servizio della società di informazione, nell’esclusione dai giochi promozionali delle attività rivolte a promozionare solo il gioco.Va da sé che l’assenza anche di uno solo dei requisiti richiesti, porta indubitabilmente ad escludere la sussistenza di giochi cc.dd. promozionali nelle attività poste in essere attraverso i Totem.

La sanzione amministrativa prevista nei casi di utilizzo di tali apparecchiature illegali è stata da ultimo fissata, dalla legge di stabilità 2015, in misura fissa pari a ventimila euro, considerata la potenziale dannosità dell’illecito, posto che le apparecchiature possono essere utilizzate anche da soggetti minorenni, comunque senza alcun controllo e con posta di gioco anche illimitata. In modo da prevedere, simmetricamente a quanto previsto per le slot irregolari, che la base imponibile sia determinata induttivamente, presumendo l’utilizzo per almeno un anno e attuando la confisca della macchina. Aggiungendo però che trattandosi di gioco illecito effettuato essenzialmente con modalità online, sia da prevedere come per il gioco a distanza regolare l’applicazione dell’imposta unica con aliquota al 6 percento.

Avv. Camilla Fiore

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